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LO STANDARD

L’Itu dà l’ok al G.fast, via all’ultrabroadband su rame

Il disco verde allo standard apre le danze alle implementazioni commerciali, previste entro fine 2015. Intanto il Broadband Forum si prepara a battezzare i test di interoperabilità su chip e attrezzature correlate

09 Dic 2014

Patrizia Licata

L’Itu (International telecommunications union) ha dato la sua approvazione definitiva allo standard G.fast, ultimo passo necessario per aprire la strada all’utilizzo commerciale del cosiddetto “ultrabroadband su rame” che ora si prevede entro la fine del prossimo anno.

“Il passaggio dall’approvazione del G.fast alla sua implementazione sarà il più rapido mai sperimentato con qualunque altra tecnologia di accesso. Una serie di vendor ha già cominciato a consegnare chip e attrezzature per il G.fast e i test di laboratorio e su campo dei service provider sono già in fase avanzata”, ha dichiarato il segretario generale dell’Itu Hamadoun Touré.

Il G.fast, che aveva ottenuto la prima approvazione a fine 2013, è il nuovo standard del broadband capace di raggiungere velocità di accesso fino a 1 Gbit/s sulle linee telefoniche esistenti. Entro un raggio d’azione di 100 metri dal punto di distribuzione, lo standard del G.fast raggiunge velocità simili a quelle della fibra e offre ai service provider uno strumento a supplemento delle strategie Ftth (Fiber to the home) permettendo un’ulteriore monetizzazione, dando al tempo stesso all’utente finale i benefici dell’auto-installazione dell’Adsl2. L’Itu ritiene che il G.fast, nell’ambito dell’architetture FTTdp (Fiber to the distribution point), unisca le caratteristiche migliori della fibra e dell’Adsl2.

I vantaggi per i consumatori sono nella soluzione chiavi in mano che non richiede un intervento del tecnico per l’installazione e che offre al tempo stesso la potenza per supportare servizi che richiedono ampia banda, come lo streaming Ultra-Hd 4K o addirittura 8K e l’IpTv, lo storage avanzato su cloud e la comunicazione su video ad alta definizione.

Nel corso del 2013 l’Itu, insieme alle prime fasi dell’approvazioni dello standard, ha specificato i metodi per mitigare il rischio che la tecnologia G.fast interferisca con i servizi broadcast come la radio FM. Nel frattempo, diverse aziende delle telecomunicazioni hanno avviato i trial della tecnologia, tra cui Telekom Austria, TeliaSonera e British Telecom.

A ottobre, inoltre, il Broadband Forum ha annunciato di aver iniziato una serie di test di interoperabilità per il G.fast con l’obiettivo di arrivare alla certificzione dei primi prodotti nella seconda metà del 2015.

“Il Broadband Forum sta lavorando a stretto contatto con l’Itu per garantire il rispetto dello standard G.fast e per certificare chipset e attrezzature”, ha confermato nei giorni scorsi il Broadband Forum. “Abbiamo già fissato il nostro primo plugfest per gennaio 2015”, proprio per testare l’interoperabilità dei vari prodotti per il G.fast.

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