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IL PATTO

Intelligenza artificiale: 42 Paesi adottano linee guide dell’Ocse

I principi promossi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico indirizzano la crescita delle piattaforme e delle applicazioni costruite sulle tecnologie 4.0. I sistemi dovranno essere “sicuri, equi ed affidabili”

22 Mag 2019

D. A.

L’obiettivo è quello di attenersi a standard internazionali mirati ad assicurare che i sistemi di Artificial intelligence siano realizzati per essere robusti, sicuri, equi e affidabili. E perseguendo questo scopo 42 Paesi hanno adottato formalmente le prime linee guide intergovernative sulle politiche in materia di intelligenza artificiale. I “Principi Ocse sull’Intelligenza Artificiale” sono stati firmati dai 36 Paesi che aderiscono all’Organizzazione, più sei Paesi partner, ovvero Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Peru e Romania, nell’ambito della riunione ministeriale dell’Ocse, intitolata “Incanalare la transizione digitale per lo sviluppo sostenibile” e di scena nella sede parigina dell’istituzione oggi e domani.

Le linee guida sono state redatte da un gruppo di oltre 50 esperti, provenienti dagli ambienti governativi, dal mondo accademico, dal fronte economico, dalla società civile, da enti internazionali, dalla comunità tecnologica e dai sindacati. I principi includono cinque raccomandazioni per le politiche pubbliche e la collaborazione internazionale e cinque principi incentrati sui valori di affidabilità e responsabilità, affinché gli interessi delle persone vengano al primo posto quando si tratta di gestire i sistemi di Intelligenza artificiale.

Le linee guida sottolineano che l’Ia debba andare a vantaggio delle persone e del pianeta promuovendo una crescita inclusiva e uno sviluppo sostenibile. È necessario che tutti i sistemi siano realizzati rispettando la legge, i diritti umani, i valori democratici e la diversità e che ci siano adeguate salvaguardie, tra cui la garanzia dell’intervento umano dove richiesto. Trasparenza e informazione dovrebbero essere alla base dei servizi costruiti sulle piattaforme di Intelligenza artificiale per renderle comprensibili alle persone coinvolte. Le organizzazioni e le persone che sviluppano sistemi di Ia dovrebbero essere ritenute responsabili del loro corretto funzionamento, mentre i governi dovrebbero facilitare gli investimenti pubblici e privati nella ricerca e nello sviluppo, contribuendo a rendere accessibili gli ecosistemi con infrastrutture e tecnologie digitali. Al tempo stesso, ai governi viene richiesto l’impegno per fornire alle persone le competenze utili per la Ia, dando sostegno ai lavoratori per assicurare un’equa transizione verso nuove forme di economia. Ultimo, ma non meno importante, i governi dovrebbero collaborare tra loro per condividere le informazioni, sviluppare gli standard e promuovere una gestione responsabile della tecnologia.

“L’Intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui viviamo e lavoriamo, offrendo straordinari benefici alle nostre società ed economie. Tuttavia, solleva anche problemi e alimenta ansia e preoccupazioni etiche. Questo fa ricadere sui Governi la responsabilità di fare sì che i sistemi di Ia rispettino i nostri valori e le nostre leggi”, ha commentato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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