IL COMMENTO

Nokia 3310, Valsecchi (Polimi): “Operazione nostalgia a rischio flop”

Il direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy sul ritorno più atteso dai consumatori hi-tech: “Non è un prodotto da mass market, poche probabilità di successo. Gli utenti difficilmente rinunceranno a touch, app e social”

27 Feb 2017

Andrea Frollà

“È come riproporre sul mercato la Fiat 500 con caratteristiche tecniche e di design molto simili alla vettura originaria, senza invece adattarsi ai nuovi standard di mercato. Penso che il Nokia 3310 farà parlare di sé più sulla stampa che tra i consumatori”. Secondo Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano, il nuovo modello firmato Nokia e distribuito da Hmd global è a rischio flop. L’annuncio del ritorno di uno dei telefoni più amati degli anni Duemila ha scatenato l’entusiasmo dei nostalgici degli sms e di Snake, ma secondo l’esperta questo risveglio vintage potrebbe non bastare per fare del 3310 un nuovo successo.

“È un’operazione nostalgia che però ha ben poche probabilità di successo – commenta Valsecchi -. Potrebbe catturare una nicchia di persone che continuano a preferire il cellulare per chiamare e mandare sms, invece che per navigare in Internet, usare i social, le chat e le applicazioni. Ma si tratta di una nicchia”.

La nuova versione del 3310 presenta un display da 2,4 pollici, da utilizzare assieme alla classica tastiera fisica, una fotocamera da 2 megapixel, la radio FM, il lettore MP3 e una memoria interna da 16 megabyte espandibile tramite scheda SD fino a 32 GB. Punto di forza la batteria, che garantirà fino ad 1 mese di autonomia in stand-by.

Chi utilizzava negli anni 2000 il Nokia 3310 e oggi ha in mano uno smartphone, sottolinea Valsecchi, “ha la chiara percezione del salto abissale che il mercato della telefonia mobile ha fatto negli ultimi 10 anni e non ha certo intenzione di rinunciare alla user experience attuale, nonostante rimpianga la durata delle batterie dei vecchi telefonini”.

Il direttore dell’Osservatorio Polimi avanza diverse perplessità anche sull’assenza di uno schermo touch “che ormai è diventato uno standard de facto e che ha consentito di avvicinare ad Internet anche utenti che non si erano mai collegati attraverso un Pc e usando un mouse”. Nemmeno il prezzo convince l’esperta: “se i rumor che parlano di 59 euro fossero veri, staremmo parlando di una cifra quasi paragonabile a quella degli smartphone di fascia più bassa”. Possibile che a quel prezzo si scelga di optare per uno smartphone che sia davvero smart.