L'ANALISI

Le big tech licenziano: ci saranno più talenti sul mercato?

Il gap fra offerta e domanda resterà elevato almeno fino al 2026 nonostante le migliaia di persone in uscita dalle aziende. Si tratta perlopiù, infatti, di personale non tech; sta inoltre aumentando a dismisura la richiesta di competenze digitali e tecnologiche da parte di un numero crescente di imprese. Per i Cio la sfida passa attraverso recruiting mirato e formazione

Pubblicato il 13 Mar 2023

Giampiero Rossi

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people in a computer network

Dopo i molteplici annunci di licenziamenti nell’industria tecnologica, sono in molti ad essere convinti che la crisi dei talenti tecnologici sia finita. Le figure disponibili sul mercato saranno maggiori e molte aziende portranno colmare i gap. Ma le cose, secondo Gartner, non stanno affatto così. 

La domanda di talenti tech resta elevata

La domanda di talenti tecnologici supera ancora in modo significativo l’offerta. Dai risultati di un sondaggio condotto da Gartner condotto nei mesi di novembre e dicembre dello scorso anno, l’86% dei Chief Information Officer (Cio) ha dichiarato di dover affrontare una maggiore concorrenza per reperire candidati qualificati e il 73% si è detto preoccupato per l’esaurimento dei talenti nel settore IT. Mbula Schoen, Senior Director Analyst di Gartner, fa il punto sugli impatti dell’ondata di licenziamenti in atto nel settore tecnologico, suggerendo che cosa possono fare i Cio per attrarre e trattenere i talenti.

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I licenziamenti delle big tech riguardano le funzioni di business

“La crisi dei talenti tecnologici è tutt’altro che finita. L’attuale domanda di talenti tecnologici supera di gran lunga l’offerta, cosa che secondo Gartner avverrà almeno fino al 2026, sulla base delle previsioni di spesa nel settore IT”. spiega l’analista. L’attuale ondata di licenziamenti nel settore tecnologico sta interessando più le funzioni aziendali che i ruoli tecnologici, e sono sempre più in aumento le opportunità di lavoro nel settore IT al di fuori delle aziende tecnologiche tradizionali. I licenziamenti sono stati determinati dalla necessità di ottimizzare i prezzi delle azioni e ridurre le spese. È importante che i leader aziendali comprendano lo stato del mercato, anche perché la crisi dei talenti tecnologici continuerà anche dopo che le attuali turbolenze si saranno attenuate. “I tech leader responsabili della mobilitazione della crescita attraverso la digitalizzazione devono guardare oltre gli annunci dei licenziamenti”.

La perdita di dipendenti di valore

I Cio stanno perdendo dipendenti di valore più velocemente di quanto riescano ad assumerli, e la disposnibilità di talenti rimane scarsa in alcune aree chiave come la data science, l’ingegneria del software e la cybersecurity. Per cogliere le opportunità di crescita del digitale, i Cio devono riconoscere la continua contrazione dei talenti e acquisire in modo strategico i migliori, anziché temporeggiare.

La formazione è fondamentale

“I Cio devono applicare con maggiore determinazione pratiche comprovate che li aiutino ad attrarre efficacemente i migliori talenti e a coprire rapidamente le posizioni aperte”. I Cio devono dunque essere più propensi ad attrarre i migliori talenti attingendo a un ampio bacino di candidati (attualmente impegnati e che non sono in cerca di lavoro) attraverso programmi di segnalazione dei dipendenti. Possono anche rivolgersi ai lavoratori licenziati in categorie tecnologiche adiacenti e formarli per acquisire le competenze informatiche necessarie. Molti piani di assunzione in ambito IT sono progettati per rivolgersi a persone che sono attivamente in cerca di lavoro piuttosto che a quelle che non lo sono, lasciando un’opportunità non sfruttata per aumentare la qualità e la quantità dei candidati.

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