Nielsen, streaming ossigeno per l'industria musicale - CorCom

LO STUDIO

Nielsen, streaming ossigeno per l’industria musicale

Il consumo di brani online cresciuto nel 2014 del 54% negli Usa. Le vendite di cd contratte dell’11%. Boom per i vinili (+52%), ma è una mini-rivalsa

05 Gen 2015

Francesco Magnelli

Se le vendite di musica “fisica”, i classici cd, sono scese pesantemente nel 2014, lo streaming on demand e le vendite di vinili sono salite alle stelle. Stando ai dati appena pubblicati da Nielsen Music riferiti agli Stati Uniti, a crescere sono soprattutto l’audio on-demand e lo streaming video di servizi come Spotify e Deezer (+54% rispetto al 2013), fino a 164 miliardi nel 2014. Le vendite di album in vinile sono aumentate del 52% , da 6.1 milioni nel 2013 a 9.2 milioni nel 2014. Un aumento rilevante ma che incide poco sul volume d’affari complessivo del settore. Le vendite degli album sono invece calate complessivamente dell’11%, da 289.4 milioni nel 2013 a 257 milioni lo scorso anno

Ma secondo l’analisi di Billboard i “dati secchi” sulle vendite non forniscono una spiegazione soddisfacente, e non bastano a fotografare cosa sta avvenendo nel mercato della musica. La crescita registrata nell’online, infatti, equivale nel 2014 a 57,5 miliardi di brani, ed è equivalente a un incremento sulle vendite di album di circa 56,1 milioni di unità, andando cioè oltre il calo di vendite dei supporti fisici, che è stato di 47,9 milioni di unità. Questo perché, secondo Billboard, le rilevazioni di Nielsen non comprendono i servizi digitali non interattivi come Pandora e Sirius Xm: soltanto Pandora, infatti, avrebbe versato royalties ai detentori dei diritti sulla musica che equivalgono alla vendita di circa 16,3 milioni di album. In totale, quindi, secondo Billboard, le entrate dello streaming potrebbero aver aiutato l’industria musicale statunitense a rimanere a galla, con un risultato finale che potrebbe essere molto meno traumatico di quanto sembri considerando soltanto i dati delle vendite.

Interessante in ogni caso notare come Taylor Swift, che non ha permesso che il suo album “1989” fosse messo in streaming, l’ha visto diventare il titolo con più vendite dell’anno, e le sue 3.661 milioni di copie vendute hanno sorpassato la colonna sonora del film DisneyFrozen”, che ha venduto 3.527 milioni di copie nel 2014.

Secondo le rilevazioni di Nielsen music, inoltre, il numero di vendite di vinili è il più alto dal 1991, quando SoundScan ha iniziato il monitoraggio delle vendite, ma rappresenta solo il 6% delle vendite degli album fisici ed il 3.5% delle vendite totali degli album, inclusi quelli digitali.

Se si dovesse usare lo stesso metodo usato da Billboard per compilare la classifica di “The Blillboard 200 album chart”- in cui 1.500 stream sono l’equivalente di un singolo album venduto, spiegano da Nielsen, le 164 miliardi di stream on-demand sarebbero l’equivalenti di altre 109 milioni di album venduti.

E se lo streaming potrebbe presto diventare il modo preferito di ascoltare la musica, ci sono ancora buone ragioni perché gli appassionati acquistino il prodotto fisico: Jack White, il cui Lazzaretto è stato il vinile più venduto dell’anno, includeva tracce nascoste se ascoltato a velocità diverse, mentre Taylor Swift includeva un pacchetto di foto Polaroid vendute insieme al CD di 1989.