LA TRIMESTRALE

Microsoft oltre le stime, vola il cloud di Azure

Ricavi a 36,9 miliardi, utile netto a 11,6 miliardi e tutti i segmenti di business in crescita: il colosso di Redmond mette a segno un secondo trimestre fiscale largamente positivo. Ma le sfide non mancano, dalle incertezze in Cina alla disputa con Amazon sull’appalto del Pentagono

30 Gen 2020

Patrizia Licata

giornalista

Si apre nel migliore dei modi il 2020 di Microsoft: i risultati del suo secondo trimestre fiscale comunicati ieri sera superano ogni aspettativa di mercato e hanno fatto balzare il titolo del 4% nell’extended trading. Nei tre mesi chiusi il 31 dicembre 2019 il colosso informatico americano ha riportato ricavi per 36,9 miliardi di dollari (+14% anno su anno); gli analisti sentiti da Refinitiv si attendevano 35,68 miliardi. L’utile operativo è di 13,9 miliardi (+35% anno su anno), l’utile netto ammonta a 11,6 miliardi (+38% Gaap e +36% non Gaap), e l’Eps è pari a 1,51 dollari (+40% Gaap, +37% non Gaap), contro 1,32 dollari attesi dagli analisti.

Il traino di Azure

È la forza commerciale di Microsoft a spingere i risultati del secondo trimestre, ha scritto l’azienda in una nota ufficiale. Questa forza si basa sulla crescita dirompente di Azure, il prodotto cloud di Microsoft: nel secondo trimestre i ricavi sono aumentati del 62%, con un calo rispetto al secondo trimestre dell’anno fiscale precedente (+76%), ma superando le attese degli analisti di Goldman Sachs, che prevedevano per Azure una crescita del 58%. Microsoft non svela l’ammontare dei ricavi di Azure, ma il segmento Intelligent Cloud, che include Azure più altri prodotti (GitHub, SQL Server, Windows Server e servizi enterprise) ha totalizzato 11,87 miliardi di dollari di revenue, con un incremento del 27% anno su anno e superando le attese degli analisti (11,40 miliardi).

“La forza di Azure permette a Microsoft di crescere molto più velocemente del mercato di riferimento”, affermano gli analisti di Goldman Sachs. “Gli investimenti in Azure continuano a crescere significativamente e il personale di vendita di Microsoft è molto efficiente nello spingere l’adozione e l’utilizzo di Azure”.

In crescita tutte le aree di business

Il business principale di Microsoft, More Personal Computing, che include Windows, Surface, Xbox e Bing, ha totalizzato ricavi per 13,21 miliardi (+1,6%), anche qui superando le stime di FactSet (12,85 miliardi). Le entrate dall’hardware Xbox sono scese del 43% per il calo dei prezzi e dei volumi; a fine anno dovrebbe uscire la nuova generazione Xbox Series X per rilanciare le vendite.

Il segmento Productivity and Business Processes (include Office, LinkedIn e Dynamics) ha totalizzato 11,83 miliardi di dollari di ricavi, un incremento del 17% (e sopra la stima degli analisti di FactSet di 11,42 miliardi).

La categoria OEM Pro (rappresenta le entrate dalle licenze Windows sui Pc commerciali) è cresciuta del 26%, contro il +19% del trimestre precedente: è il tasso di crescita più alto dal 2014 ed è trainato dalla migrazione degli utenti business verso Windows 10. Le entrate OEM non-Pro (licenze Windows per Pc non commerciali) sono cresciute del 4%, il tasso più alto dal 2016.

Rischio coronavirus in Cina

Riguardo alla guidance per il terzo trimestre fiscale Amy Hood, Cfo di Microsoft, ha detto agli analisti che l’azienda si aspetta ricavi compresi tra 34,1 e 34,9 miliardi di dollari. La metà del range, 34,5 miliardi, rappresenterebbe una crescita annualizzata del 13% e supererebbe di nuovo il consenso degli analisti sentiti da Refinitiv (34,14 miliardi). Nel segmento More Personal Computing la guidance è più incerta (con revenue tra 10,75 e 11,15 miliardi) a causa di “incertezze legate all’emergenza sanitaria in Cina”.

La Cfo ha anche detto che per l’intero anno fiscale 2020, che termina il 30 giugno, Microsoft aumenterà il suo margine operativo del 2% raggiungendo quindi un margine di circa il 36%.

Regulation e contenzioso su Jedi pesano sull’outlook

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Nella sua nota sulla trimestrale Microsoft ha elencato numerosi fattori di incertezza o di rischio che potrebbero influire sui risultati dei prossimi mesi. Tra questi l’azienda di Redmond cita l’intensa concorrenza di mercato, i forti investimenti in prodotti e servizi che potrebbero non rendere come previsto, cyberattacchi che potrebbero impattare le entrate o comportare costi extra, gli sviluppi della Internet of things che pongono rischi di privacy e sicurezza, possibili cause col governo o attività regolatoria del governo su questioni antitrust, la regulation sull’utilizzo dei dati personali, incertezze legati ai contratti con clienti governativi, le incertezze macroeconomiche o le tensioni geopolitiche e anche la dipendenza di Microsoft dalla sua capacità di attrarre e trattenere talenti.

Microsoft non ha menzionato direttamente il contratto Jedi per il cloud del Pentagono, ma è chiaro che i fattori di rischio includono proprio il controverso appalto da 10 miliardi di dollari assegnato dal dipartimento della Difesa Usa a Microsoft e non alla concorrente Amazon Web Services. Amazon ha fatto ricorso per bloccare l’inizio del progetto di migrazione su Azure contestando irregolarità e pregiudizi nell’assegnazione del contratto. “Potremmo essere soggetti a audit e indagini del governo riguardo ad alcuni contratti e potremmo essere sospesi o esclusi come contractor del governo; potremmo anche incorrere in multe e sanzioni; in alcune circostanze alcuni contratti potrebbero essere rescissi”, ha indicato Microsoft.

L’annuncio di AI for Health

Separatamente, Microsoft ha annunciato AI for Health, un nuovo programma di cinque anni, parte dell’iniziativa più ampia AI for Good, che farà leva sull’intelligenza artificiale per aiutare ricercatori e organizzazioni ad affrontare le sfide più difficili in ambito medico e sanitario. L’investimento previsto è di 40 milioni di dollari.

La medicina e in generale il settore sanitario sono quelli che più di altri, in questo momento, possono beneficiare dell’AI, sottolinea Microsoft in una nota. Tuttavia, le risorse necessarie per dotare i ricercatori degli strumenti più adeguati per implementare AI e Data science non sono distribuiti equamente. Meno del 5% dei professionisti AI, infatti, lavora nel settore medicale o nelle organizzazioni no-profit. È quindi cruciale fornire ai ricercatori gli strumenti necessari per migliorare il loro lavoro e aiutarli a raggiungere risultati importanti nella ricerca medico-scientifica.

Grazie ad AI for Health, Microsoft lavorerà per garantire che le organizzazioni no-profit, le università e gli istituti di ricerca abbiano accesso alle tecnologie più avanzate, a risorse ed esperti affinché possano implementare l’AI e accelerare così la ricerca, agevolando il raggiungimento di risultati e migliorando l’accesso alle cure.

AI for Health si focalizzerà su tre aree chiave: Ricerca (per accelerare la ricerca medica per migliorare tutte le attività legate alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie); Dati sanitari globali (per incrementare la conoscenza e comprensione condivisa della mortalità e della longevità per proteggerci dalle crisi sanitarie globali); e Salute equa (per ridurre le disuguaglianze in campo medico e sanitario e migliorare l’accesso alle cure tra le popolazioni svantaggiate).

Le prime organizzazioni a entrare nel programma AI for Health sono BRAC, Fred Hutchinson Cancer Research Center, Intelligent Retinal Imaging Systems (IRIS), Novartis Foundation, PATH e il Seattle Children’s Research Institute.

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