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POLITICA

Italia digitale, l’appello dell’opposizione al governo: “Non si azzeri il lavoro fatto”

Vincenza Bruno Bossio (Pd) e Antonio Palmieri (FI) dal palco del convegno Noovle di Roma, invitano l’esecutivo a non fare tabula rasa dei risultati ottenuti con Piano Bul e ammodernamento della PA. Preoccupa il futuro del piano Industria 4.0

18 Ott 2018

Patrizia Licata

giornalista

Lo scorso governo ha ottenuto risultati importanti in termini di digitalizzazione del paese ed è fondamentale che il governo attuale non faccia tabula rasa e riparta da zero, creando un pericoloso stop al processo di ammodernamento dell’impresa e della PA italiane. Questo il messaggio lanciato tanto da Vincenza Bruno Bossio, deputata Partito Democratico, quanto da Antonio Palmieri, deputato Forza Italia, intervenuti oggi a Roma nell’ambito del convegno Strategie per la crescita digitale del sistema paese promosso da Noovle.

“Non inventiamo da capo la ruota digitale“, ha ammonito Palmieri. “Non possiamo annullare tutto e ripartire da capo: l’ex governo ha ottenuto qualche risultato importante, dal Piano Bul per la banda ultra-larga alla strategia Industria 4.0“. Il fatto che nel contratto di governo “non compaia la parola digitale” deve far suonare un campanello d’allarme, ha proseguito Palmieri: “Dobbiamo restare vigili. Anche perché sulla prosecuzione e le prossime evoluzioni del piano Industria 4.0 non si sa nulla e, a parte qualche promessa del vice premier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, nulla è stato messo nero su bianco”. Proprio oggi il Documento programmatico di bilancio inviato dal governo alla Commissione europea ha fatto emergere un dimezzamento degli incentivi a Industria 4.0.

Insieme alle perplessità sul futuro del piano per la manifattura 4.0, Palmieri ha espresso dubbi sul reddito di cittadinanza: “Direi sì invece a un reddito di innovazione, che fornisce strumenti per costruire. Abbiamo bisogno di azioni che non siano solo un palliativo o un metadone che stimola l’economia a breve termine: è al futuro che dobbiamo guardare”.

L’importanza di una strategia di sistema per Industria 4.0 è stata ribadita da Vincenza Bruno Bossio, deputata Partito Democratico, parte dell’intergruppo innovazione della Camera. “L’innovazione è un processo a tutto campo che coinvolge tecnologie e competenze”, ha detto la deputata, “e nel rilancio del Made in Italy sono fondamentali da un lato le filiere e gli skill digitali dall’altro, ovviamente, gli investimenti. Per questo serve una strategia di ampio respiro”.

Serve anche evitare di compiere pericolosi passi indietro: “All’esecutivo attuale vorrei dire: non ripartiamo da zero”. Bruno Bossio ha ricordato quanto fatto dal governo scorso sul fronte della digitalizzazione, citando il Piano ultra-banda larga (Bul), il Piano triennale Agid e il Codice amministrazione digitale: “Vorrei ricordare che con la connettività in fibra ottica abbiamo portato la penetrazione della banda ultra-larga all’87% nel 2017. E che l’azione di Agid e il CAD hanno fornito uno stimolo alla PA a ragionare in modo coordinato”.

Bruno Bossio ha anche sottolineato che la transizione digitale non è un mero fatto burocratico: rinnovare la PA richiede un nuovo modo di pensare. Per questo, “Bisogna portare negli uffici pubblici i giovani, usare le nuove assunzioni per trainare l’innovazione“. Forse le novità sulle pensioni contenute nella manovra economica con il sistema quota cento, ha suggerito la deputata, riusciranno a creare spazi per introdurre nella pubblica amministrazione personale nativo digitale.

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