La Cina come gli Usa: stretta antitrust sui colossi del Web - CorCom

INTERNET ECONOMY

La Cina come gli Usa: stretta antitrust sui colossi del Web

Mentre a Washington si discute di “spezzatino” di Facebook&co, Pechino prepara la revisione delle norme anti-monopolio per evitare che aziende come Alibaba, Tencent e Baidu allarghino il controllo di mercato fino a impedire la nascita di nuovi campioni

09 Gen 2020

Patrizia Licata

giornalista

La Cina vuole aggiornare la sua legislazione antitrust per portarla nell’era digitale prevedendo, per la prima volta, una supervisione sui colossi dell’online al fine di evitare distorsioni del mercato. La proposta di revisione della legge anti-monopolio pubblicata sul sito della State administration for market regulation accorda più poteri al regolatore per monitorare l’impatto delle grandi Internet companies e dei giganti della tecnologia, secondo quanto riporta il South China Morning Post (testata di proprietà di uno di questi colossi tecnologici cinesi, Alibaba). Pechino vuole evitare che i gruppi dominanti controllino in modo illecito interi settori per via della loro scala e potere di mercato. La nuova legge antitrust, se approvata, comporterà anche multe fino al 10% del fatturato o fino a un massimo di 50 milioni di yuan (7,2 milioni di dollari) per le aziende che saranno riconosciute responsabili di violazioni. La proposta di revisione della normativa è attualmente oggetto di consultazione pubblica.

Colossi Made in China

La Cina ha dato i natali a diversi colossi tecnologici, capaci di rivaleggiare con i big degli Stati Uniti come Google, Facebook e Amazon (su cui infatti anche Washington ha cominciato a accendere un faro addirittura minacciando lo “spezzatino” di attività per evitare concentrazioni lesive della concorrenza). Come a specchio delle grandi aziende digitali americane, la Cina conta il gigante dello shopping online Alibaba, l’azienda del motore di ricerca e dell’intelligenza artificiale Baidu e il gruppo tecnologico Tencent che possiede, tra l’altro, la più diffusa piattaforma di messaggistica e servizi via app, WeChat.  

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Questo manipolo di colossi hitech controlla fette enormi dell’economia di Internet e il loro sostegno è spesso cruciale per aiutare le startup a emergere. Secondo Zhan Hao, managing partner dello studio legale Anjie a Pechino, le piattaforme online controllano quanto viene offerto ai consumatori e “tendono ad abusare della loro posizione dominante sul mercato”. Negli scorsi anni le autorità cinesi hanno incoraggiato l’innovazione e lo sviluppo tecnologico anche con un approccio laissez-faire, ma adesso i regolatori non sono disposti ad essere altrettanto tolleranti, continua Hao, e preparano una stretta contro gli abusi di mercato e i danni alla libera concorrenza.

Stretta sulle piattaforme online

Susan Ning, antitrust partner della società King & Wood, osserva che la nuova legge antitrust della Cina è rivolta innanzitutto al mercato domestico e all’industria di Internet. La normativa proposta, dice l’esperta, indica che Pechino mira specificamente a inasprire la vigilanza antitrust sulle piattaforme online, “per assicurare un’ulteriore espansione di questo settore”. La Cina non vuole rischiare che i suoi colossi digitali dominanti impediscano la nascita di nuovi campioni dell’Internet economy cinese.

“Già da qualche tempo il governo mostra di voler regolare il settore Internet. È anche parte di un trend che si sta affermando a livello internazionale”, nota Ma Chen, partner degli studi legali Han Kun a Pechino. “Le aziende della new economy stanno avendo un impatto enorme e per questo il governo vuole assicurarsi che le leggi anti-monopolio siano al passo coi tempi”.

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