L’Europa accelera sul 5G: entro 2016 un action plan

Il Commissario Ue Oettinger coinvolge telco e industrie verticali per spingere l’adozione della tecnologia. “Non ripeteremo gli errori commessi con il 4G: questa volta avanti con sinergie, investimenti congiunti e giro di vite sulla riforma dello spettro”

24 Feb 2016

Patrizia Licata

L’Unione europea metterà a punto un piano d’azione sul 5G per sfruttare tutte le opportunità della nuova tecnologia mobile e non ripetere il “fallimento” del 4G: lo ha annunciato il commissario europeo per l’Economia e la società digitale Gunther Oettinger al Mobile World Congress di Barcellona.

Oettinger ha incontrato lo scorso mese le aziende telecom per discutere di che cosa l’Europa può fare in concreto per accelerare l’adozione del 5G e tutti i player si sono trovati d’accordo sulla necessità di uno sforzo coordinato. Per questo la Commissione Ue ha deciso di lavorare a stretto contatto con l’industria per preparare insieme un “5G Action Plan for Europe“.

Il piano, ha affermato Oettinger, dovrebbe essere adottato per la fine dell’anno e rifletterà gli interessi del settore telecom e di tutte le industrie che beneficeranno della potenziata connettività offerta dal 5G e dalla Internet of Things, come automotive, sanità, manifattura, energia, media, PA.

Il piano però sarà anche “focalizzato”, ha spiegato Oettinger, cioè non si disperderà su mille settori ma si concentrerà su non più di cinque o sei aree dove Commissione e player dell’industria insieme “possono fare la differenza sulla base di un’ampia cooperazione”.

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La Commissione europea inviterà le imprese a fornire i loro pareri e suggerimenti entro l’estate, prima di mettere a punto il piano definitivo. Questo includerà, almeno a quanto è previsto ad oggi, una roadmap per l’implementazione commerciale del 5G e la programmazione delle necessarie fasi intermedie; una strategia per coinvolgere le industrie verticali insieme al settore telecom, puntando sulla creazione di sinergie, standard, investimenti congiunti in infrastrutture; incentivi per gli investimenti in fibra; proposte concrete per adattare la gestione dello spettro; e misure per assicurare che il nuovo quadro regolatorio dell’Ue sul settore delle telecomunicazioni sia adeguato ad accogliere il 5G.

Oettinger ha ribadito che l’Europa col 5G non vuole ripetere gli errori e i ritardi nel 4G (dovuti, secondo il commissario, in parte al mancato coordinamento dello spettro) e recuperare invece la leadership detenuta con le standardizzazioni del Gsm e dell’Umts. In Europa già esiste dal 2013 una partnership pubblico-privata sul 5G (5G Public-Private Partnership o 5GPPP) che ha portato a diversi progetti di ricerca ma Oettinger ha detto che non è abbastanza sviluppare una tecnologia: “Il 4G è stato fatto in Europa ma poi impiegato per primi da Asia e Stati Uniti”. Perciò la Commissione userà la sua strategia per il Digital Single Market per dare sostegno agli investimenti in 5G, occupandosi sia degli aspetti normativi che della standardizzazione e degli incentivi alla realizzazione di infrastrutture e al coinvolgimento di tutti i player chiave dell’industria.

L’annuncio del 5G Action Plan for Europe è stato accolto con favore da Digital Europe, dalla Gsma e dall’Etno, che hanno definito il 5G “vitale per il successo dell’Europa”. Secondo le associazioni industriali ci sono quattro elementi fondamentali che le politiche europee dovranno considerare per realizzare le potenzialità della nuova tecnologia: assicurare che regole come la net neutrality non limitino l’innovazione su reti e servizi; favorire gli investimenti su reti mobili e fisse semplificando le regole attuali e dando maggiori incentivi; armonizzare lo spettro; e intensificare gli sforzi della 5GPPP verso la standardizzazione, soprattutto con un maggior coordinamento tra settori industriali come automotive, sanità e energia.