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Meglio EE o O2? BT punta a stringere il cerchio

Secondo gli analisti la telco britannica potrebbe perferire una delle due operazioni. EE ha più clienti e una rete di maggiore qualità, ma con O2 le trattative sarebbero più semplici visto l’unico azionista. Ancora tutti da valutare gli aspetti finanziari

27 Nov 2014

Patrizia Licata

BT potrebbe preferire EE a O2 come target di acquisizione per entrare di peso sul mercato mobile consumer britannico, secondo l’agenzia di stampa Bloomberg. Ma le trattative con O2 potrebbero rivelarsi meno rischiose e alla fine BT potrebbe optare per la via più facile.

Come noto il gruppo delle Tlc britannico sta negoziando sia con Telefonica, per un’eventuale acquisto della sua controllata O2, sia con Orange e Deutsche Telekom, che potrebbero cederle la loro joint venture EE.

Secondo le fonti di Bloomberg, l’ex incumbent considera EE come target preferenziale per un merger 
per l’ampio patrimonio di spettro mobile e il prezioso portafoglio di clienti con contratti di fascia alta. EE è il maggiore operatore mobile in Uk per numero di clienti (24,5 milioni) e il primo ad aver lanciato i servizi 4G. Con EE tra l’altro BT ha già un accordo commerciale per l’utilizzo della sua rete mobile come operatore di rete virtuale.

La rivale O2, un po’ più piccola (22 milioni di clienti) presenta però il vantaggio di avere un solo proprietario con cui trattare, Telefonica, appunto, che è particolarmente interessata a vendere e potrebbe concedere un deal migliore a BT rispetto a Orange e Deutsche Telekom, che non sempre concordano sulle strategie da seguire per la loro jv. Secondo Bloomberg, Orange sarebbe più interessata di DT a vendere EE per utilizzare i proventi per finanziare l’espansione delle sue attività in Spagna, dove ha acquisito Jazztel. Orange sta anche cercando opportunità per rafforzare la sua posizione in Polonia, Romania e Belgio, come indicato dal Ceo Stephane Richard
 a luglio.

Anche secondo Reuters, la scelta di BT sarà tra un partner di maggiori dimensioni, EE, che le garantisce una rete di alta qualità, o un target, O2, forse lievemente meno appetibile, ma con cui il deal sarebbe più semplice e meno rischioso. Il problema sarebbe non solo il prezzo finale dell’operazione, ma la struttura dell’accordo: quale parte in contanti e quale in azioni, se verrà incluso uno scambio di azioni o anche di asset e se BT dovrà procedere a una nuova emissione di titoli per finanziare l’operazione. Anche se le agenzie di rating sentite da Reuters affermano che BT può prendere in prestito fino a 10 miliardi di sterline senza danneggiare il suo rating, l’incumbent deve rimanere con una certa disponibilità finanziaria in vista dell’asta dell’anno prossimo per i diritti Tv del campionato di calcio britannico in cui dovrà vedersela con Sky.

Il Ceo di BT Gavin Patterson dovrà valutare dunque una serie di aspetti, dalla qualità degli asset proposti alle eventuali difficoltà di portare le trattative a buon fine alle implicazioni finanziarie. L’acquisto è rilevante: gli analisti valutano EE 11 miliardi di sterline (17 miliardi di dollari) e 02 9,4 miliardi di sterline.

Ma per gli osservatori di mercato “BT è in una posizione privilegiata”, afferma un top manager di una banca europea, “mentre né TelefonicaEE sono in una buona posizione: il prezzo finale sarà quello che vorrà BT“. “Sulla carta forse EE è un asset migliore ma anche O2 è una buona soluzione”, commenta un’altra fonte del settore bancario. “Entrambi sarebbero una buona scelta per BT e non ci sarebbero grosse differenze in termini di sinergie”.

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