Microsoft, slitta al 2014 la scelta del nuovo Ceo - CorCom

CACCIATORI DI TESTE

Microsoft, slitta al 2014 la scelta del nuovo Ceo

Lo afferma sul blog aziendale John W. Thompson che coordina la ricerca: “Siamo soddisfatti dei nostri progressi, e ci muoviamo nella giusta direzione”. La prima lista dei manager con le carte in regola per guidare il colosso di Redmond sarebbe stata di più di cento nomi

19 Dic 2013

Antonello Salerno

Ci sarà ancora da aspettare qualche settimana prima dell’annuncio del nuovo Ceo di Microsoft. A prendere tempo è stato nelle ultime ore John W. Thompson (nella foto), il membro del board di Microsoft che sta coordinando la ricerca, che in un post sul blog aziendale ha affermato che il Consiglio d’amministrazione non si aspetta che l’indicazione del nome arrivi prima del nuovo anno.

Il Ceo uscente, Steve Ballmer, alla guida del colosso di Redmond dal 2000, aveva annunciato in agosto la propria volontà di lasciare l’incarico entro un anno. E le voci che si rincorrono tra gli addetti ai lavori accreditano l’ipotesi che nel consiglio d’amministrazione in molti avrebbero preferito poter nominare il suo successore antro il 2013. Ma la durata della ricerca non sarebbe più lunga del previsto, dal momento che di solito queste operazioni coinvolgono agenzie specializzate di cacciatori di teste e la loro durata approssimativa varia tra i tre e i sei mesi.

“Sono soddisfatto dei nostri progressi – ha scritto Tompson martedì sul blog – stiamo procedendo nella giusta direzione, e penso che completeremo il nostro lavoro nella prima parte del 2014”. Nel suo post Thompson ha spiegato che la ricerca del nuovo Ceo era partita con l’identificazione di più di cento potenziali candidati, per poi focalizzarsi su gruppi più ristretti e ricerche più focalizzate.

Tra le candidature prese in considerazione anche quella di Alan Mulally, Ceo di Ford, e di dirigenti interni a Microsoft come Satya Nadella.

Secondo l’analisi del Wall Street Journal online, se la ricerca dovesse ancora prolungarsi a lungo, questo potrebbe creare difficoltà per Microsoft, che si trova in un momento di transizione cruciale. La prospettiva è di diventare un grande produttore di cellulari grazie all’accordo con il ramo mobile di Nokia, per cercare di colmare il distacco da Apple, Samsung e Google.