IL PIANO

Meta, secondo round di licenziamenti: via altri 10mila lavoratori

Stop anche a 5mila assunzioni che erano in cantiere. Zuckerberg: “Puntiamo a snellire l’organizzazione e cancellare progetti a bassa priorità”. Lo scorso novembre l’annuncio di 11mila tagli

Pubblicato il 14 Mar 2023

zuckerberg

Secondo round di licenziamenti per Meta. La holding prevede di tagliare altri 10mila posti di lavoro nei prossimi due mesi e di chiudere circa 5mila ruoli aperti per persone che non sono ancora state assunte. L’annnuncio del ceo Mark Zuckerberg in una lettera inviata ai dipendenti, nell’ambito del suo piano del “Year of Efficiency”.

“Nei prossimi due mesi – si legge nella missiva – verranno annunciati piani di ristrutturazione incentrati sull snellimento delle nostre organizzazioni, sulla cancellazione dei progetti a bassa priorità e sulla riduzione dei tassi di assunzione. Con la riduzione delle assunzioni, ho preso la difficile decisione di ridurre ulteriormente le dimensioni del nostro team di reclutamento. Domani comunicheremo ai membri del team di reclutamento le eventuali conseguenze. Prevediamo di annunciare ristrutturazioni e licenziamenti nei nostri gruppi tecnologici a fine aprile e poi nei gruppi aziendali a fine maggio. In un numero limitato di casi, per completare questi cambiamenti potrebbe essere necessario attendere la fine dell’anno. Anche le tempistiche per i team internazionali saranno diverse e i responsabili locali seguiranno con maggiori dettagli”.

“Sarà difficile. Significherà salutare colleghi di talento che sono stati parte del nostro successo”, ha aggiunge Zuckerberg.

Il piano è piaciuto ai mercati: in apertura a Wall Street il titolo di Meta è salito di oltre il 5% .

Il primo round di tagli

Lo scorso novembre Meta aveva annunciato il primo round di tagli che ha coinvolto 11mila persone, pari al 13% della forza lavoro totale.

“È uno dei cambiamenti più difficili della storia di Meta”, scriveva  Mark Zuckerberg nel post  con cui comunicava a tutti i dipendenti il piano di ridimensionamento per rendere la sua azienda “più snella ed efficiente”. Inclusi nelle misure il taglio della spesa discrezionale e il congelamento delle assunzioni fino al primo trimestre del 2023.

“Voglio assumermi la responsabilità di queste decisioni e di come siamo arrivati qui. So che questo è difficile per tutti e mi dispiace particolarmente per coloro che sono stati colpiti”, sottolineava Zuckerberg.

Le Big tech licenziano,  l’analisi di Gartner

Oltre a Meta anche  Big tech come Google e Twitter hanno annunciato licenziamenti da migliaia di posti di lavoro. Nonostante la disponibilità di talenti sul mercato però, secondo Gartner, il gap fra offerta e domanda resterà elevato almeno fino al 2026.

“La crisi dei talenti tecnologici è tutt’altro che finita. L’attuale domanda di talenti tecnologici supera di gran lunga l’offerta, cosa che secondo Gartner avverrà almeno fino al 2026, sulla base delle previsioni di spesa nel settore IT – spiega Mbula Schoen, Senior Director Analyst di GartnerL’attuale ondata di licenziamenti nel settore tecnologico sta interessando più le funzioni aziendali che i ruoli tecnologici, e sono sempre più in aumento le opportunità di lavoro nel settore IT al di fuori delle aziende tecnologiche tradizionali. I licenziamenti sono stati determinati dalla necessità di ottimizzare i prezzi delle azioni e ridurre le spese. È importante che i leader aziendali comprendano lo stato del mercato, anche perché la crisi dei talenti tecnologici continuerà anche dopo che le attuali turbolenze si saranno attenuate. I tech leader responsabili della mobilitazione della crescita attraverso la digitalizzazione devono guardare oltre gli annunci dei licenziamenti”.

I Cio stanno perdendo dipendenti di valore più velocemente di quanto riescano ad assumerli, e la disposnibilità di talenti rimane scarsa in alcune aree chiave come la data science, l’ingegneria del software e la cybersecurity. Per cogliere le opportunità di crescita del digitale, i Cio devono riconoscere la continua contrazione dei talenti e acquisire in modo strategico i migliori, anziché temporeggiare.

“I Cio devono applicare con maggiore determinazione pratiche comprovate che li aiutino ad attrarre efficacemente i migliori talenti e a coprire rapidamente le posizioni aperte”, puntualizza l’analista. I Cio devono dunque essere più propensi ad attrarre i migliori talenti attingendo a un ampio bacino di candidati (attualmente impegnati e che non sono in cerca di lavoro) attraverso programmi di segnalazione dei dipendenti. Possono anche rivolgersi ai lavoratori licenziati in categorie tecnologiche adiacenti e formarli per acquisire le competenze informatiche necessarie. Molti piani di assunzione in ambito IT sono progettati per rivolgersi a persone che sono attivamente in cerca di lavoro piuttosto che a quelle che non lo sono, lasciando un’opportunità non sfruttata per aumentare la qualità e la quantità dei candidati.

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