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La scommessa di Renzi e Jack Ma: su Alibaba solo vero made in Italy

L’accordo fra il Governo italiano e l’azienda cinese rinnova il doppio impegno per la promozione dell’agroalimentare italiano in Cina: vetrine online, iniziative dedicate e soprattutto lotta spietata ai falsi. In campo una task force del Mipaaf

05 Set 2016

Andrea Frollà

Una vetrina online in Cina per il vino italiano e una lotta più agguerrita alla contraffazione del Made in Italy. Sono questi i due cardini dell’accordo tra il Governo italiano e Alibaba, stretto nel weekend dal premier Matteo Renzi e dal fondatore del colosso e-commerce Jack Ma. L’intesa, siglata formalmente con il Ministero delle Politiche agricole, consentirà ai produttori italiani di soddisfare la crescente domanda di Made in Italy sulla piattaforma cinese (che conta oltre 430 mln di utenti) e punta anche a combattere i casi di contraffazione.

“Abbiamo fatto un buon lavoro con Alibaba. Jack Ma è un innovatore straordinario”, ha commentato Renzi che ha sottolineato anche l’importanza di accordi come questo in un’ottica di “internazionalizzazione, e-commerce e digitalizzazione delle nostre imprese”.

Ci saranno nuove iniziative dedicate all’agroalimentare italiano sulle vetrine online di Alibaba, dopo quella di successo data giugno scorso, quando la promozione di prodotti italiani “Amazing Italy” sulle piattaforme del Gruppo di Jack Ma ha chiuso con oltre mille acquisti in promozione su Tmall, Tmall Global, Tmall Supermarket, Juhuasuan e Alitrip. In quell’occasione era stato annunciato anche il lancio di nuovi store italiani da parte di Pirelli, The Luxer e Mezzacorona, con l’obiettivo di arrivare a costruire un padiglione virtuale interamente italiano all’interno della piattaforma Tmall.

Il 9 settembre prossimo, invece, sarà la “Giornata del vino“. La data è stata scelta per l’assonanza tra i numeri (9-9) e la parola vino, che in cinese si pronunciano allo stesso modo. Secondo le stime di Alibaba, presentate nel maggio scorso, entro il 2020 il valore delle merci importate in vendita sule piattaforme Alibaba arriverà a quota 245 miliardi di dollari e il Made in Italy punta ad essere tra i protagonisti di questa crescita.

Tra i punti deboli del business di Jack Ma, che riguarda in realtà tutta la galassia e-commerce, c’è il problema della vendita di prodotti fake. Nei mesi scorsi, Alibaba è stata oggetto delle critiche firmate Iacc, la coalizione internazionale anti-contraffazione, dopo le proteste di diversi marchi, tra cui Gucci America, Michael Kors e Tiffany.

Proprio in questa chiave si inserisce l’accordo raggiunto tra il Ministero delle Politiche Agricole e Alibaba, formalizzato con la visita di Renzi in Cina. Per individuare i falsi, il Ministero delle Politiche Agricole ha già costituito una task force che ogni giorno cerca i prodotti contraffatti e li segnala ad Alibaba, che da parte sua si impegna anche in momenti di educazione dei venditori e dei consumatori sull’importanza delle indicazioni geografiche alimentari.

”L’agropirateria, solo per il Grana Padano, produce un danno di circa 1 miliardo di euro l’anno, 700 milioni all’estero e 300 milioni in Italia”, spiega Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, il prodotto Dop più consumato del mondo con 4,8 milioni di forme l’anno, commentando “positivamente” l’accordo siglato dal Governo con Alibaba.

“Gli accordi – ha commentato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina in una nota – rappresentano un punto concreto della nostra strategia di sostegno al Made in Italy agroalimentare nel mondo, che sfrutta anche formule innovative per tutelare e promuovere i prodotti di qualità“.

Grazie all’intesa, ha aggiunto, “siamo riusciti a garantire ai nostri marchi geografici un livello molto alto di protezione sulla piattaforma cinese. Un risultato fondamentale che inseguiamo da decenni e che invece sul web siamo riusciti a costruire in pochi mesi e con risultati eccezionali“.

Sul versante della promozione, “avevamo preso l’impegno a Vinitaly per essere protagonisti nella giornata del vino il 9 settembre e lo abbiamo mantenuto: il mercato cinese offre opportunità che vanno colte subito”. Sul fronte della tutela il ministero ha inoltre osserbato che “l’Italia è l’unico Paese al mondo ad avere garantito ai prodotti Dop e Igp la stessa tutela contro il falso che hanno i brand commerciali sulla piattaforma e-commerce”.