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STRATEGIE

Meno iPhone, più servizi: Apple riorganizza il management per la “sfida del decennio”

Tim Cook mette in campo il più grande riassetto dal 2011 ad oggi: un ex executive di Google a capo delle attività AI. Ridimensionato il progetto “Titan” sulle auto autonome: 200 persone spostate nell’area media per realizzare un servizio in streaming in grado di battere Netflix

20 Feb 2019

Federica Meta

Giornalista

Più servizi e meno iPhone: Apple cambia strategia e riorganizza il top management. Come riporta il Wall Street Journal, il ceo di Tim Cook ha scippato a Google John Giannandrea e lo ha nominato responsabile del machine learning e strategie per l’AI con la carica di senior vp. Il manager entra a far parte del team esecutivo: 11 persone che lavorano a stretto contatto con Cook.

Subito dopo la promozione Giannandrea ha rimosso dal suo incarico di capo-progetto Bill Stasior, team leader di Siri dal 2012. Ha lasciato l’azienda Angela Ahrendts, senior Vp del Retail, chiamata dallo stesso Cook 5 anni fa; il suo ruolo è ora ricoperto dal capo del personale Deirdre O’Brien, che avrà la missione di completare l’opera trasformando i 500 punti vendita Apple d’ora in avanti anche in punti di promozione dell’offerta di servizi Apple non solo di smartphone & co.

Si tratta delle più grande riorganizzazione ai vertici dal 2011 ad oggi. Un segnale – spiega l’Wsj – che evidenzia gli sforzi tesi a trasformare Apple in un’azienda che crescerà all’insegna dei servizi.

“È il segno che l’azienda sta provando la formula giusta per il prossimo decennio”, sottolinea Gene Munster, analista che si occupa della Mela da lunga data e socio accomandatario di Loup Ventures, società d’investimento in capitale di rischio. “La tecnologia si evolve – riferisce ancora Munster – e devono continuare a ritoccare la loro struttura per essere sicuri di essere di aver intrapreso la strada giusta”.

Rivolgimenti anche nel middle-management: sono stati rimossi oltre 200 dipendenti del team “Project Titan” (quello che si occupa della guida autonoma) per farli passare all’area che sviluppa servizi per la Tv in streaming. La decisione è in linea con gli investimenti della Mela nei media: sul piatto oltre un miliardo di dollari e l’assunzione di due ex top executive di Sony per lasciare un nuovo servizio in grado di sbaragliare la concorrenza di Netflix. La novità dovrebbe essere svelata il 25 marzo nell’apuntamento annuale previsto nel campus di Cupertino.

Nella stessa occasione Apple presenterà quello che è stato subito ribattezzato il “Netflix” delle news.  Si tratta un servizio servizio di abbonamento prevede una tariffa mensile – circa 10 dollari – per accedere a un numero illimitato di contenuti forniti dai giornali. Gli editori giudicano però penalizzante i termini della proposta economica: Apple si terrebbe il 50% delle entrate distribuendo ai giornali il resto secondo quote stabilite in base al numero di articoli letti.

Il nuovo servizio espanderebbe la app gratuita “AppleNews“, offrendo agli abbonati l’accesso ad articoli finora “blindati” dal paywall come quello attualmente adottato da The Journal, Times e Post.

I servizi sono sempre più importanti per Apple e nell’ultima trimestrale i ricavi di questo settore sono saliti del 19% a 10,9 miliardi. l business composto da App Store, AppleCare, Apple Pay, Apple Music e Cloud Services è sulla strada giusta che potrebbe portare all’obiettivo di 50 miliardi di dollari di ricavi entro il 2020.

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