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CONCORRENZA

Amazon nel mirino della Ue: usati illecitamente i dati dei rivenditori?

L’Antitrust dà il via all’indagine preliminare. Il commissario Vestager: “Legittimo usare le informazioni per migliorare il servizio, ma non per indagare sulle preferenze degli utenti a scopo commerciale”

20 Set 2018

A. S.

L’Antitrust Ue vuole vederci chiaro su come Amazon utilizza i dati dei propri rivenditori, e per questo apre un’indagine per verificarne le pratiche commerciali. A spiegare in una conferenza stampa a Bruxelles le intenzioni e le motivazioni dell’iniziativa è il commissario alla concorrenza Margrethe Vestager : ”Se tu, Amazon, ottieni i dati dai piccoli commercianti che ospiti – spiega – questo può essere del tutto legittimo, perché così puoi migliorare il tuo servizio. Ma usi questi dati anche per fare i tuoi calcoli? Per capire quel è la nuova grande novità, cosa vogliono le persone, che tipo di offerte preferiscono ricevere? Per capirlo abbiamo avviato una inchiesta preliminare su un possibile abuso di posizione dominante relativo alle pratiche di Amazon”. 

Per il momento la Commissione si sta limitando a raccogliere informazioni per istruire il caso e decidere se proseguire nell’indagine, inviando anche una serie di questionari ai rivenditori per conoscere la loro opinione. La Commissione vuole in sostanza arrivare a capire se i prodotti venduti direttamente da Amazon siano avvantaggiati rispetto a quelli venduti da terzi. 

“Queste piattaforme hanno un duplice scopo – sottolinea Vestager – ospitano i piccoli commercianti per consentire loro di fare affari, e allo stesso tempo sono esse stesse grandi rivenditori. Quindi sono sia padroni di casa che concorrenti”. 

Ma il ruolo dei piccoli rivenditori nel giro d’affari generato da Amazon non è affatto trascurabile, dal momento che nel 2018 hanno contribuito per 10 miliardi di dollari al fatturato del gigante dell’e-commerce. 

Il colosso fondato da Jeff Bezos era finito già in passato sotto la lente dell’Unione europea: era già successo negli scorsi anni per gli accordi con il Lussemburgo in materia fiscale. 

Negli ultimi tempi è cresciuta la pressione, su entrambe le sponde dell’atlantico, per sottoporre i giganti del web a una serie di regole. A ipotizzare misure antitrust nei confronti di Amazon era stato ultimamente lo stesso presidente Usa Donald Trump. 

Ad aggravare la situazione ci sono i sospetti che hanno coinvolto alcuni dipendenti della società, accusati di aver ceduto a terzi dati riservato sui rivenditori, e di aver accettato senato per far sparire recensioni negative.

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