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MOBILE

Motorola Mobility, ancora tagli in vista

Google prevede un aumento dei costi per i licenziamenti. Confermata l’estensione della ristrutturazione “fuori dagli Usa”

05 Ott 2012

Luciana Maci

Google conferma l’azione di ristrutturazione avviata nei confronti di Motorola Mobility, acquistata a maggio scorso. Presentando ieri la documentazione alla Sec (Securities and Exchange Commission, in pratica la Consob statunitense), il colosso di Mountain View ha annunciato di aver aumentato le stime relative ai costi dei tagli dei posti di lavoro, avvertito che ci saranno spese addizionali “significative” per ulteriori ristrutturazioni (in pratica questo si dovrebbe tradurre in un numero maggiore di licenziamenti) e specificato che le operazioni “si estenderanno fuori dagli Usa”. Quest’ultima notizia non è inedita perché, come già preannunciato dal Corriere delle Comunicazioni il 5 settembre scorso, Motorola Mobility è in procinto di abbandonare l’Europa. Inoltre già dall’agosto scorso alcuni media internazionali avevano riferito del probabile addio ai mercati asiatici dell’azienda produttrice di telefonia.

Le spese relative ai licenziamenti, ha dichiarato Google, saranno il 9% più del previsto, fino ad arrivare a 300 milioni di dollari e potrebbero aumentare di altri 40 milioni di dollari nell’ultimo quarto del 2012.

Tra gli obiettivi dichiarati della società fondata da Larry Page e Sergey Brin c’è l’eliminazione di buona parte, se non della totalità, del ramo legato alla fabbricazione di telefoni cellulari, focalizzando la sua attenzione solo sugli smartphone.

La stessa Google, ad agosto, aveva annunciato tagli del 20% al personale di Motorola Mobility. A settembre Motorola Mobility aveva dato l’annuncio di 4.000 esuberi nel mondo, dislocati nelle diverse sedi locali della società, confermando la notizia pubblicata pochi giorni prima dal Corriere delle Comunicazioni sull’ imminente chiusura delle sedi in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia e del forte ridimensionamento della presenza in Francia, Gran Bretagna e Germania.

La strategia di Google conferma le tesi di molti osservatori secondo cui il “re” dei motori di ricerca, acquistando Motorola Mobility, voleva soltanto di entrare in possesso del portafoglio brevetti particolarmente ricco di Motorola e del suo know-how, disinteressandosi completamente al brand.

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