Il Covid affonda l'economia, dal digitale i primi spiragli di ripresa - CorCom

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Il Covid affonda l’economia, dal digitale i primi spiragli di ripresa

In sei mesi le aziende Ftse Mib hanno bruciato 42 miliardi: deteriorata la struttura finanziaria. In controtendenza il mercato dei servizi innovativi: si stima una crescita del 3,7%. Investimenti 4.0 leve strategiche. La fotografia scattata da Mediobanca

10 Ago 2020

F. Me

Il Covid ha affondato le economie di tutto il mondo ma ci sono già spiragli di ripresa. Lo rileva l’Area Studi Mediobanca  secondo cui, pur se il trimestre in corso registra ancora segnali di debolezza, il rilancio potrebbe accelerare dando una forte spinta alla digitalizzazione.  Non a tutti, infatti, è andata male e la crisi, che ha colto impreparato il mondo intero, ha mostrato il differente grado di resilienza dei diversi settori. Ineludibile però il tema dell’innovazione e della digitalizzazione: le imprese che si erano già avvicinate prima della crisi all’innovazione tecnologica, ovvero avevano già investito nei servizi digitali, hanno reagito meglio.

Fra aprile e giugno l’economia mondiale ha toccato il fondo. Uno tsunami oggi, ma con spiragli di ripresa che arrivano proprio da quei settori dove operano le aziende che hanno fatto del digitale e virtuale il loro leitmotiv: WebSoft ed elettronica, unici a crescere a livello sia di ricavi (+17,6% WebSoft e + 5,6% elettronica, rispetto alla media delle multinazionali mondiali in contrazione del -6,6% nella prima metà del 2020) che di margini operativi e netti. Bene anche gli operatori della grande distribuzione organizzata (ricavi +9,6%), soprattutto quelli tecnologicamente meglio organizzati lato vendite online (Click&Collect e home delivery).

livello di margini industriali, reggono bene l’urto della pandemia il settore di Pagamenti digitali, che registra l’ebit margin più alto in assoluto (29,7%), seguito dal pharma (26,1%) e dall’elettronico (18,4%), con le WebSoft al 26,0% al netto di Amazon. Drastica contrazione dei margini e semestre in rosso per aeronautica e automotive (che chiude il periodo peggiore della storia delle quattro ruote): assieme alla moda e subiscono una battuta d’arresto senza precedenti.

Gli effetti si sono fatti sentire anche in Borsa, con un primo semestre da dimenticare per le grandi aziende dell’industria e dei servizi che valgono i tre quarti del Ftse Mib, il paniere principale di Borsa Italiana: -42 mld di capitalizzazione, -50 mld di ricavi e -18 mld di profitti netti. A Piazza Affari peggio il primo trimestre del secondo, anche per il forte clima di incertezza cui la Borsa è molto sensibile: -22,9% nel gennaio-marzo 2020, il secondo peggior crollo dopo quello del trimestre settembre-novembre 2008 (-28,3%) post fallimento Lehman.

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Per quanto riguarda la struttura finanziaria si evidenzia un deterioramento per tutti i settori, come risultato dell’incremento dell’indebitamento (+9,7%) e della contrazione dei mezzi propri (-8,1%). La manifattura registrail deterioramento peggiore (+21,2 p.p. il rapporto debiti finanziari/capitale netto a/a).

Il mercato italiano dei servizi digitali ha chiuso il 2019 in crescita del +2,1% e si stima un incremento del +3,7% per il 2020. Digital e robotica rappresentano una prospettiva di sviluppo per quelle aziende che riusciranno a internalizzarli nei propri business model acquisendo un vantaggio competitivo decisivo e distintivo in termini di servizio al cliente, emancipazione dalle catene di fornitura ed efficientamento produttivo.

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