IL PIANO PER I CHIP

Intel, Gelsinger: “Il discorso con l’Italia non è chiuso”

Il ceo dell’azienda chiarisce che il progetto “AI Everywhere” potrebbe aprire altre opportunità di investimento in Europa. “Perché non aprire una fabbrica per i test sui semiconduttori?”. Ottimista il ministro Urso: “Ci sono le condizioni perché le aziende straniere investano”

Pubblicato il 15 Dic 2023

Domenico Aliperto

gelsinger intel

Il discorso con l’Italia non è chiuso“, l’ha detto il ceo di Intel, Pat Gelsinger sulla possibilità di investire nel nostro Paese per la costruzione di impianti dedicati alla fabbricazione di chipset. “Ora siamo concentrati sul nuovo progetto, però io tendo a non chiudere mai la porta ad altre opportunità”, ha aggiunto il manager parlando con Repubblica.

Il nuovo progetto a cui si riferisce Gelsinger è “AI Everywhere“, lanciato ieri a New York. Lo sviluppo della tecnologia potrebbe portare nuovi investimenti in Europa: “Ne abbiamo fatti in Germania e altri Paesi, abbiamo parlato con Italia e Francia. Sono appena stata a Milano. Credo che se si vuole portare la tecnologia nel mondo, bisogna essere nel mondo. Poi c’è il problema dell’incertezza geopolitica e la sicurezza delle catene di approvvigionamento. È necessario chiedersi dov’è la domanda per i chip e avvicinarsi. Abbiamo una fabbrica in Germania, perché non aprire un centro per i test in Italia?

Urso: “Ottimista su investimenti stranieri”

La reazione del ministro per le Imprese, Adolfo Urso, non si è fatta attendere. “Ci sono diverse ipotesi in campo, che riguardano Intel e che riguardano tante altre multinazionali americane, giapponesi, coreane, di Taiwan, di Singapore a cui negli ultimi mesi abbiamo presentato con significativi meeting bilaterali e multilaterali il nostro piano nazionale sulla microelettronica”, ha detto Urso, a margine della cerimonia inaugurale della Mostra al Mimit sullo Spazio in collaborazione con Asi.

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Urso ha ricordato le iniziative italiane a favore dei microchip e le risorse investite. “Insomma io ritengo – ha aggiunto – che nel prossimo anno ci saranno diversi investimenti di multinazionali straniere tra cui anche mi auguro quelli che potrebbero coinvolgere Intel, ma non saranno soltanto quelli. Penso che il paese possa candidarsi ad attrarre investimenti di multinazionali di cosiddetti paesi amici e quindi nel nostro conntinente e sono ottimista che questo”.

La nuova offerta di Intel sull’AI

L’eventualità farebbe da sponda ai piani di sviluppo per i prossimi anni, ufficializzati come detto in occasione dell’evento “AI Everywhere”, durante il quale Intel ha lanciato un nuovo portfolio di prodotti dedicati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei data center, nel cloud, nelle reti e nei pc, e all’edge. Tra gli annunci più significativi c’è la famiglia di processori Intel Core Ultra mobile, i primi basati sulla tecnologia di processo Intel 4 e i primi a beneficiare del più grande cambio di architettura da 40 anni a questa parte, e la famiglia di processori Intel Xeon di quinta generazione , progettata con l’accelerazione AI in ogni core. Gelsinger ha presentato inoltre l’acceleratore AI Intel Gaudi3, in arrivo il prossimo anno.

“Si prevede che l’innovazione nel campo dell’AI possa accrescere l’impatto dell’economia digitale fino a rappresentare un terzo del pil globale”, ha dichiarato il manager. “Intel sta sviluppando le tecnologie e soluzioni che consentiranno agli utenti di integrare senza soluzione di continuità e di implementare l’AI nelle loro applicazioni – nel cloud e, in misura sempre maggiore, localmente all’edge dove i dati vengono generati e utilizzati”.

L’ipotesi di uno stabilimento in Veneto

L’ultimo aggiornamento sulla possibile realizzazione di un impianto Intel in Italia risaliva alla scorsa estate, quando il governatore del Veneto Luca Zaia aveva dichiarato che “dagli ultimi contatti che ho avuto con Intel non ci sono interruzioni nelle trattative. Non ci sono altri aggiornamenti, ma il dialogo con la società è confermato”, aveva fatto sapere Zaia, confermando che non è tramontata l’ipotesi che il colosso americano possa aprire una nuova fabbrica di semiconduttori in Italia, con il sito di Vigasio (Verona) favorito. “Per noi la trattativa resta aperta ma non ho mai negato che per l’area in questione ci siamo mossi anche su altri fronti. Su Vigasio abbiamo talmente la situazione in mano, che ci possiamo candidare anche per altri contest internazionali. L’obiettivo, però, è Intel”.

All’epoca si parlava di un eventuale investimento pari a 4,5 miliardi per la realizzazione di uno stabilimento di packaging che e andrebbe a creare circa 1.500 posti di lavoro diretti e 3.500 indiretti. Le attività dovrebbero iniziare – secondo il piano originale – tra il 2025 e il 2027 con un impegno pubblico che coprirebbe il 40% del totale: almeno questo era l’accordo tra il chipmaker Usa e il governo Draghi che aveva dato il via alle trattative nel settembre del 2022.

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