LA PROPOSTA

Innovazione, Orlando: “Modello Sure per la transizione ecologica e digitale”

Il ministro del Lavoro ipotizza uno schema Ue simile a quello che ha sostenuto l’occupazione in piena pandemia per accompagnare le imprese verso industria 4.0 e formare competenze. Per i commissari europei Breton e Gentiloni sarebbe applicabile anche all’energia. Ma l’Europa è spaccata

04 Ott 2022

Patrizia Licata

giornalista

orlando

Rendere strutturali i fondi Sure a sostegno dell’occupazione e utilizzarli “per gestire le transizioni gemelle digitale ed ecologica”. È la proposta lanciata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, su Facebook e di cui ha già discusso – riferisce Orlando – con la ministra del Lavoro spagnola Yolanda Diaz Pe’rez e il Commissario Nicolas Schmit. I fondi in questo caso darebbero sostegno agli ingenti investimenti dei Paesi dell’Ue per accompagnare la trasformazione dei processi produttivi in ottica 4.0 e formare le nuove competenze digitali.

Il modello Sure – lo schema sui sostegni all’occupazione varato durante la crisi del 2020-2021 – è replicabile anche per il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni: potrebbe fornire un nuovo strumento comune sulle politiche per l’energia.

L’ipotesi incontra il parere favorevole anche del commissario europeo al Mercato interno Thierry Breton, ma al momento non c’è alcun consenso a livello comunitario sulla proposta di rendere permanente il fondo Sure.

Orlando: “Sostegno alle transizioni gemelle”

Orlando spiega che “Nei mesi scorsi si era aperto un dibattito che stava proseguendo in sede di Consiglio europeo dei ministri del Lavoro e la bontà della nostra proposta era dovuta al fatto che, di fronte ad investimenti europei così massicci nella direzione delle transizioni ecologica e digitale, soprattutto per paesi a forte tradizione manifatturiera come il nostro ma anche la Germania, uno strumento finanziato da bond e utilizzato per accompagnare i lavoratori verso profondi processi di innovazione, avrebbe consentito di non lasciare nessuno indietro”.

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Il ministro dice di augurarsi “che si riescano a superare le rigidità tra i paesi membri perché il destino dell’Europa sarà segnato anche dalla capacità di mantenere la capacità produttiva, mutualizzando i costi delle transizioni, e di aggiornare le competenze dei lavoratori. Una sfida che non si può affrontare chiusi nei confini nazionali e con risposte asimmetriche”.

Gentiloni e Breton: un nuovo “Sure” per l’energia

Lo schema di sostegni sarebbe utile anche per gestire la crisi energetica e la differenziazione delle fonti: il Commissario europeo all’Economia Gentiloni, ha rilanciato la proposta mentre si recava all’Ecofin a Lussemburgo, chiarendo che l’ipotesi non è sul tavolo dei ministri europei al momento.

Sulle misure contro i rincari dell’energia “Il punto non è criticare questo o quel paese, ma cercare la possibilità di fare qualche passo ulteriore, perché se vogliamo evitare la frammentazione, se vogliamo fronteggiare questa crisi penso che ci serva un livello più alto di solidarietà“, ha detto Gentiloni. “E dobbiamo mettere in campo qualche ulteriore strumento comune, ad esempio come il meccanismo Sure visto durante la pandemia. È stata una proposta interessante, è basata su prestiti e penso che potrebbe essere realistico”.

Favorevole anche il commissario europeo per il Mercato interno Breton, che ha firmato con Gentiloni una lettera pubblicata su diverse testate europee, tra cui Il Corriere della sera.

“Ispirarsi a Sure per aiutare gli europei e gli ecosistemi industriali nell’attuale crisi potrebbe essere una delle soluzioni a breve termine che apre la strada a un primo passo verso la fornitura di ‘beni pubblici europei’ nei settori dell’energia e della sicurezza, che è l’unico modo per dare una risposta sistemica alla crisi”, si legge nella lettera. “Per superare le falle causate dai diversi margini di manovra dei bilanci nazionali, dobbiamo pensare a strumenti mutualizzati a livello Ue”.

Europa spaccata sull’ipotesi di un nuovo Sure

Più cauto il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, che ai margini dell’Ecofin ha dichiarato: “La questione richiede altre discussioni, dato che ci sono punti di vista diversi al tavolo”. Decisamente contrario il ministro delle Finanze della Germania, Christian Lindner: l’ipotesi “non ha senso” ed è “ingiustificata”, ha affermato giungendo a sua volta all’Ecofin. “Ci sono altri strumenti su cui si può discutere. Le differenze rispetto alla pandemia sono chiare: oggi non abbiamo un problema di domanda, o di un’economia da stabilizzare e da stimolare, ma stiamo affrontando uno shock sul lato dell’offerta”, ha concluso Lindner.

La proposta di un nuovo fondo comune sul modello del Sure “è l’opinione individuale di due commissari, non credo che sia l’opinione generale della Commissione europea. Avremo modo di discuterne”, ha detto a sua volta il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner.

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