Intelligenza artificiale, l'Europa pronta a investire 12 miliardi - CorCom

LE STIME

Intelligenza artificiale, l’Europa pronta a investire 12 miliardi

I dati dell’ultimo report di Idc relativo agli investimenti 2021. Il Covid fa da traino alla spesa stimolando la necessità di automazione, la trasformazione digitale e la customer experience, soprattutto per sanità e retail

26 Mar 2021

Patrizia Licata

giornalista

La pandemia di Covid-19 non ferma – anzi sostiene – la spesa in soluzioni di intelligenza artificiale (Ai) in Europa: secondo le ultime stime di Idc gli investimenti nel nostro continente varranno 12 miliardi di dollari a fine 2021 e continueranno a crescere a doppia cifra fino a tutto il 2024.  È quanto si legge nello studio Idc Worldwide artificial intelligence spending guide.

La necessità di automazione, la trasformazione digitale e la cura della customer experience continuano a sostenere la spesa in Ai, afferma il report. Il Covid-19 ha influito negativamente sul fatturato di molte imprese e quindi sulla loro capacità di investire; eppure la pandemia ha anche agito da trigger per gli investimenti in Ai in alcuni settori, a cominciare dalla sanità.

L’Ai negli ospedali europei per la lotta al Covid

“Gli ospedali di tutta Europa hanno adottato l’Ai per una serie di casi d’uso, come i software basati sull’intelligenza artificiale per la diagnosi automatizzata del Covid-19 o i sistemi di pianificazione della capacità di accogliere i pazienti Covid basate sul machine learning”, commenta Andrea Minonne, senior research analyst di Idc Customer insights & analysis.

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Dal lato opposto altri settori, come retail, trasporti e servizi personali e consumer, hanno dovuto limitare o modificare i loro investimenti in Ai come effetto dello spostamento delle abitudini di acquisto e consumo dal mondo fisico a quello online.

Il retail è sempre più online e Ai-driven

La pandemia purtroppo non è terminata col 2020 e farà sentire i suoi effetti ancora nel 2021 e nei prossimi anni, sottolinea Idc. Il Covid-19 finisce così col trasformare, anche radicalmente, il modo in cui alcune industrie operano, cambiando i processi, i prodotti, i servizi e anche le esperienze che portano ai clienti e ai consumatori.

Molti negozi non essenziali continuano ad essere chiusi per effetto dei lockdown e questo significa che i retailer sono costretti a spostare la loro attenzione dall’Ai in-store alle esperienze e ai servizi online Ai-driven. Anche i clienti si sono adattati a una nuova realtà, cambiando i loro comportamenti e stimolando a loro volta il cambiamento nelle imprese.

Fare acquisti online ora è il new normal, scrive Idc, e per questo i negozianti stanno valutando attentamente l’utlizzo dell’Ai nella forma di chatbot, strumenti di ottimizzazione del pricing e raccomandazioni personalizzate dei prodotti per coinvolgere e fidelizzare il cliente e garantirsi entrate soddisfacenti dai canali di vendita digitali.

Il mondo dei trasporti fuori dal boom dell’Ai. Per ora

Anche il mondo dei trasporti sta subendo un forte impatto dalla pandemia. I viaggi sono fortemente limitati allo stretto necessario e molte persone hanno semplicemente smesso di viaggiare, sia per lavoro che per piacere, con conseguenze pesanti soprattutto per i trasporti in treno e in aereo.

Nel 2020, perciò, le aziende dei trasporti si sono concentrate sulla riduzione dei costi, più che sulla spesa in soluzioni Ai. Anche quest’anno gli investimenti in intelligenza artificiale del settore saranno sotto la media. Ma le aziende del travel aspettano la ripresa e a quel punto potrebbero sperimentare e applicare rapidamente nuovi casi d’uso dell’Ai, con una robusta crescita della spesa.

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