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LA CONVENTION DI BRUXELLES

Jonker, Eit Digital: “Non solo regole, l’Europa deve tornare a innovare”

L’appello alla Vestager del numero uno dell’European Institute of Technology and Innovation: “Va trovato un equilibrio fra makers e shapers. Asia e Stati Uniti si contendono il predominio tecnologico ma la prossima decade sarà fondamentale per tornare a essere competitivi”

11 Set 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

L’Europa può e deve recuperare sul fronte dell’innovazione. Stati Uniti e Asia in questo momento si contendono il mercato globale, ma l’Europa ha l’opportunità non solo di recuperare terreno ma anche di posizionarsi in qualità di leader in settori emergenti, a partire da quello dell’Intelligenza artificiale”: in concomitanza con le nomine dei nuovi Commissari europei Willem Jonker, ceo di Eit Digital, accende i riflettori sulle nuove sfide.

In occasione della convention annuale dell’European Institute of Technology and Innovation, che ha riunito a Bruxelles oltre un migliaio fra innovatori, decision makers ed esperti di tecnologia, il numero uno di Eit Digital ha svelato la “strategia-manifesto” per una “strong” Digital Europe lanciando un messaggio chiaro alla “nuova” Europa e in particolare a Margrethe Vestager la “lady” dell’Antitrust che assume anche l’incarico di Commissario al Digitale. “Solo un’azione concertata che veda in campo tutti gli stakeholder può consentire e sostenere la competitività del settore, un settore vitale per garantire il successo economico dell’Europa”, ha sottolineato Jonker.

“La nostra missione è avvicinare “makers” – le aziende tecnologiche e le università – e “shapers”, alias i regolatori, affinché sia possibile creare quelle condizioni necessarie allo sviluppo del business in un contesto di valori tipicamente europei”. Secondo Jonker negli ultimi anni l’Europa non è riuscita a cavalcare l’onda dell’innovazione pur avendo in casa “campioni” ed eccellenze che hanno fatto la storia dell’Ict mondiale – emblematico il caso Nokia, “regina” degli smartphone fino a pochi anni fa. Di contro l’Europa ha dimostrato grande ambizione e capacità sul fronte regolatorio: basti pensare – ha evidenziato il ceo di Eit Digital – a quanto fatto in materia di privacy, con il Gdpr diventato in breve tempo un faro anche per Paesi extra-Ue, pronti a valutarne la replicabilità al punto da individuarlo come “standard” internazionale di riferimento. “L’Europa è bravissima a regolare ma meno a innovare. Ma è arrivato il momento di riequilibrare i pesi. Nella sfida globale i Paesi e le economie che meglio sapranno interpretare e coniugare innovazione e regolazione potranno imporsi come riferimenti ed esempi. E l’Europa ha le carte in regola per candidarsi al ruolo di guida in tal senso”, ha sottolineato Jonker.

Numerosi secondo Jonker i terreni in cui l’Europa può giocare un ruolo da protagonista: la questione della digital tax già vede la Francia in qualità di capofila, ma la sfida vera sarà trovare una visione comune per riequilibrare il contesto competitivo-concorrenziale e anche per operare in chiave di “etica digitale”. “Qui non si tratta di fare la guerra ai Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon, ndr), ma di trovare il punto di incontro fra il corretto sviluppo del business e gli interessi dei consumatori e della società”, ha detto Jonker evidenziando che a fare la differenza di qui ai prossimi anni non sarà più il “prezzo” della tecnologia e dei servizi ma il “valore”. E sul fronte dell’innovazione dopo due decadi caratterizzate dallo sviluppo delle infrastrutture fisse e mobili (la prima) – per quanto sulle infrastrutture bisognerà ancora molto lavorare”, ha puntualizzato il ceo di Eit Digital – e delle piattaforme digitali (la seconda), “il prossimo decennio sarà quello della miniaturizzazione, della fotonica, del quantum computing, dei sensori Mems. Ed è qui che l’Europa può riprendersi il ruolo da protagonista”.

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