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Livrea (Akamai): “5G, le sfide dalla rivoluzione mobile”

Il country manager della filiale italiana: “Numerosi benefici, ma attenzione alla tenuta dei sistemi”

14 Apr 2016

Andrea Frollà

Una rete mobile ultra-veloce, resiliente e intelligente che rivoluzionerà interi mercati. La tecnologia mobile 5G sarà definita formalmente nel 2020, secondo la road map individuata dalla International telecommunication union, l’organizzazione che si occupa delle definizione degli standard nell’utilizzo di sistemi Tlc e onde radio. “Se fossimo nel mondo automobilistico diremmo che il cambio va oltre il restyling, ma bisogna fare attenzione – avverte Alessandro Livrea, country manager di Akamai Italia, intervistato da CorCom.

Secondo il manager del colosso specializzato in servizi di Content Delivery Network, che gestisce quotidianamente da 15 al 30% del traffico web globale, “la proliferazione di dispositivi connessi impatterà sulla tenuta dei sistemi, così come l’aumento qualitativo e quantitativo dei contenuti provocherà fenomeni di sovraccarico”. Problemi di gestione, ma anche di sicurezza, che tanto i creatori quanto i gestori delle reti 5G dovranno necessariamente affrontare.

La tecnologia 5G non riguarderà solo device come smartphone e tablet, ma sarà sfruttata anche per nuove applicazioni. Questo cosa richiederà in termini di sistema?

Le nuove reti apporteranno benefici, ma bisogna fare attenzione. Dal 2011 è cresciuto enormemente il peso delle immagini e dei video, non solo in termini quantitativi ma soprattutto qualitativi. Questo ha reso più pesanti i siti web.

Più aumenta la disponibilità di banda e trasmissione grazie alle tecnologie e più cresce la qualità di filmati e foto, ma ciò può peggiorare paradossalmente la capacità finale di fruizione dei contenuti. Basta prendere i siti mobile, che per funzionare in modo efficiente devono essere responsive.

Ma un device deve comunque scaricare, prima di poter mostrare le immagini all’utente, i vari set predisposti per tutti i dispositivi e questo crea un fenomeno di over-download. Noi, ad esempio, abbiamo realizzato sistemi per far sì che all’utente finale e al suo device arrivi solo il set effettivamente utile.

Fino a quando il 5G non sarà pronto, il 4G potrà andare in sofferenza ed è per questo che gli operatori stanno investendo sulla capacità delle celle. Tuttavia, i contenuti crescono in modo veloce e la rincorsa sarà complicata.

Dal punto di vista infrastrutturale cosa cambierà?

È molto difficile pensare di ingrandire il network allo stesso ritmo della crescita di audience e contenuti. Servono tecnologie in grado di mitigare questo fenomeno. Bisognerà investire in nuove infrastrutture, ma anche in ricerca e sviluppo.

La portata rivoluzionaria del 5G obbligherà i player del mercato a fare sistema?

L’unica certezza riguarda i protocolli. Difficile prevedere quale mix tecnologico sarà più efficiente. Sicuramente non basterà il 5G a risolvere tutte le criticità che oggi esistono. Noi ad esempio puntiamo molto, tra le altre cose, sul protocollo UDP.

Riguardo i volumi di traffico, c’è il rischio di problemi di sovraccarico?

Si, perché ogni incremento tecnologico porta con se un incremento qualitativo. I contenuti vanno gestiti e smistati e questo sarà un problema.

Dispositivi mobile di IoT, realtà virtuale e intelligenza artificiale sono settori in ascesa. Il loro sviluppo potrà rappresentare un problema problemi dal punto di vista della gestione del traffico dati e della sicurezza?

La proliferazione di dispositivi connessi impatterà sicuramente sui sistemi. Il problema è che non si ha coscienza di quanti milioni di device saranno in Rete. Questo aspetto già oggi ha ricadute sul versante della sicurezza. Ad esempio, un impiegato di un’azienda può portare in ufficio dei malware tramite i propri dispositivi, scatenando reazioni a catena. Situazioni che non bisogna sottovalutare, è in gioco la stabilità dell’intero sistema.

La user experience viene spesso considerata il faro per il futuro dei business in Rete. Perché è fondamentale avere strumenti di analisi per misurarla?

Prendiamo ad esempio l’e-commerce, uno dei settori più significativi per capire l’impatto economico e la soddisfazione dei consumatori. Gli utenti che acquistano da mobile sono quelli che svolgono il maggior numero di ricerche, di confronti e che scrivono più recensioni. Guardando poi alla spesa media, il valore del carrello da mobile è sempre più alto di quello da desktop. Ma purtroppo la soddisfazione legata alla sessione di navigazione da mobile risulta inferiore a quella da computer per 7 consumatori su 10. Questo segnala una user experience insufficiente, che può essere migliorata tramite un tracciamento che non si fermi ad una visione statistica: bisogna entrare nel merito dei comportamenti.

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