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JOBS ACT

Jobs Act, il controllo via smartphone diventa legge

In vigore il decreto attuativo della riforma del lavoro che disciplina i controlli a distanza dei lavoratori. Via anche al modulo telematico per le dimissioni

24 Set 2015

DE.A.

In vigore da oggi il controllo a distanza dei avoratori con lo smartphone. Si tratta di alcune disposizioni introdotte da uno dei decreti attuativi del lJobs Act pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale.

Tra le novità che hanno suscitato polemiche c’è quella sulle misure in materia di controllo a distanza dei lavoratori. Nel testo si legge infatti che “Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale”.

In altre parole, continuerà a servire un accordo sindacale per poter installare un impianto di sorveglianza fisso mentre nessuna autorizzazione sarà richiesta per dotare i lavoratori di strumenti di lavoro dal cellulare al tablet, al Pc. L’impresa dovrà invece “informare adeguatamente” il lavoratore sulle potenzialità di controllo sia degli impianti che degli strumenti e rispettare le norme sulla privacy. E’ questa la soluzione scelta dal Governo per dipanare la matassa relativa al controllo a distanza e alla riscrittura dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori dopo un lungo lavoro e molte polemiche anche da parte dei sindacati. I dati, dunque, raccolti dagli strumenti di lavoro, potranno essere utilizzati dalle imprese sempre che all’interno dei paletti relativi all’informazione e il rispetto della privacy.

Cambieranno anche altri rapporti tra datore di lavoro e dipendente. Addio alle dimissioni in bianco: sarà il Ministero del Lavoro a fornire la documentazione per regolare i licenziamenti, attraverso moduli telematici. Viene anche introdotta la possibilità per i dipendenti di “cedere” le proprie ferie ai colleghi di ufficio: “i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti”.

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