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Mozilla, Chris Beard ceo ad interim dopo l’addio di Eich

Il Cmo scelto per guidare la fase di transizione seguita all’uscita di scena del predecessore per polemiche sui diritti dei gay. Intanto si lavora alla nomina di un ceo permanente

15 Apr 2014

L.M.

È Chris Beard il nuovo ceo ad interim di Mozilla, nonché nuovo membro del board dei direttori: una nomina che avviene in un momento particolarmente delicato per l’associazione no profit, da cui di recente si è dimesso l’ex ceo Brendan Eich dopo lo scoppio di una polemica sui diritti dei gay.

Da diversi anni manager di Mozilla, Beard è stato nominato di recente Cmo (Chief marketing officer) dell’azienda. In precedenza aveva lavorato come capo del team Prodotto, marketing e innovazione. In quel periodo si era occupato, tra le altre cose, del lancio di Firefox per Android e del Firefox OS mobile operating system. Ha anche gestito il lancio di Firefox 1.0 nel 2004.

“In questa fase di transizione non c’è una persona migliore per guidarci” ha scritto in un post la presidente di Mozilla, Mitchell Baker. “Chris è tra coloro che ha una visione più lucida della missione di Mozilla e di come convertirla in programmi, attività e prodotti”. Baker ha aggiunto che “è un forte candidato per la posizione di ceo”.

Nel frattempo, infatti, l’associazione no profit continuerà a lavorare sulla nomina di un ceo permanente, così come di nuovi membri del board.

La nomina di Beard fa seguito alle dimissioni dell’ex ceo Eich, costretto ad uscire di scena appena una settimana dopo aver assunto l’incarico per una feroce campagna online scatenatasi contro di lui dopo la notizia che aveva fatto una donazione a un movimento contro i matrimoni gay.

La donazione risaliva al 2008, quando in California, lo Stato in cui Mozilla ha il quartier generale, si era tenuto un referendum per decidere se approvare o bandire i matrimoni tra individui dello stesso sesso.

Quando la notizia della donazione è stata diffusa, Eich si è difeso affermando che le sue convinzioni personali non dovrebbero influire sul ruolo in azienda e non dovrebbero essere motivo per escluderlo dalla guida di Mozilla.

Mozilla ha commentato che è stato arduo conciliare i due ideali della libertà di espressione e di uguaglianza, ma alla fine ha prevalso il punto di vista dei dipendenti che evidentemente non erano d’accordo con l’operato di Eich.

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