Manifattura 4.0, si apre la sfida dell'Industrial Smart Working. Ma gli investimenti sono al palo - CorCom

POST COVID-19

Manifattura 4.0, si apre la sfida dell’Industrial Smart Working. Ma gli investimenti sono al palo

Ossevatorio Mecspe: il 69% delle imprese prevede un aumento del fatturato a fine anno, spinto anche da una modalità ibrida del lavoro considerata strategica da oltre un terzo delle realtà. Ma solo il 27% intende aumentare il budget destinato all’innovazione e appena l’8% ha usato i Competence center. Nuova linfa dal Pnrr

27 Lug 2021

Patrizia Licata

giornalista

L’industria manifatturiera italiana torna ottimista dopo un 2020 critico: secondo i dati dell’ultimo Osservatorio Mecspe (BolognaFiere, 23-25 novembre 2021) di Senaf sul secondo quadrimestre 2021 sette aziende su dieci (69%) si aspettano un aumento del fatturato a fine 2021 rispetto allo scorso anno. A febbraio a credere nella crescita era meno della metà degli imprenditori.

L’ottimismo è confermato sia dalla soddisfazione verso il proprio portafoglio ordini, che finalmente torna a livelli alti (lo ritiene adeguato il 72%), sia dalle previsioni per il mercato: il 74% crede in un boom del settore nei prossimi 3 anni. In un contesto economico in progressivo miglioramento, torna a crescere anche il livello di fiducia generale delle imprese (è alto per il 54% rispetto al 39% di febbraio). I trend più importanti del momento? Digitalizzazione, sostenibilità, formazione sono i tre elementi che insieme generano il cambiamento culturale tanto atteso di cui il manifatturiero ha bisogno e che saranno protagonisti della prima edizione bolognese di Mecspe. Le imprese italiane devono infatti spingere con maggior decisione su Industria 4.0se vogliono continuare a crescere ed essere competitive.

L’Osservatorio Mecspe è stato condotto da Grs Ricerca e strategia su un campione di 619 aziende italiane del manifatturiero, utilizzando il metodo Cawi (Computer assisted web interviewing).

Digitalizzazione e Pnrr, siamo indietro

Una delle lezioni più importanti che la pandemia ci ha lasciato è che senza crescita digitale non c’è futuro. Ne è consapevole il 27% di imprenditori che proprio a causa del Covid-19 ha voluto spingere sull’acceleratore della digitalizzazione.

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Per la manifattura ciò significa puntare su tecnologie e processi innovativi come la sicurezza informatica, la connettività/5G, Internet of Things e la robotica collaborativa. Ma significa anche approfittare delle opportunità offerte dalle novità legislative come il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Tuttavia solo il 15% degli imprenditori ne conosce a fondo i contenuti.

Industria 4.0, il 46% non conosce i Digital innovation hub

Tra queste, lo stanziamento di 350 milioni per il 2021-2026 per i Competence center e i Digital innovation hub, nati per accompagnare le imprese verso la quarta rivoluzione industriale. Finora, solo l’8% delle imprese ha collaborato con almeno una di queste realtà, e sono ancora tante a non conoscerle (46%), nonostante la capacità riconosciuta da oltre un terzo degli intervistati di saper supportare le imprese nella costruzione e sperimentazione di progetti di Industria 4.0 per quanto riguarda i Competence center e nella sensibilizzazione sulle opportunità in ambito Industria 4.0 per i Digital innovation hub.

Mecspe: spingere sul cambiamento culturale

Sull’Industrial smart working (Isw, il metodo di lavoro che permette la gestione e l’esecuzione dei processi produttivi in fabbrica da remoto) risulta avviato un cambiamento culturale sotto la spinta della pandemia: solo una piccola parte degli imprenditori (15%) non ritiene l’Isw adatto all’ambiente industriale, indicando la presenza fisica come unica modalità di lavoro.

La maggior parte (oltre un terzo) ritiene l’Isw utile, ma solo come supporto e integrazione alla presenza fisica in fabbrica. Per tanti è interessante, ma è necessaria prima una grande riorganizzazione delle risorse e dei processi/strumenti industriali. Tra i vantaggi percepiti, la maggiore flessibilità per i dipendenti (41%) e la riduzione dei costi (29%).

Per il resto, occorre spingere sul cambiamento culturale e per questo a Mecspe esordirà la Piazza Competence center, pensata per essere il trait d’union vero tra i visitatori della manifestazione e gli otto Competence center che potranno mostrare attività di orientamento, formazione e progetti innovativi in ambito Industria 4.0.

Sempre al tema digitalizzazione e fabbrica intelligente, sarà dedicato uno dei momenti principali della fiera: Gamification: la fabbrica senza limiti, nata per mostrare le idee tecnologiche migliori e fare da propulsore per le soluzioni più innovative. Un nuovo concetto di fabbrica, più evoluta e a misura d’uomo, in grado di attirare l’interesse dei giovani talenti.

Sostenibilità: il green per attrarre investimenti

Molto più elevata la sensibilità delle imprese sui temi green: sono già tante (40%) le aziende a considerarsi sostenibili, grazie a numerose azioni già intraprese o in corso d’opera come l’uso di dispositivi a basso consumo energetico, l’acquisto di macchinari e/o impianti efficienti di nuova generazione e l’installazione di impianti di produzione d’energia elettrica e termica da fonti rinnovabili.

Ma ci sono dei veri e propri criteri ambientali, sociali e di governance che definiscono il nuovo comportamento virtuoso delle imprese, i parametri Esg (Environment, social, governance), e saranno sempre più decisivi per attrarre investimenti e migliorare la reputazione dell’azienda.

Eppure solo un’azienda su tre (32%) li conosce, con quelle più grandi che vi prestano maggior attenzione, per esempio ispirandosi a buone pratiche e principi etici per la gestione d’azienda (42%) e introducendo misure per il miglioramento del benessere e della qualità del lavoro dei dipendenti (24%).

Agli Esg il Mecspe dedicherà due iniziative speciali: Percorso ECOfriendly – “Io faccio di più”, un percorso virtuale e reale tra gli espositori che nelle loro strategie aziendali adottano una politica green ed ecofriendly, e Area Progettazione e Design by Materioteca, dedicato alla “Blue economy”, che porta il concetto di sostenibilità ad un altro livello creando valore a partire da scarti e rifiuti attraverso soluzioni creative basate sulla scienza.

Competenze, il 46% delle imprese si dice pronto

Le continue innovazioni tecnologiche pongono anche il problema delle competenze necessarie per realizzare la trasformazione 4.0? Quasi la metà degli intervistati (46%) ha risposto di possedere queste competenze, precisando di aver già formato il personale e di prevedere corsi di aggiornamento. Un’impresa su dieci (10%) ha preferito invece rivolgersi al mercato assumendo lavoratori già formati.

Ci sono poi realtà (17%) che hanno in programma l’assunzione di personale con competenze adeguate, ma quasi un terzo del campione (27%) ammette di non essere ancora pronto. Con questi presupposti, la formazione diventa il fattore fondamentale per poter rimanere competitivi sul mercato e il ruolo di università e di Istituti tecnici Superiori (Its) si fa determinante.

La missione di Mecspe è anche questa: mettere in connessione le imprese e i giovani per realizzare quel “rinascimento” che la manifattura italiana sta cercando. Da anni la fiera ha avviato una collaborazione con i Centri formazione professionale salesiani Cnos-Fap e organizza per ogni edizione seminari di formazione e aggiornamento, oltre che dimostrazioni pratiche, pensate per avvicinare i giovani al mondo dell’Industria 4.0.

I numeri della prossima edizione di Mecspe

Mecspe per la prima volta sarà a BolognaFiere dal 23 al 25 novembre 2021 per mostrare le eccellenze della filiera, dare impulso alla crescita della manifattura e mettere in connessione le imprese e i giovani talenti

Al 15 luglio 2021 sono 92.000 i mq di superficie espositiva, 1.800 le aziende presenti, 2.000 mq il Cuore Mostra Fabbrica Senaza Limiti, 46 iniziative speciali e convegni. Visitatori professionali attesi in presenza e in sicurezza 50.000.

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