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Strapotere delle big tech, l’allarme di Visco: “L’antidoto è un’Europa più coesa”

Il governatore di Bankitalia: “Possibili conseguenze per la distribuzione della ricchezza e per l’occupazione”. E avverte: “L’appartenenza all’Ue è la chiave per rimanere su un sentiero sostenibile di crescita”

27 Mar 2019

D. A.

“La rivoluzione digitale offre grandi opportunità di sviluppo, ma non vanno trascurati i rischi di natura distributiva e gli effetti che potrebbero aversi sulla natura, la qualità e la stessa disponibilità, nel breve-medio periodo, di lavoro”. Lo ha detto oggi il governatore di Bankitalia Ignazio Visco durante l’intervento di apertura della 12esima Conferenza tra ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) e Banca d’Italia: “Sta inoltre emergendo una concentrazione di potere nelle mani di poche imprese globali alla frontiera dell’innovazione tecnologica, le cosiddette Big Tech, una questione che non può non essere oggetto di attenzione, anche a livello politico. Queste trasformazioni, se non governate, potrebbero mettere a repentaglio l’equilibrio nella distribuzione di reddito e ricchezza e la stessa coesione sociale”.

Secondo Visco, che comunque non ha fatto riferimento diretto ai lavori in corso per l’istituzione di regole internazionali per la web tax, nessun paese può sperare, da solo, di governare sfide come quella posta dalla rivoluzione digitale. “L’unica strada per affrontarle e ottenere benefici per tutte le parti coinvolte è quella della cooperazione internazionale, del confronto e del compromesso. I Paesi europei dovrebbero esserne ben consapevoli”, ha affermato il governatore. “L’appartenenza all’Ue è la chiave per rimanere su un sentiero stabile di crescita. Il vero completamento della costruzione europea sarà raggiunto solo con lo sviluppo di istituzioni democraticamente designate, incaricate di esercitare la sovranità comune. In un contesto di integrazione globale dei mercati e di cambiamenti geopolitici, mettere in comune una parte della propria sovranità è l’unico modo per preservarla”, ha continuato Visco. “L’Europa deve rimanere un’ancora di stabilità in un mondo sempre più instabile e politicamente imprevedibile”. Il governatore ha ricordato a tal proposito come il processo di integrazione europea abbia “accompagnato la crescita economica, aprendo un mercato più ampio alle imprese, rendendo disponibili maggiori fondi a sostegno delle aree svantaggiate, facilitando la cooperazione in campi strategici, garantendo un quadro di stabilità monetaria”.

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