Licenze software inutilizzate, in fumo 2,3 milioni l'anno - CorCom

IL REPORT

Licenze software inutilizzate, in fumo 2,3 milioni l’anno

Secondo le rilevazioni di Insight nelle aziende europee gli sprechi sono enormi. E in un periodo di crisi come questo il taglio delle inefficienze consentirebbe un forte abbattimento dei costi nonché la possibilità di destinare le risorse alle assunzioni di figure specializzate funzionali al business. Il “tesoretto” vale lo stipendio di 45 specialisti IT

25 Nov 2020

Veronica Balocco

La necessità di ridurre i costi a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso è motivo di pressione per il 95% delle imprese europee. Tuttavia, l’incapacità di ottimizzare la spesa in tecnologia ostacola significativamente i loro sforzi. E’ quanto emerge dalla ricerca “L’IT sta perdendo la sfida per l’ottimizzazione dei costi?” condotta da Insight. (qui il report completo)

Secondo quanto rivelato dal report, ammonta in media 2,34 milioni di euro all’anno il costo in licenze software inutilizzate, una cifra che sarebbe sufficiente a pagare lo stipendio di 45 specialisti It qualificati.
Inoltre, a partire da marzo 2020, il 51% delle organizzazioni ha ridimensionato la propria forza lavoro e più di un quarto (27%) delle aziende ha ridotto specificamente il numero dei dipendenti It. A questo, poi, si aggiunge che il 44% delle aziende sta utilizzando asset It per un tempo più lungo di quanto originariamente previsto, mentre e il 34% sta consolidando le strutture degli uffici fisici.

Va detto, come evidenziato dalla ricerca, che gli investimenti effettuati in aree come software, supporto It e infrastruttura hanno registrato un incremento da marzo di quest’anno. Tuttavia, la maggior parte dei team It sostiene che questi investimenti non hanno avuto una ricaduta strategica come auspicato, il che amplia i margini di ottimizzazione del rendimento. Secondo il sondaggio, il 50% dei team It intervistati afferma di aver bisogno di ottimizzare i propri investimenti nel supporto It. Stessa percentuale per gli investimenti in software, mentre il 60% pensa al cloud privato e il 68% alle infrastrutture.

Le sfide chiave: duplicazioni, licenze software e gestione dei Byod

Ma quali sono le sfide chiave che le aziende devono affrontare nell’ottimizzazione dei costi It? La ricerca mette in luce che il 66% delle aziende ha una grande quantità di hardware e software duplicati perché all’inizio del lockdown aveva bisogno di implementare nuove tecnologie, mentre ben il 63% non può adattare le proprie licenze software al numero di dipendenti. Il 69%, poi, manifesta difficoltà a gestire un aumento dei Byod, device personali dei dipendenti usati per collegarsi alle reti aziendali, legato all’aumento del numero dei dipendenti che lavora in remoto da marzo 2020.

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I punti critici, tuttavia, vanno anche oltre. Mancanza di visibilità, ad esempio: gli acquisti non pianificati da parte di altri reparti aggiungono 1,23 milioni di euro all’anno ai costi dei servizi cloud, mentre il 55% delle organizzazioni risulta aver siglato più contratti per l’acquisto del medesimo software, in quanto le relative licenze sono state acquistate da diverse unità aziendali in momenti diversi.
E ancora, rallentamento degli investimenti It (i budget IT hanno registrato un aumento dell’1,64% negli ultimi 12 mesi, mentre le previsioni pre-pandemiche  stimavano un + 3,4%) e mancanza di competenze e conoscenze (il 73% delle aziende intervistate non è in grado di negoziare efficacemente con i fornitori di software e il 56% pensa di spendere troppo per le licenze, ma non è in grado di confermare la propria percezione e quindi iniziare a correggere il problema). Un’ulteriore criticità, infine, è rappresentata dal consolidamento: il 73% delle aziende ha acquistato più applicazioni che hanno la stessa funzionalità ma vengono però utilizzate da team diversi in situazioni diverse, mentre il 63% non ha consolidato la propria infrastruttura It da marzo 2020.

“Ridurre i costi significa anche saperli ottimizzare”

“I reparti It devono contenere i costi, ma tenendo presente che esiste un equilibrio molto sottile tra la riduzione dei costi e la riduzione della capacità di operare – afferma Pietro Marrazzo, Country manager Insight Italia – . Le aziende da diversi anni sono impegnate ad affrontare le sfide sistemiche relative alla gestione dei costi. Se le aziende raddoppiassero gli sforzi per ottimizzare i costi, potrebbero evitare di prendere decisioni che avranno quasi certamente un impatto sulla propria capacità di eseguire piani di trasformazione digitale. Sono invece molte le opportunità per ottimizzare i costi e ridurre le spese senza però danneggiare la capacità di operare in modo efficace”.

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