STRATEGIE

Non solo smartphone, Huawei punta al mercato chip

Presentata la nuova serie di chip Ascend AI, destinati ai macro-segmenti dei data center e della Intenet of Things, oggi presidiati da Qualcomm, Nvidia, Intel, Samsung. Investimenti nella ricerca, sviluppo di talenti, promozione di un ecosistema globale aperto e un portafoglio prodotti per tutti gli scenari: questi i pilastri con cui il vendor cinese sosterrà la sua avanzata

Pubblicato il 10 Ott 2018

Patrizia Licata

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Huawei svela la sua strategia sull’intelligenza artificiale e, mentre prosegue la sua ascesa come fornitore di attrezzature di rete e di dispositivi consumer, si prepara a fare concorrenza anche ai big dei chip come Qualcomm, Nvidia, Intel e Samsung. I pilastri della strategia sull’AI sono stati illustrati nel corso del terzo “Huawei Connect”, evento dell’industria Ict globale in corso a Shanghai e incentrato sul tema “Activate intelligence”.

Nel corso dell’evento il chairman a rotazione di Huawei, Eric Xu, ha annunciato il nuovo portafoglio Huawei di soluzioni AI, un’offerta definita “full-stack, all-scenario”. Full stack si riferisce alla copertura di ogni funzionalità con i chip Huawei, con un’offerta che va dai chip al training alle applicazioni. Per “all scenarios” Huawei intende i diversi scenari di applicazione dell’intelligenza artificiale: cloud pubblico e privato, tutte le forme di edge computing, dispositivi IoT per l’industria, device per i consumatori.

Il chairman Xu ha presentato in particolare i nuovi chip Ascend AI,  “la prima serie di chip AI progettata per rispondere a una grande varietà di scenari.” Il portafoglio include nuovi prodotti e servizi cloud che sfruttano le capacità dei chip Ascend.

Il nuovo Ascend 910 si rivolge ai data center e promette superiori velocità e capacità di apprendimento per le reti. Il vendor cinese già offre servizi cloud ma vendendo l’hardware insieme al software e ai servizi intende crescere ulteriormente tra i clienti business. La divisione entreprise rappresenta nel 2017 il 9% del fatturato Huawei, secondo quanto riportato da Cnbc, ed è cresciuta del 35% anno su anno; l’Ascend 910 dovrebbe sostenere questa crescita. L’Ascend 310 è destinato invece ai dispositivi connessi come smartphone, smartwatch e tutti i device della Internet of Things.

Con questa offerta AI Huawei mira a offrire “intelligenza pervasiva” per stimolare lo sviluppo dell’industria e costruire un mondo pienamente connesso e intelligente, si legge in una nota.

Costruire un portafoglio completo è solo uno dei pilastri della strategia AI di Huawei che includono il rafforzamento dei prodotti esistenti, il potenziamento dell’efficienza dei prodotti di AI di Huawei, gli investimenti nella ricerca e sviluppo in settori chiave come machine learning, computer vision, elaborazione del linguaggio naturale, e la promozione di un ecosistema aperto e lo sviluppo di talenti.

Huawei prevede che entro il 2025 nel mondo si conteranno oltre 40 miliardi di dispositivi personali intelligenti, con il 90% degli utenti che userà un assistente digitale. I servizi basati sull’intelligenza artificiale saranno disponibii  in modo semplice, “diffusi come l’aria che respiriamo”, e l’AI sarà una tecnologia che permea ogni aspetto della vita quotidiana e trasforma ogni industria e settore produttivo.

“La strategia di Huawei per l’intelligenza artificiale è investire nella ricerca di base e nello sviluppo di talenti, costruire un portafoglio completo per tutti gli scenari e promuovere un ecosistema globale aperto”, ha dichiarato Eric Xu nel suo keynote. “Huawei continuerà a studiare modi per migliorare la gestione e l’efficienza tramite l’AI”, ha proseguito Xu citando SoftCOM AI per i clienti telecom, la piattaforma HiAI per i dispositivi consumer, i servizi Huawei EI public cloud e FusionMind private cloud per fornire soluzioni efficaci e a costi accessibili per imprese e PA.

A settembre Huawei ha sorpassato Apple divenendo il secondo maggior produttore mondiale di smartphone dopo Samsung per volumi distribuiti: secondo le stime di Idc, Huawei ha prodotto 54 milioni di cellulari nel secondo trimestre dell’anno, mentre Apple si è fermata a 41 milioni di device e Samsung ne ha prodotti 71,5 milioni. Il gruppo cinese sta vivendo una crescita esponenziale, con un incremento delle vendite anno su anno del 41% nel secondo trimestre 2018, in parte alimentata dal flagship smartphone P20 Pro.

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