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Mondadori, da cda ok a fusione con Banzai Media: sprint sul digitale

Il gruppo editoriale punta alla leadership sull’online. L’operazione da 45 milioni è attesa entro il 15 gennaio 2017. Ai fini fiscali avrà decorrenza dal 1° gennaio 2017

29 Set 2016

Federica Meta

Mondadori dà il via libera alla fusione per incorporazione della controllata Banzai Media in Arnoldo Mondadori Editore. Il cda oggi approvato il progetto: Anche il board di Banzai Media ha dato l’ok. “L’operazione – si legge in una nota – è volta a realizzare la piena integrazione delle attività di Banzai Media, i cui brand manterranno autonomo e distinto il proprio valore – con le digital properties dell’area Periodici Italia”.

“Sarà quindi possibile creare – si legge ancora – una gamma di offerta unificata, in grado di proporsi da leader sia verso gli investitori pubblicitari sia verso gli utenti con un miglioramento del time to market, mettendo a fattor comune tutti gli asset e know how reciproci e usufruendo di processi gestionali più rapidi ed efficaci”. Il progetto di fusione è stato depositato in data odierna presso il Registro delle Imprese di Milano. La fusione è attesa entro il 15 gennaio 2017; ai fini contabili e fiscali avrà decorrenza dal primo gennaio 2017.

L’accordo per l’acquisizione dei siti media di Banzai era stato raggiunto lo scorso maggio per un enterprise value di 45 milioni di euro, suddiviso in un fisso di 41 mln ed un ‘earn-out’ di 4 milioni.

Nelle mani di Mondadori finiranno tra gli altri i siti Pianeta Donna e Giallo Zafferano, che porteranno al gruppo di Segrate altri 17,1 milioni di utenti unici, che si aggiungeranno 8,9 milioni già attivi. Dall’accordo è escluso il settore news, e quindi la partecipazione nel quotidiano online “IlPost” e in “Giornalettismo” detenuta da Banzai.

L’earn-out previsto a favore di Banzai sarà corrisposto “all’eventuale conseguimento di predeterminati risultati relativi al triennio 2016-2018″, si legge in una nota di Mondadori, che aggiunge come “l’accordo prevede inoltre per Banzai la disponibilità di spazi pubblicitari, su un orizzonte temporale di tre anni, con un beneficio stimato di circa 7 milioni”.

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