LA SENTENZA

Iva e-book, la corte Ue boccia la Francia. L’Aie: “Cambiare le regole”

Il tribunale dell’Aja accoglie il ricorso della Commissione europea contro il Paese d’oltralpe e il Lussemburgo, che avevano ridotto l’imposta sui libri elettronici. Gli editori italiani a Juncker: “Normativa da modificare”

05 Mar 2015

A.S.

La Corte di giustizia Ue boccia le misure sull’Iva agevolata decise da Francia e Lussemburgo dal 2012, simili a quelle adottate a fine 2014 anche dal governo Renzi. E gli editori italiani indirizzano una lettera al presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, denunciando la necessità di modificare le normative europee.

La corte di giustizia dell’Aja si è espressa accogliendo il ricorso presentato dalla Commissione europea, che aveva giudicato l’imposizione di una aliquota ridotta sui libri elettronici non in linea con le regole comunitarie in materia di Iva.

Nella sentenza di oggi la Corte sottolinea che le regole europee prevedono la possibilità di un’aliquota Iva ridotta per i libri, ma solo se su un supporto fisico che è parte integrante del libro, cioè la carta. La Corte ha stabilito che l’e-book necessita di un supporto fisico per essere letto, come per esempio un computer, ma “questo supporto non è fornito insieme al libro elettronico”. Ma le regole Ue in materia di Iva “vietano la possibilità di applicare un’Iva ridotta a qualunque servizio fornito per via elettronica, e la fornitura di libri elettronici costituisce un servizio di questo tipo”.

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Scartata dai giudici la possibilità di considerare l’e-book come un bene più che un servizio, in quanto “solo il supporto fisico che consente la lettura di un e-book può essere considerato come un bene, ma questo supporto fisico è assente nelle forniture di libri elettronici”.

La Francia ha deciso di applicare sugli e-book un’aliquota del 5,5%, mentre il Lussemburgo ne ha stabilita una al 3%. Posizione quest’ultima giudicata “più grave” dalla corte in quanto l’aliquota minima prevista dalle regole Ue per l’Iva è del 5%, salvo casi eccezionali. L’Iva agevolata introdotta dall’Italia è a un’aliquota del 4%.

Appena appreso della sentenza gli editori italiani, insieme alle altre associazioni europee e internazionali del settore, hanno indirizzato una lettera aperta al presidente della Commissione Juncker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk perché “si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente”.
“Noi, rappresentanti del mondo del libro, siamo fermamente convinti – recita il testo della lettera proposta dalla federazione degli Editori europei (Fep), dalla federazione delle associazioni europee degli scrittori (Ewc) e dalla Federazione europea e internazionale dei librai (Eibf), sottoscritto dal presidente dell’associazione italiana editori (Aie) Marco Polillo – che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Per questo sollecitiamo la Ue ad agire rapidamente per modificare la legislazione in materia, per consentirne l’adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato e-book. Un’ iniziativa della Commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che ‘le barriere al digitale sono barriere all’ occupazione, alla crescita e al progresso’”.
“L’Italia ha già fatto la propria scelta verso una equiparazione delle forme di lettura – afferma Polillo – ma da cittadini ed imprenditori europei pretendiamo che anche l’Ue affronti la questione in maniera definitiva consentendo agli Stati membri di sancire una verità a nostro avviso inconfutabile: un libro è un libro”.