STRATEGIE

Kyndryl compie un anno e accelera sul business in Italia

Nel nostro Paese trovano sede attività prima gestite interamente dall’estero a partire da quelle in capo al Command Center di Roma che fai il paio con il Cyber Defense Center. La filiale nazionale passa da un organico di circa 1.450 persone a oltre 2.000. Via a Consult, servizio per progettare, ottimizzare e modernizzare le infrastrutture IT attraverso un team di professionisti altamente specializzati

04 Nov 2022

Fabrizio Pincelli

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Esattamente un anno fa, il 4 novembre 2021, veniva ufficializzata la nascita Kyndryl, società indipendente frutto della separazione di Ibm dalle sue attività di Managed Infrastructure Services. A 12 mesi di distanza, l’azienda ha voluto fare un bilancio del suo primo anno di vita. Un anno in cui sono successe molte cose e in cui la filiale italiana è passata da un organico di circa 1.450 persone a oltre 2.000.

“Ci siamo presentati al mercato dicendo che facciamo una cosa sola: disegniamo, ottimizziamo, modernizziamo, mettiamo in opera e spesso anche gestiamo le infrastrutture informatiche. Siamo un’azienda che opera in 64 Paesi, ha 90.000 dipendenti e circa 4.000 clienti attivi nel mondo. Tra i nostri clienti troviamo oltre il 75% del Fortune 100 e oltre il 50% del Fortune 500”, racconta Paolo Degl’Innocenti, presidente di Kyndryl Italia.

Strategia in 5 pillar

Nel suo primo anno di vita, Kyndryl ha basato la sua strategia su cinque pillar: full IT stack, ecosistema, persone, asset it e tool. Con full stack IT l’azienda intende il suo portafoglio di soluzioni e di servizi che è stato declinato in sei practice: cloud, security e resilienza, mainframe cloud, digital workstation services, application data e IA, network e 5G. “Abbiamo composto la nostra offerta ascoltando i clienti mentre lavoravamo con loro – ha precisato Degl’Innocenti – perciò pensiamo non solo di poter indirizzare tutti i loro bisogni attuali, ma anche di poterli supportare nei loro percorsi di trasformazione”, continua Degl’Innocenti. “Avendo acquisito la totale autonomia operativa, strategica e finanziaria, abbiamo ampliato l’ecosistema a quei partner di tecnologie hardware, software e cloud preferite dai nostri clienti. In 12 mesi abbiamo firmato oltre 20 accordi globali. La prima partnership è stata l’alleanza con Microsoft siglata già verso la metà di novembre 2021”.

Il ruolo dell’advanced delivery

Riguardo ai pillar persone, asset it e tool e al ruolo che hanno avuto, e che hanno, nella strategia di Kyndryl, fa il punto James Rutledge, Kyndryl Global Head of Delivery. “I nostri clienti vogliono valore e lo vogliono in fretta. Vogliono sapere che stanno spendendo bene i loro soldi per i progetti. In fin dei conti vogliono che le loro applicazioni siano disponibili, sicure, resilienti e performanti. Questa è la sfida”. Per Rutledge, lo strumento che permette di vincere questa sfida è l’advanced delivery, che si compone di tre elementi: automazione intelligente, nuovi modi di lavorare e gli investimenti per ottenere competenze. Ciascuno deve operare in perfetta sincronia con l’altro.

L’automazione intelligente si basa su alcuni elementi. Anzitutto l’AI Ops. “Non si tratta di operazioni di intelligenza artificiale – precisa Rutledge –, ma di actionable insight. I processi IT generalmente sono statici, i dati generalmente sono statici. Abbiamo bisogno di processi molto più dinamici e i dati devono consentire un’osservabilità completa dell’ambiente applicativo”.
Riguardo i nuovi modi di lavorare Rutledge ha evidenziato come un modello basato sull’outsourcing faccia ormai parte del passato. “I nostri clienti vogliono qualcosa di diverso, un modo di lavorare in cui i nostri team siano integrati con i loro, che si creino gruppi incentrati sul business con funzioni trasversali. E che sappiano agire in modo rapido”.

Per poter agire servono però le competenze. Qui sorge un problema: “Un nostro team in quattro anni dimezza le competenze. Quindi, per mantenere un livello di competenze sempre adeguato è necessario che investiamo continuamente nelle competenze e, cosa ancora più importante, che spieghiamo il loro valore ai clienti. Dobbiamo evidenziare il modo in cui investiamo nelle persone che lavorano con loro”.

Rutledge spiega poi che attraverso l’advanced delivery si ottengono gli actionable insight e, tramite l’intelligenza artificiale, si possono identificare eventuali anomalie nei processi IT. Questo consente di sviluppare un playbook di automazione per illustrare al team come agire in modo da apportare le adeguate migliorie. Attualmente sono stati realizzati 5.000 playbook, ma è un sistema in continuo apprendimento. “E che ci ha permesso di far crescere del 50% la produttività dei nostri clienti”.

Le novità per l’Italia

La disponibilità di adeguati skill e le competenze è anche il motivo delle 550 assunzioni effettuate in un anno dalla filiale italiana, che per altro sono anche una dimostrazione del valore che rappresenta l’Italia per il business dell’azienda. Ma le novità per il nostro Paese non si fermano qui. Per offrire un migliore servizio, Kyndryl ha portato in Italia alcuni servizi su delle capabilities che prima erano gestiti interamente dall’estero, come, ad esempio, il Command Center, la sala di monitoraggio con cui sono aiutati i clienti e controllare come sta funzionando la loro infrastruttura IT. Il Command Center stato allestito a Roma, assieme al Cyber Defense Center, “che è un’evoluzione molto avanzata di quello che un po’ di tempo fa si chiamava il Soc”, evidenzia Degl’Innocenti. Nella Capitale si trova anche uno dei quattro data center italiani di Kyndryl. Gli altri tre sono nel Nord Italia. È poi di questi giorni la notizia della nascita di Kyndryl Consult, un servizio per progettare, ottimizzare e modernizzare le infrastrutture IT fornito tramite un team di persone altamente specializzato.

Uno sguardo al futuro

Riguardo alle strategie future, Rutledge conferma il valore del percorso intrapreso: “Il nostro obiettivo è creare una macchina per l’apprendimento che possa imparare ovunque e possa estendere il suo raggio d’azione a tutte le infrastrutture e a tutti i data center. Sono convinto che abbiamo l’opportunità di fornire servizi gestiti in modo diverso da quanto sia mai stato fatto prima, tramite persone intelligenti che utilizzano strumenti intelligenti basati su dati e operazioni di intelligence. Questa è la nostra strategia e anche la nostra grande scommessa”.

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