L'accusa di eBay ad Amazon: "Ci rubano i rivenditori" - CorCom

IL CASO

L’accusa di eBay ad Amazon: “Ci rubano i rivenditori”

La piattaforma di e-commerce attacca la rivale sostenendo che “da anni e in tutto il mondo” tenta di reclutare i suoi venditori con e-mail e chat “mascherate”. La compagnia di Bezos: “Avviata un’indagine interna”

04 Ott 2018

Patrizia Licata

giornalista

Il sito d’aste e vendite online eBay ha lanciato una pesante accusa alla rivale dell’ecommerce Amazon : la piattaforma di Jeff Bezos le “ruberebbe” i merchant infiltrandosi nelle chat interne con cui i rivenditori di eBay possono entrare in contatto con i clienti. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, eBay ha mandato ad Amazon una lettera cease-and-desist, in pratica un’ingiunzione a cessare immediatamente il comportamento illegittimo: se la condotta si ripete, potrà essere citata in giudizio.

Abbiamo rilevato un inquientante meccanismo illecito con cui Amazon spinge i venditori di eBay a trasferirsi sulla piattaforma Amazon”, ha indicato eBay in una nota. “Abbiamo chiesto ad Amazon di interrompere subito la sua attività illecita; adotteremo le misure adeguate, ne necessario, per proteggere eBay”.

Circa dieci giorni fa, rivela l’agenzia Bloomberg in base a fonti confidenziali, un venditore di eBay ha rivelato all’azienda che un dipendente di Amazon, con un pretesto, si era inserito nella chat interna e aveva cercato di convincere il merchant ad abbandonare la piattaforma di eBay e usare invece quella di Amazon. La denuncia del venditore ha innescato un’indagine interna di eBay da cui è emerso che questa attività di “poaching” o “recruiting”dei reseller andava avanti da anni e in tutto il mondo.

EBay e Amazon sono dirette concorrenti: per entrambe il business si basa su merchant che usano la loro piattaforma per vendere i loro prodotti. Amazon ha più clienti e un fatturato più alto, ma eBay ha dei venditori molto affezionati che continuano a preferirla perché è un marketplace “puro”, ovvero non fa concorrenza ai merchant con prodotti a proprio marcho (mentre Amazon ha proprie linee di prodotto, tra cui i device Kindle). Inoltre Amazon controlla la relazione venditore-cliente mentre eBay permette ai merchant di comunicare direttamente con i clienti e di dar loro indirizzi email e numeri di telefono, se sono membri della piattaforma. E’ proprio qui che si sarebbero insinuati i dipendenti Amazon nell’attività di reclutamento dei venditori della concorrente.

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Secondo l’accusa, alcuni dipendenti Amazon hanno creato account su eBay fingendosi clienti e arrivando così al merchant da “reclutare”. eBay dice di aver già scoperto centinaia di messaggi che fa risalire a dipendenti di Amazon che avevano “mascherato” la propria identità nascondendo la parola Amazon in mezzo ad altri caratteri per aggirare il sistema interno di controllo dei contenuti delle email. Sarebbero state così violate sia i termini d’uso di eBay che una legge della California, il Comprehensive Computer Data Access and Fraud Act.

Amazon ha detto al sito Cnbc che ha avviato a sua volta un’indagine interna per verificare la fondatezza delle accuse della rivale.

Nei giorni scorsi la piattaforma di Jeff Bezos è finita sotto la lente dell’Antitrust Ue proprio per la duplice veste di distributore di prodotti altrui e venditore di prodotti propri: l’Antitrust europeo teme che la società sfrutti i dati raccolti con l’attività e-commerce per disegnare e pubblicizzare più efficacemente i prodotti brandizzati, dagli Amazon Basics ai Kindle.

Una settimana prima lo stesso ufficio guidato da Margrethe Vestager aveva aperto una “indagine preliminare” su Amazon sospettando un possibile “uso illecito” dei dati dei rivenditori allo scopo di favorire, in modo sleale, i proprio prodotti a danno di quelli dei merchant.

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