LA LETTERA

Internet diritto umano, Sassoli: “Parlamento Ue pronto alla sfida”

Il Presidente risponde all’appello di Romano Prodi per un accesso alla rete aperto a tutti: “Doppio appuntamento nell’agenda europea già subito dopo l’estate”

24 Lug 2020

L. O.

Accesso alla rete come diritto umano, il Parlamento europeo è pronto alla sfida. E’ il messaggio che il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, manda a Romano Prodi in risposta al suo appello per un accesso a Internet per tutti. “Nell’agenda europea due appuntamenti sono già indicati – scrive Sassoli -: la discussione dopo l’estate sulla proposta della Commissione Ue di un quadro legislativo sui servizi digitali (Digital Services Act) e il dibattito che si svilupperà in seno alla Conferenza sul futuro dell’Europa”.

Digitale a misura di uomo

La riflessione lanciata da Prodi (sul giornale la Repubblica) sulla necessità di garantire a tutti l’accesso ad Internet sottolinea, secondo Sassoli, il bisogno di una “digitalizzazione a misura di umanità”.
“Mai come in questi mesi di lockdown – scrive Sassoli – migliaia di persone in Europa e nel mondo hanno dovuto lavorare, studiare, acquistare cibo, comunicare con le persone care utilizzando una connessione Internet. Al tempo stesso, l’impossibilità di accesso alla rete, per ragioni geografiche, economiche o sociali, si è rivelata un pesante elemento di marginalizzazione.
Per molti bambini non avere accesso a Internet ha significato in questi lunghi mesi vedersi negare il diritto fondamentale all’istruzione e alla conoscenza. Ma non solo. Per tante donne e uomini, l’impossibilità a connettersi ha prodotto mancanza di informazioni e messo a rischio la loro vita”.

Internet si basa sul principio innovatore e “profondamente democratico della neutralità della rete“, dice Sassoli. Questo principio stabilisce che tutti i bit che circolano in Internet siano trattati allo stesso modo, senza discriminazioni. “Non possono essere rallentati o avere priorità a seconda del potere d’acquisto di chi li emette o ne è destinatario. In questo momento l’Unione Europea è il principale attore globale che garantisce per legge questo principio così fondamentale della nostra epoca”.

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Però non basta, dice il presidente del Parlamento Ue: “Perché non sia fonte di disuguaglianza, è altrettanto necessario che l’accesso alla Rete si basi su regole di equità. Come nel caso dell’energia elettrica o di altri servizi considerati essenziali, l’impossibilità di accedere a Internet – il cosiddetto divario digitale – non ha soltanto impatto sul lavoro, l’impresa, lo sviluppo scientifico, sociale e culturale. Altrettanto forti sono gli effetti sulla vita quotidiana delle persone, negli aspetti anche intimi del loro benessere e della loro felicità”.

Trasparenza base prioritaria

Il Covid19 ha reso palese qualcosa di già evidente: la digitalizzazione non aspetta. La questione non è se avverrà o meno, ma se sarà per tutti…É un inganno far credere che le persone non possano approfittare in modo equo e dignitoso di ciò che il digitale offre se non conoscono la sua tecnologia. Questo porta ad ingiustizie. Non si tratta di tempestare di apps gli utenti, affinché diventino clienti fedeli o estenuati si ritraggano abbandonando l’uso di questi strumenti. Il punto è assicurare trasparenza, informazione in modo che ognuno abbia la capacità di capire e decidere”.

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