LA VERTENZA

Micron, ecco la lettera dei sindacati a Renzi

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil chiedono un incontro urgente. Richiesto al premier “un intervento per la salvaguardia dell’occupazione”. Il sindaco di Catania Enzo Bianco: “Al tavolo nazionale sieda anche St Microelectronics”. Domani manifestazione davanti alla sede della Regione Lombardia

24 Mar 2014

Antonello Salerno

La lettera è indirizzata “alla cortese attenzione del presidente Matteo Renzi”, e porta la data di oggi. A firmarla i segretari generali e i coordinatori nazionali di Fiom Cgil, Maurizio Landini e Roberta Turi, di Fim-Cisl, Giuseppe Farina e Nicola Alberta, e di Uilm Uil, Rocco Palombella e Luca Colonna. Dopo l’ultima riunione al ministero dello sviluppo Economico, dalla quale i sindacati sono usciti preoccupati dall’atteggiamento dei vertici di Micron, che hanno annunciato 419 licenziamenti in Italia, i rappresentanti dei lavoratori hanno deciso di coinvolgere nella vertenza direttamente Palazzo Chigi, nella speranza che il Governo e il presidente del Consiglio possa intervenire non tanto e non soltanto su Micron, ma anche sulle altre aziende del settore, per tentare di salvaguardare i livelli occupazionali, mentre alla fine della settimana scorsa era arrivato il sostegno del sindacato internazionale IndustriALL. Proprio oggi, tra l’altro, si è riunito a Catania per la seconda volta tavolo territoriale sulla vertenza, che coinvolge il sindaco entno Enzo Bianco e l’assessore regionale alle attività produttive, Linda Vancheri, che si sono espressi a favore dello spostamento del tavolo a Palazzo Chigi: “Al tavolo di trattativa nazionale – chiede il primo cittadino di Catania – sieda anche la St, assieme alla Micron, oltre che la Regione, e in quella sede si valuteranno anche le manifestazioni di interesse giunte da altre aziende”. “Stiamo lavorando – ha aggiunto l’assessore Vancheri – a una strategia che, in vista dei fondi europei, rilanci la microelettronica com’è nelle esplicite intenzioni dell’Unione Europea, favorendo anche la nascita di nuove realtà”

Nella lettera indirizzata a Palazzo Chigi, intanto, i sindacati “richiedono un incontro urgente per affrontare la grave situazione determinatasi alla Micron e in tutto il settore della microelettronica, a seguito della procedura di licenziamento collettivo aperta dalla multinazionale americana per 419 tecnici e ricercatori sui 1.028 dipendenti”.

“La scelta dell’azienda – scrivono Fiom, Fim e Uil – sembra preludere a un disimpegno industriale e mette a rischio alte competenze e professionalità consolidate e la presenza stessa del nostro Paese in un settore ad alta tecnologia, strategico per lo sviluppo di tutta l’industria manifatturiera”.

“Il settore della microelettronica – continuano – è oggi presente con pochi importanti gruppi, tra cui la St Microelectronics, che vede una partecipazione di controllo paritetica del ministero del Tesoro italiano e del Fondo strategico d’investimento francese”.

“Riteniamo necessario un intervento urgente – concludono i sindacati rivolgendosi al premier – per assicurare la salvaguardia dell’occupazione e impedire la dispersione di competenze e di know-how, anche attraverso l’azione diretta di St Microelectronics e delle altre aziende del settore. Occorre indirizzare positivamente le strategie di sviluppo del ramo industriale a più alto valore tecnologico del nostro Paese in linea con i programmi europei per il rilancio dell’industria manifatturiera”.

Domani intanto, insieme alle 8 ore di sciopero, dalle 10 alle 13 i sindacati hanno convocato un presidio dei lavoratori Micron davanti al Consiglio regionale lombardo, “per chiedere un intervento immediato della Regione Lombardia e del presidente Maroni in merito alla vertenza”. “La Regione Lombardia, sulla scia dell’attivismo e interesse alla vertenza manifestati dalla Regione Sicilia – si legge in una nota – può e deve intervenire con i mezzi a sua disposizione per salvaguardare un settore ad alto valore aggiunto, alta professionalità, il quale genera una ricchezza diffusa nell’intero distretto lombardo della High Tech”.