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INNOVAZIONE

Italia digitale, prossimo obiettivo l’ecosistema dei servizi

A Roma la IV edizione dell’evento Crescita Digitale di Noovle per agevolare il confronto tra attori dell’innovazione. Focus su Sanità, Turismo e Trasporto. Interoperabilità e condivisione dei dati, 5G e competenze la chiave di volta per il salto di qualità del nostro paese

14 Nov 2019

Patrizia Licata

giornalista

Innovare facendo leva su un ecosistema di servizi: Noovle ha promosso quest’anno la quarta edizione del convegno “Strategie per la crescita digitale del Sistema Paese puntando specificamente sul miglioramento della qualità della vita di imprese e cittadini come effetto del cambiamento epocale prodotto dalla digitalizzazione. Nell’evento che si è tenuto questa mattina a Roma Noovle ha puntato i riflettori su tre specifici casi d’uso, TrasportiTurismo e Sanità, dove tecnologie come Intelligenza artificiale, Realtà virtuale e aumentata, Machine learning, Internet of Things, Cloud non solo potenziano la produttività e l’efficienza, ma fanno nascere nuove opportunità di sviluppo, aumentano l’accessibilità e l’inclusione, generano occupazione di qualità e competenze. La collaborazione tra attori dell’innovazione – imprese, startup, pubbliche amministrazioni, università, centri di ricerca, società civile – si traduce così in vero cambiamento tramite i servizi.

“Il tentativo di quest’anno è quello di favorire il rapporto tra i diversi enti istituzionali e l’interazione con gli attori economici per contribuire alla creazione di un modello di sviluppo reticolare che migliori la qualità della vita dei cittadini e la fruizione delle risorse del nostre territorio e del patrimonio artistico-culturale“, ha detto Paolo Vannuzzi, Presidente Noovle. “Questa iniziativa è una rete che coinvolge in modo proattivo i protagonisti della trasformazione digitale per fare rete, ovvero lavorare insieme per creare nuovo sistema che abilita la crescita del paese e crea servizi migliorativi per i cittadini”.

“È un lavoro sinergico su obiettivi comuni, importanti per il sistema Italia”, ha proseguito Vannuzzi, “perché la trasformazione digitale si traduce non solo in maggiore produttività ma in crescita occupazionale e soprattutto di competenze. Tecnologie emergenti come Big Data e intelligenza artificiale sono lo strumento che permette di realizzare la trasformazione”.

“Il nostro obiettivo è stimolare la propensione a fare rete”, ha affermato Piergiorgio De Campo, Direttore generale Noovle. “Le esperienze illustrate nel corso di “Crescita digitale” dimostrano che gli ecosistemi digitali intelligenti sono una delle chiavi per innescare un circolo virtuoso di contaminazione tra tradizione e innovazione, generando valore con le tecnologie disruptive come AI, cloud, IoT o realtà aumentata grazie alla loro capacità di ampliare l’offerta di servizi ai cittadini e renderli sempre più semplici e personalizzati”. 

I trend da Assintel e Idc Italia

Durante l’appuntamento sono stati analizzati e discussi i dati del nuovo Assintel Report, la ricerca sul mercato Ict e digitale in Italia, realizzato da Assintel con Cfmt e Idc Italia. Nel 2019 il comparto intero vale oltre 24,2 miliardi di euro, +3,8% rispetto al 2018, e, secondo le proiezioni di spesa del 2020, l’innovazione nei tre settori chiave sanità, trasporti e turismo emerge per il suo alto valore aggiunto: per le aziende italiane dei Trasporti, comunicazioni e utilities, Idc stima una spesa Ict complessiva di poco inferiore ai 4,3 miliardi di euro, pari al 14% del totale del mercato italiano. PA, sanità e istruzione, con una spesa di circa 4,2 miliardi di euro, contribuiranno per il 13% al totale. Il settore Servizi investirà circa 5,3 miliardi di euro (17% della spesa complessiva). “Cloud, Big data, social business e mobility sono le forze trainanti di quella che Idc ha definito terza piattaforma”, ha indicato Sergio Patano, Associate research director, Idc Italy. La capacità di crescere tramite le tecnologie digitali si ottiene grazie all’analisi dei dati e permette a paesi e città di restare competitivi attraendo investimenti, startup e talenti.

Roma Capitale, obiettivo smart city

Sugli investimenti l’Italia deve ancora accelerare il passo, ma ancora più importante è governare la trasformazione digitale per distribuire i benefici su tutta la collettività, ha sottolineato Raffaele Gareri, Direttore Dipartimento Trasformazione Digitale Roma Capitale. Perciò non è più sostenibile una gestione a silos: occorre lavorare in modo trasversale tra dipartimenti pubblici e sviluppare progetti in sinergia con il proprio network di partner, come sta provando a fare Roma con le sue partecipate. Proprio Roma Capitale ha quasi pronto il suo nuovo Piano Smart City, ha annunciato Gareri, e prepara un city data platform che integra i dati per PA e cittadini, andando nell’ottica della condivisione delle informazioni che si traduce in servizi efficienti e utili.

Sanità digitale, nuovo paradigma per medico e paziente

La tavola rotonda sulla Sanità ha discusso i cambiamenti epocali introdotti dalle tecnologie digitali unite alla connettività 5G per la qualità dell’assistenza, che finalmente può garantire servizi specializzati anche in aree remote e lontano dai grandi ospedali. La chirurgia robotizzata a distanza, “senza cavo”, come ha indicato Francesco Musumeci, Direttore del Centro di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Camillo di Roma, ha segnato una svolta epocale e oggi Big Data e intelligenza artificiale permettono addirittura diagnosi più accurate di quelle che potrebbe fare il medico in carne ed ossa. E tuttavia la rivoluzione digitale in sanità non può dimenticare mai l’elemento umano, la valorizzazione del paziente e del dialogo col medico. L’obiettivo finale è sempre “salvare la vita”, come possiamo fare oggi anche grazie alla telemetria illustrata da Sergio Pillon, Coordinatore della Commissione Paritetica per la governance delle linee di Indirizzo nazionali della Telemedicina: un braccialetto elettronico connesso a Internet può davvero fare la differenza grazie al monitoraggio in tempo reale dello stato di salute. La tecnologia digitale ha reso possibile il teleconsulto multidisciplinare su cui si basa l’attività della onlus GHT-Global health telemedicine fondata da Michele Bartolo, UoS Telemedicina A.O. S.Giovanni Addolorata Roma, Direttore Telemedicina Sant’Egidio. GHT gestisce 38 centri sanitari in 3 continenti e ha all’attivo 10.700 teleconsulti, una vera sanità senza frontiere.

Altro elemento chiave della sanità digitalizzata è la capacità di estrarre conoscenza utile dalla mole ingente di dati che le strutture sanitarie raccolgono. Per questo serve mettere le conoscenze a fattor comune, nel rispetto della riservatezza dei dati sensibili, e fare leva non solo sulle tecnologie ma sulla capacità di un’attuazione rapida e concreta delle idee, sulle competenze e sulla governance. In questo quadro il ruolo del partner tecnologico è quello di illustrare tutte le potenzialità delle tecnologie, ha detto Tommaso Bonaccorsi Di Patti, Responsabile Market Development B2B di Tim, sedersi con i vari attori industriali, delineare le strategie e mettere in campo le proprie capacità di investimento seguendo la domanda del mercato.

I partecipanti del Tavolo Sanità: Antonio Veraldi, Direttore Marketing Strategico ForumPA, Francesco Musumeci, Direttore del Centro di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Camillo di Roma, Massimo Casciello, Direttore Generale della Direzione della Vigilanza Enti e Sicurezza delle cure, Michele Bartolo, UoS Telemedicina A.O. S.Giovanni Addolorata Roma, Fondatore GHT e Direttore Telemedicina Sant’Egidio, Massimo Mangia, Digital Health Specialist e Fondatore SaluteDigitale.blog, Sergio Pillon, Coordinatore della Commissione Paritetica per la governance delle linee di Indirizzo nazionali della Telemedicina, Augusto Orsini, Direttore Master in Flebologia e Biomeccanica Università San Raffaele, Tommaso Bonaccorsi Di Patti, Responsabile Market Development B2B di Tim.

Turismo 4.0, vince l’accessibilità

La tavola rotonda sul Turismo ha messo l’accento su due temi centrali. Il primo è il dato: senza informazioni non c’è offerta innovativa. Si va dalla disponibilità del dato alla capacità di interpretarlo e di complementarlo con informazioni provenienti da fonti molteplici. Chi si occupa di turismo – come di ogni altro settore industriale – non può pensare di agire in un recinto separato, perché negli ecosistemi digitali la multidisciplinarietà domina. Il secondo tema chiave è l’accessibilità: l’offerta dell’industria del turismo (ma anche qui il discorso si applica a ogni settore) deve saper accogliere e soddisfare le esigenze di tutti. Il turismo 4.0 è dunque l’era delle visite in realtà virtuale e aumentata, dei sensori nei musei, dei portali per i turisti o delle app – compresa quella che la Farnesina ha appena ridisegnato per aiutare gli italiani all’estero (ViaggiareSicuri). Ma il turismo 4.0 è anche un nuovo modo di concepire il viaggio come esperienza che stimola gli operatori di settore a modernizzarsi, ha sottolineato Fabio Fregi, Country Manager Google Cloud, e rivolge la sua attenzione a un pubblico con esigenze diversificate, come fa il progetto Goforit del Miur illustrato da Piergiorgio De Campo di Noovle, o il portale SuperAbile di Inail per il turismo accessibile.

Alla tavola sul Turismo digitale è intervenuto anche Luca Carabetta, Vice Presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, sottolineando come l’Italia abbia bisogno di premere il colpo d’acceleratore sul Fondo Nazionale Innovazione, fermo da aprile per questione di nomine, e sull’Innovation manager. “C’è un ritardo della macchina pubblica sull’innovazione, dove l’Italia già è indietro, ma non ci sono differenze di colore politico”, ha sottolineato Carabetta: “su questi temi c’è condivisione di obiettivi e il nuovo governo è in continuità con il precedente”. Carabetta ha anche indicato che “Sulla Legge di Bilancio siamo aperti a idee contributi: siamo pronti a dare più stimolo a innovazione e turismo”.

I partecipanti del Tavolo Turismo: Valeria Minghetti, Ciset – Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, Luca Carabetta, Vice Presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, Fabio Fregi, Country Manager Google Cloud, Piergiorgio De Campo, Direttore Generale Noovle, Stefano Verrecchia, Capo dell’Unità di Crisi della Farnesina, Paolo Guidelli, Coordinatore Generale Innovazione Tecnologica Inail, Karin Venneri, Presidente Associazione Startup Turismo.

La disruption dei Trasporti intelligenti

I trasporti smart, automatizzati, sempre più sicuri e tarati sulle esigenze della smart city possono apparire un sogno a molti cittadini italiani, eppure le tecnologie già esistono. Il veicolo autonomo e modulare testato a Dubai dalla startup NEXT Future Transportation presentato al Tavolo sui Trasporti intelligenti ne è solo una delle tante dimostrazioni. Ma l’innovazione – per sua natura – è rivoluzionaria e veloce. Rompe gli schemi esistenti e sfugge ai confini della regolazione vigente, chiamando governi e regolatori al difficile compito di gestire ma non frenare il cambiamento. Lo ha sottolineato Mario Nobile, Dir. Gen. per i Sistemi Informativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anticipando un prossimo aggiornamento per il decreto Smart Road italiano, che va proprio verso la sperimentazione e messa su strade pubbliche di veicoli completamente autonomi cercando di dare l’appropriato quadro normativo a un’innovazione che sfugge alle specifiche delle attuali normative europee. Ma occorre far presto: “Non è attraverso regolamenti e gerarchie verticali che si procede, questo processo non aiuta l’innovazione”, ha detto Nobile.

Il 5G sarà fondamentale per far comunicare veicoli e infrastrutture: è la connettività d’elezione per i trasporti smart e automatizzati. Ma l’Italia, ha affermato l’On. Enza Bruno Bossio, rischia di creare un pesante ostacolo ai servizi sul 5G a causa dei limiti troppo severi sulle emissioni elettromagnetiche, il cosiddetto elettrosmog: “Le onde emesse col 5G non sono affatto superiori a quelle del 4G o del 3G”, ha sottolineato Bruno Bossio, aggiungendo che “digitale equivale a crescita” per il nostro paese.

Anche sul Piano nazionale ITS (sistemi intelligenti di trasporto) occorrerà provvedere a un’attuazione più completa e coraggiosa, ha aggiunto Rossella Panero, Presidente di TTS Italia, mentre le pubbliche amministrazioni dovranno puntare sull’interoperabilità dei dati, ha sottolineato Mauro Minenna, Direttore Generale ACI Informatica. La stessa interoperabilità e condivisione è alla base di tutti i servizi di trasporto intelligenti, che calcolano i percorsi più efficienti, gestiscono lo sharing delle auto e guidano verso i parcheggi, snellendo il traffico e rendendo le città più vivibili, come illustrato da Tommaso Gecchelin, Fondatore, Inventore e CTO di NEXT Future Transportation.

I partecipanti del Tavolo Trasporto intelligente: Carlo Maria Medaglia, Presidente della Scuola di Ateneo @Link Campus University, On. Enza Bruno Bossio, Deputato Parlamentare Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, Mauro Minenna, Direttore Generale ACI Informatica, Mario Nobile, Dir. Gen. per i Sistemi Informativi del Min. delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rossella Panero, Presidente di TTS Italia, Tommaso Gecchelin, Fondatore, Inventore e CTO di NEXT Future Transportation.

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