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LA PROPOSTA

“Le web company ridistribuiscano ricchezza”: la proposta della California

Secondo il governatore Newsom i colossi della Silicon Valley devono mettere sul piatto parte della ricchezza generata dagli enormi profitti frutto dell’uso dei dati degli utenti. La nuova misura già allo studio

13 Feb 2019

Patrizia Licata

giornalista

Un dividendo digitale che redistribuisca ai cittadini californiani la ricchezza prodotta dai colossi della Silicon Valley come Google e Facebook: lo ha proposto il governatore della California Gavin Newsom nel suo primo discorso sullo “State of the State” dopo l’elezione lo scorso novembre nel voto di metà mandato.

Newsom ha detto che la California è orgogliosa di essere la culla di grandi colossi tecnologici, ma ha aggiunto che le aziende che guadagnano miliardi di dollari “raccogliendo, elaborando e monetizzando i nostri dati personali hanno il dovere di proteggere questi dati. I consumatori hanno il diritto di sapere e controllare come i loro dati sono usati”.

Il governatore ha proseguito suggerendo che tali colossi della tecnologia e dei dati condividano parte dei loro utili, sposando la linea già proposta da altri politici Democratici: i ricchi e le grandi imprese devono pagare più tasse a beneficio dell’intera società.

“I consumatori della California dovrebbero poter partecipare alla ricchezza che viene generata grazie ai loro dati”, ha affermato Newsom. “Ho perciò chiesto al mio staff di elaborare una proposta per un nuovo data dividend per i californiani, perché ci rendiamo conto che questi dati hanno un valore e tale valore appartiene a voi”.

Newsom non ha quindi descritto quale forma prenderà il dividendo digitale: la proposta sarà sviluppata dal suo team ma ha garantito che sarà una misura “coraggiosa”.

Il governatore comprende a pieno il valore della data economy ma anche la necessità di proteggere i consumatori, cui il dato appartiene: per questo ha anche elogiato la legge sulla privacy varata della California, la più severa degli Stati Uniti. Approvata l’anno scorso, la California consumer privacy act sarà in vigore dal 2020 e impone requisiti come trasparenza delle data policy delle imprese e consenso informato degli utenti alla raccolta e sfruttamento dei dati personali.

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