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ANALISI DI STRAND

“Mercato Tlc europeo, Vestager sbaglia tutto”

Analisi di Strand Consult: il commissario Ue all’Antitrust non ha capito la necessità di consolidamento dell’industria e trascura il ruolo dei nuovi player Ott. Sopravvalutati gli Mvno

26 Giu 2015

Patrizia Licata

Il commissario Ue all’Antitrust Margrethe Vestager non è ben informata sulle dinamiche in atto nell’industria europea delle telecomunicazioni e rischia di perpetuare scelte sbagliate da parte dell’esecutivo Ue. Lo scrive in una nota Strand Consult, sottolineando come il consolidamento in atto sul mercato europeo delle Tlc sia finito sotto la lente della Vestager ma senza che il commissario danese capisca fino in fondo le sue motivazioni e le sue necessità. “La Vestager è vittima di funzionari della Commissione che la consigliano male difendendo le passate e fallimentari decisioni dell’Antitrust Ue e non le forniscono un quadro chiaro di quello che sta succedendo sul mercato delle telecomunicazioni”, si legge nella nota della società di analisi.

Negli Stati Uniti si è verificata una situazione analoga, secondo Strand: il presidente della Fcc Tom Wheeler è caduto vittima di “forze che gli hanno fatto perdere l’obiettività” e “lo hanno portato a imporre il Title II su Internet, un quadro regolatorio antiquato”.

Quello che la Vestager dovrebbe fare, continua Strand, è chiedere ai suoi collaboratori di prepararle una lista dei passati errori della Commissione europea in connessione con i temi antitrust nel settore Tlc; in parallelo dovrebbe chiedere alle aziende telecom europee quali sono gli errori che a loro avviso l’Europa ha commesso. Con questo quadro a 360 gradi la Vestager potrebbe prendere decisioni meglio informate.

Il primo punto su cui il commissario non ha le idee chiare, secondo Strand Consult, riguarda gli investimenti nel settore telecom. “Che cosa traina gli investimenti? I nuovi player che entrano nel mercato, o la concorrenza fra tecnologie a spingere a investire”, sostiene la nota della società di analisi. Inoltre, “gli operatori difendono i loro investimenti storici e i cicli di investimenti nel settore telecom vanno visti nel lungo e non nel breve termine”.

Che cosa crea invece la concorrenza sul mercato delle telecomunicazioni? “E’ chiaro che l’Antitrust Ue pensa che più player ci sono più c’è concorrenza. Si tratta di un assunto sbagliato”, continua Strand Consult. “Se si guarda a quanti operatori telecom ci sono in Ue rispetto agli Stati Uniti, l’Europa dovrebbe avere un livello di investimenti nettamente superiore, ma non è così. Negli ultimi dieci anni, gli Usa hanno rappresentato un quarto degli investimenti globali in infrastrutture telecom, l’Ue meno di un quinto. E se si guarda ai rimedi che sono stati chiesti in concomitanza con diversi merger nel settore telecom, è chiaro che l’Antitrust Ue pensa che gli Mvno siano player che aumentano la concorrenza e gli investimenti sul mercato telecom, mentre secondo noi di Strand Consult gli Mvno non sono affatto piccoli operatori che creano concorrenza”. La concorrenza è invece creata dalla tecnologia, continua la nota, e da player innovativi, come gli Ott, che oggi fanno parte integrante dell’industria delle telecomunicazioni (con servizi come Skype, che rappresenta un terzo delle chiamate internazionali effettuate nel mondo, e WhatsApp, che ha eroso fino al 20% delle entrate da Sms degli operatori mobili).

“Negli ultimi dieci anni gli operatori americani hanno investito quasi il doppio di quelli europei; in Canada e Giappone, gli operatori hanno investito a un ritmo doppio rispetto agli europei. Sono tutti mercati che hanno consentito il consolidamento”, scrive Strand.

Come potrebbe intervenire dunque la Vestager? Potrebbe studiare meglio il mercato delle Tlc e capire il ruolo degli Ott, suggerisce Strand, e mettere a confronto quanto succede in Usa, Canada e Giappone con il ritardo europeo. Strand pensa anche che la Vestager dovrebbe coordinarsi con Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, e con Günther Oettinger, commissario europeo all’economia e società digitale. Sia Juncker che Oettinger hanno indicato che sarebbe un bene per le aziende telco europee consolidarsi per essere più competitive e investire di più e molti operatori europei “vorrebbero più chiarezza sulla politica dell’Europa sul consolidamento di mercato”, conclude Strand.