Micron, c'è l'accordo: "salvi" 371 dipendenti - CorCom

LA VERTENZA

Micron, c’è l’accordo: “salvi” 371 dipendenti

Gli esuberi scendono a 48 dai 419 annunciati: questo il frutto della maratona nottura fra governo, azienda e sindacati. Per mantenere i posti di lavoro il piano prevede anche trasferimenti nelle sedi nazionali ed estere e migrazioni in Stm. Confermati i 20 milioni di dollari di investimenti in tre anni

10 Apr 2014

Antonello Salerno

Gli esuberi passano dagli iniziali 419 a 48. E’ arrivato al terrmine di una maratona notturna, e di una riunione no-stop che durava da ieri mattina, l’accordo tra Micron e sindacati, al ministero del Lavoro, sulla vertenza che aveva visto la multinazionale americana annunciare 419 procedure di mobilità nelle proprie sedi in Italia, ad Agrate, Vimercate, Avezzano, Arzano e Catania. Attorno al tavolo, mentre la trattativa veniva accompagnata nelle ultime ore e negli ultimi giorni da un tam di tam sempre più pressante su Twitter, c’erano, oltre ai vertici italiani dell’azienda, i segretari e i coordinatori nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, Nicola Alberta, Roberta Turi e Luca Maria Colonna, oltre ai rappresentanti, per il Governo, di Palazzo Chigi, del ministero dello Sviluppo economico e del ministero del Lavoro.

Dopo tre mesi di trattative serrate, iniziati con posizioni contrapposte e intransigenti, basate da una parte, per i sindacati, sulla motivazione che un’azienda che registra risultati finanziari in abbondante attivo non dovrebbe tagliare posti di lavoro, e dall’altra con la giustificazione che è in atto una procedura di riorganizzazione su scala mondiale del gruppo, le parti hanno ammorbidito le rispettive richieste fino a rendere possibile l’intesa. Grazie anche alla presenza e all’intervento del Governo, che ha dato vita a un vero e proprio pressing su StMicroelectronics perché l’azienda potesse farsi carico di una parte dei dipendenti in uscita da Micron.

I numeri sono essenzialmente quelli a cui si era giunti alla fine del pomeriggio e anticipati dal Corriere delle Comunicazioni, con StMicroelectronics che dato la disponibilità, dopo una serie di contrattazioni condotte negli ultimi giorni con la multinazionale statunitense, a riassorbire nei propri stabilimenti 170 dipendenti da Micron prima della scadenza dell’anno di cassa integrazione: 17 persone in Campania, tra Arzano e la controllata Incard di Marcianise, 41 a Catania e 82 a Vimercate, mentre per altre 30 posizioni l’azienda ha preso l’impegno riservandosi di specificare la sede in un secondo momento.

Quanto a Micron, che ha messo sul tavolo un piano di investimenti per mantenere la popria presenza in Italia, e che ammonta in tutto a 20 milioni di dollari in tre anni, la multinazionale ha dato la propria disponibilità al recupero di 85 posizioni: 10 tra Agrate e Vimercate, 43 a Catania, 6 ad Avezzano e 6 ad Arzano, più altre venti rispetto alle quali i dettagli saranno resi noti in seconda battuta.

Si arriva così tra i riassorbimenti in StM e i recuperi in Micron a tagliare gli iniziali 419 esuberi di 255 unità, alle quali vanno aggiunti i 14 dipendenti che avrebbero a oggi già formalizzato la propria uscita. Per chi nei prossimi due mesi decidesse volontariamente di lasciare il posto di lavoro, inoltre, Micron mette a disposizione un incentivo di 28 mensilità.

Quanto ai trasferimenti, in Italia e all’estero, Micron avrebbe dato la disponibilità allo spostamento di 102 lavoratori in tutto: 40 in Italia (nello specifico 10 ad Avezzano, 5 a Padova e 25 a Catania) e 62 all’estero.

Rispetto alle posizioni disponibili all’estero, Micron avrebbe precisato durante la trattativa che 90 dipendenti avrebbero aderito al Job posting, e di questi 20 avrebbero già ricevuto un’offerta. Come incentivo a chi deciderà di accettare la proposta di trasferimento l’azienda sarebbe disposta a mettere sul tavolo un contributo di 30mila euro una tantum.

Se tutte le caselle dovessero andare al loro posto secondo le proposte e le disponibilità avanzate dalle aziende, quindi, si arriverà complessivamente a 48 esuberi che andranno in cassa integrazione, e per i quali ci sarebbe circa un anno di tempo per trovare una soluzione. In questo percorso è previsto il coinvolgimento delle Regioni interessate, alle quali con tavoli di verifica bimestrali con i sindacati sarà chiesto di adoperarsi per creare le condizioni per il riassorbimento dei lavoratori in mobilità nelle aziende del settore sul territorio. Ora l’accordo verrà illuistrato e sottoposto a ll’approvazione dei lavoratori, per essere definitivamente ratificato al ministero del Lavoro nell’arco della prossima settimana.

“E’ un risultato importante, che giunge dopo la straordinaria mobilitazione dei lavoratori di Micron, l’appoggio prezioso dei lavoratori St, la solidarieta’ dell’opinione pubblica e il sostegno delle istituzioni”, afferma Nicola Alberta, coordinatore nazionale Fim-Cisl per Micron-StM

“E’ in gioco il futuro industriale del nostro Paese nel settore della microelettronica e dell’alta tecnologia – aggiunge Michele Zanocco, segretario nazionale Fim-Cisl – Il ruolo del Governo è stato determinante per favorire il confronto tra le parti e per ottenere il coinvolgimento e le garanzie da parte di St. Con l’intesa si conclude una vertenza difficile e si rilancia il forte impegno dei lavoratori e del sindacato per l’occupazione e le prospettive industriali del settore”.

“Abbiamo individuato una buona soluzione, ma saremo soddisfatti solo quando avremo individuato la soluzione occupazionale per tutti”, afferma Luca Maria Colonna, segretario nazionale Uilm e responsabile della trattativa, sottolineando che si prevedono soluzioni occupazionali certe per più di due terzi degli interessati, e che c’è almeno un anno di tempo per individuare con incentivi all’uscita, outplacement e progetti di ricerca finanziati dalla Ue tramite le Regioni le soluzioni per gli altri.

“L’accordo, che non sarebbe stato possibile senza la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori – afferma Roberta Turi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile per il settore Ict – non è la svolta che chiedevamo, non risolve tutti i problemi, ma è un punto di partenza da cui procedere per provare, durante il prossimo anno, a trovare una nuova collocazione a tutte le lavoratrici e i lavoratori in esubero che saranno coinvolti dalla cassa integrazione. L’auspicio è che il Governo, unitamente alle Regioni, continui a farsi parte attiva per favorire la ricollocazione di tutto il personale. Lunedì e martedì – conclude – si svolgerà il referendum tra le lavoratrici e i lavoratori della Micron che decideranno se approvare l’ipotesi di intesa”.