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L'INIZIATIVA

Internet sicuro, nasce la maxi alleanza per i media “responsabili”

Costituita in Francia, la Global alliance for responsible media mette insieme agenzie dei media, brand e piattaforme social, tra cui Facebook, Twitter e YouTube di Google. Verranno individuate le strategie più efficaci per combattere in modo proattivo fake news, hate speech e terrorismo online

19 Giu 2019

Patrizia Licata

giornalista

FacebookGoogle e Twitter si impegnano a diventare più responsabili e a controllare in modo più efficace i contenuti che vengono postati sulle loro piattaforme social per arginare la diffusione di fake news, hate speech e propaganda terroristica. I tre colossi del web figurano infatti tra i membri della Global alliance for responsible media che si è costituita oggi a Cannes, in Francia.

Accanto ai colossi di Internet altre aziende dei media (Teads, TrustX, Unruly, Verizon Media) e alcuni big delle agenzie dei media e media buyer: Wpp, Ipg, Publicis Media, Omnicom, Dentsu, GroupM.  Della maxi alleanza fanno parte inoltre i brand Adidas, Bayer, BP, Danone, Diageo, General Mills, GSK Consumer Healthcare, LVMH, Mars, Incorporated, Mastercard, Mondelēz International, NBCUniversal, Nestlé, Procter & Gamble, Shell e Unilever.

L’obiettivo è formare un gruppo di lavoro aperto per migliorare la sicurezza digitale e proteggere i marchi. I membri dell’alliance (tutti parte della World federation of advertisers) lavoreranno insieme per individuare le azioni più efficaci per proteggere meglio i consumatori online e rendere i media un ambiente più sicuro, dove hate speech, bullismo e disinformazione non trovano posto e i dati personali sono protetti e usati responsabilmente.

Luis Di Como, executive vice president of global media di Unilever, ha sottolineato che questa è la prima volta che tutti gli attori dell’industria dell’advertising uniscono le forze per affrontare un problema come quello della diffusione di contenuti violenti o falsi che ha impatti profondi sulla società.

“Quando le sfide di un’industria diventano sfide per l’intera società, creando divisioni e mettendo a rischio i nostri figli, è nostro compito agire”, ha affermato Di Como. “Questa alleanza è un passo in avanti enorme per ripristinare la fiducia nella nostra industria e nella nostra società”.

Il primo obiettivo della Alliance è chiedere una più stretta vigilanza sui contenuti violenti e la propaganda terroristica, in linea con una spinta che arriva anche da Bruxelles. La richiesta dei big della pubblicità è che aziende come Facebook, Google e Twitter siano proattive e non semplicemente reattive nei confronti dei contenuti illeciti, ovvero agiscano non solo per rimuoverli dopo che vengono postati, ma per rendere più difficile la loro pubblicazione. Di Como ha detto che la Alliance intende offrire il suo supporto alle piattaforme Internet per sviluppare protocolli e processi che proteggono gli utenti e i marchi.

La Commissione europea ha più volte bacchettato Facebook, Google e Twitter su fake news, hate speech e contenuti legati al terrorismo. Ad aprile il Parlamento europeo ha approvato una proposta legislativa per contrastare l’uso improprio dei servizi di hosting su Internet a fini terroristici chiedendo l’obbligo di rimuovere entro un’ora i contenuti che incitano, incoraggiano o appoggiano la commissione di atti di terrorismo. Le imprese che sistematicamente e persistentemente non rispettano la legge potrebbero essere sanzionate con una multa fino al 4% del loro fatturato globale.

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