IL PIANO

Intel in Veneto, la Regione accelera l’iter

Il Consiglio approva all’unanimità una risoluzione, a sostegno della Giunta, per favorire l’insediamento della chip company americana a Vigasio, nel Veronese, per la realizzazione dello stabilimento dedicato ad assemblaggio e confezione. Previste importanti ricadute per tutta la filiera collegata all’hi-tech. No news sul fronte Governo ma Meloni ha in agenda il dossier

Pubblicato il 18 Gen 2023

Patrizia Licata

giornalista

chips act Ue

La Regione Veneto compie un passo concreto per attrarre l’investimento di Intel: il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la Risoluzione “Azioni regionali per l’insediamento di Intel nel territorio veronese”, presentata dal primo firmatario, il consigliere Alberto Bozza (FI). Il provvedimento offre sostegno alla Giunta regionale nello sforzo di favorire, in sinergia con il mondo industriale, l’insediamento della multinazionale statunitense dei chip a Vigasio, nel Veronese, per la parte assemblaggio e confezione.

“L’investimento darà sviluppo e occupazione al territorio del Nordest, con importanti ricadute per tutta la filiera collegata all’hitech”, si legge nella nota per i media. “La Risoluzione auspica anche che la Giunta regionale dia corso ad una intensificazione della fase precontrattuale, al fine di poter proporre al partner soluzioni di mercato migliorative rispetto ad altri potenziali interlocutori”.

Meloni pronta a incontrare Intel

Già nei mesi scorsi indiscrezioni di stampa parlavano di Vigasio come sede per l’impianto di Intel per l’Italia: un hub per l’imballaggio e l’assemblaggio di semiconduttori che, stando a quanto annunciato mesi fa, dovrebbe generare fino a 5mila nuovi posti di lavoro – 1.500 diretti e 3.500 dall’indotto – a seguito di un investimento attorno ai 5 miliardi. Sempre secondo le indiscrezioni lo Stato si farebbe carico di un finanziamento fino al 40%. Il via dei lavori sarebbe fra il 2025 e il 2027.

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Il dossier è seguito da vicino dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è detta pronta a incontrare i vertici di Intel per capire le intenzioni di investimento dell’azienda in Italia.

“Quello di Intel è un dossier che devo ancora concretizzare, parlandone con le persone interessate – ha detto la premier nella conferenza stampa di fine anno – Stiamo seguendo e conosciamo il lavoro pregresso sull’importante e strategico investimento che Intel può fare in Europa e in Italia. Da parte nostra massima disponibilità, sto cercando di calendarizzare incontro con l’azienda per capire come possiamo facilitare la decisione e favorire l’investimento. Capire se viene confermata la volontà di, sarà una delle cose su cui lavorerò nei prossimi giorni”.

Confermata la produzione in Germania

Intel ha intanto confermato il suo impegno a fabbricare in Germania, a Magdeburgo, il suo impianto europeo per la fabbricazione dei chip e sta lavorando sui dettagli con il governo tedesco, come riferito dal Chief global operations officer Keyvan Esfarjani.

Le dichiarazioni smentiscono quanto scritto lo scorso mese dal quotidiano tedesco Volksstimme, che ha sostenuto che Intel si stesse ritirando dal piano originario di avviare la costruzione della fabbrica dei chip nella città della Germania orientale entro la prima metà del 2023 perché – scriveva Volksstimmelf – aveva bisogno di maggiori sussidi pubblici.  

Un portavoce del ministro tedesco dell’Economia ha riferito a Reuters che il governo “è in continuo dialogo con Intel e la Commissione europea” riguardo al progetto della fabbrica di chip. “Il tipo e l’ammontare del finanziamento pubblico dipendono dall’approvazione della Commissione e – a tal fine – sono necessari precisi parametri e dati del progetto dell’azienda”.

Esfarjani ha ammesso che “le sfide geopolitiche sono maggiori, la domanda di semiconduttori è diminuita e l’inflazione e la recessione stanno pesando sull’economia globale”, ma ha anche ricordato che Intel ha già comprato il terreno su cui dovrà sorgere la fabbrica di Magdeburgo.

Il piano di Intel in Europa

Intel ha in progetto un investimento di 80 miliardi di euro per portare in Europa la sua tecnologia e capacità produttiva. Lo scorso marzo il ceo dell’azienda americana Pat Gelsinger ha fornito i dettagli della prima tranche: investimenti per oltre 33 miliardi di euro in nuove strutture produttive, di cui 17 miliardi per la gigafactory in Germania, 12 miliardi per l’ampliamento di strutture esistenti in Irlanda e 4,5 miliardi per la realizzazione in Italia del primo impianto europeo di back-end (packaging) per la fabbricazione di chip.

Gli investimenti in capacità produttiva e ricerca e sviluppo fanno parte della già annunciata strategia Idm 2.0 di Intel con cui il produttore di Santa Clara cerca di rispondere alla crescente domanda di semiconduttori avanzati e di creare una supply chain dei chip più resiliente. In questo progetto l’Unione europea, con il nuovo Chips Act presentato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, avrà un ruolo da protagonista.

Intel porterà in Europa la sua tecnologia più avanzata, ma farà leva, ha chiarito il ceo Gelsinger, sul ricco bacino di talenti, università e centri di ricerca, infrastrutture e know-how manifatturiero del vecchio continente, nonché sulla volontà politica, sia a livello sia Ue che nazionale, di dare sostegno al progetto del chipmaker americano. La Germania, dove avranno sede due mega-fabbriche, diventa la “Silicon Juncture”, ha affermato Gelsinger, il raccordo del silicio, un collegamento tecnologico e strategico per l’intera catena del valore europea dei chip. La Francia sarà invece il quartier generale europeo della ricerca e sviluppo di Intel. Ruolo chiave anche per Italia, Irlanda, Polonia e Spagna, fulcri della fase uno del piano. Tutte le nuove strutture produttive saranno alimentate con energia rinnovabile.

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