MOBILE WORLD CONGRESS 2015

Oettinger: “Col 5G l’Europa potrà reinventare l’industria telco”

Da Barcellona il commissario Ue parla del percorso verso la quinta generazione mobile che innescherà “la trasformazione industriale digitale” riportando l’Europa alla leadership tecnologica ed economica. Le sfide da vincere: coordinamento nello spettro, net neutrality, standardizzazione, alleanze tra settori verticali

03 Mar 2015

Patrizia Licata

E’ tutto incentrato sulla “strada che porta al 5G” l’intervento di stamattina del commissario europeo Gunther Oettinger al Mobile World Congress di Barcellona. Col 5G, l’Europa ha la grande opportunità di “reinventare l’intero panorama della sua industria telecom, anzi di guidare la trasformazione industriale digitale del nostro continente”. Ma esssendo il 5G più complesso delle tecnologie precedenti, richiederà partnership che vanno oltre il settore telecom, per abbracciare numerose altre industrie. “Mi aspetto che tutta l’industria dell’Ue adotti un ambizioso piano di sviluppo e implementazione del 5G. E la Commissione europea sta fornendo un unanime supporto al roll-out di queste nuove promettenti tecnologie, sia nel nostro mercato unico che a livello globale”.

“La digital economy è ormai l’economia tout cour”, ha affermato Oettinger. “E così il futuro dell’infrastruttura di rete, il 5G, diventerà l’infrastruttura per antonomasia: tutti e tutto useranno il 5G, ovunque, sempre, in mobilità, per essere connessi nel modo migliore e con capacità praticamente illimitata. E oggi possiamo celebrare il ritorno dell’Europa all’avanguardia dell’evoluzione tecnologica con l’avvento del 5G“.

Mentre la digitalizzazione dell’economia e della società aumentano con la Internet of Things e tutti i settori industriali sono chiamati ad adattarsi alla nuova realtà, occorre che si affermi una “nuova generazione di reti per le comunicazioni”, ha sottolineato ancora Oettinger. “Il 5G sarà l’infrastruttura per la connettività che favorirà questa trasformazione dell’industria e della società”. Non si tratta di un semplice potenziamento di qualcosa che già esiste (più capacità, più contentuti, più velocità), ma di una “infrastruttura di rete che è facile e pervasiva come l’aria che respiriamo, che può essere sfruttata per ogni genere di utilizzi, diversi e personalizzati”, ha indicato Oettinger. “In poche parole, l’infrastruttura 5G si prepara a diventare il sistema nervoso della Digital Society e della Digital Economy”.

Altro aspetto fondamentale del 5G è l’innovazione: “Il 5G dovrebbe diventare una piattaforma per l’innovazione”, ha detto Oettinger. “E con la softwerization e la virtualizzazione della rete, le piattaforme di rete aperte abbasseranno le barriere all’ingresso sul mercato per gli sviluppatori di servizii”.

Ancora: “Il 5G rappresenta un’opportunità per il settore telecom per reinventarsi. Col 5G, gli operatori telecom dovrebbero essere in grado di fornire servizi di rete specializzati a una serie di nuovi partner industriali, dall’automotive alla sanità all’energia”. Ecco perché, ha proseguito Oettinger, c’è bisogno di regole “giuste” sulla net neutrality, tali da garantire l’open Internet da un lato ma anche di permettere che si sviluppino i servizi specializzati.

L’industria dell’Ue ha un ruolo primario da svolgere nel contesto del 5G globale, secondo Oettinger. “Ha una forte influenza sulla competitività e innovazione di diversi settori industriali e, a parte le ricadute economiche, il 5G riguarda anche la sicurezza e il predominio tecnologico dell’Europa”. Per questi motivi l’Ue ha lanciato già a fine 2013 la 5G Public Private Partnership, che ha a disposizione 700 milioni di euro di fondi pubblici, più almeno 3,5 miliardi di fondi privati dell’industria Ue.

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Non a caso ad affiancare Oettinger nella sua esposizione della vision europea del futuro delle telecomunicazioni mobili c’erano anche i rappresentanti della 5G Public-Private Partnership, un’iniziativa della Commissione europea in alleanza con aziende come Alcatel-Lucent, Ericsson, Nokia, Orange, Thales Alenia Space. L’obiettivo è portare l’Europa nella nuova era del mobile, in cui nuove tecnologie e infrastrutture permetteranno di far fronte alla crescita massiccia nell’utilizzo delle comunicazioni mobili da parte delle persone ma anche delle macchine e delle cose. “Il 5G sta diventando un’iniziativa globale concertata in cui l’Europa svolge un ruolo leader”, ha affermato Oettinger.

Le prime implementazioni del 5G sono previste per dopo il 2020: entro quella data occorrerà affrontare una serie di sfide, ha chiarito il commissario Ue, che vanno oltre le questioni della ricerca.

Si tratta innanzitutto, ha spiegato Oettinger, di identificare nuovo spettro; il commissario ha anche sottolineato che “l’implementazione del 5G in Europa non può avere successo senza un maggiore coordinamento nell’assegnazione dello spettro tra Stati membro. Occorre portare avanti la riforma dello spettro per la quale i leader europei si sono impegnati da ottobre 2013. Il pacchetto della Commissione ‘Connected Continent’ è stato un primo passo nella giusta direzione e sono soddisfatto dei progressi fatti al Consiglio, ora concentrato su net neutrality e roaming. Tuttavia”, ha proseguito Oettinger, “continuerò a lavorare con loro e il Parlamento europeo per raggiungere un compromesso politico su altri elementi del pacchetto che sono vitali per una società e un’economia connesse”. Per esempio, Oettinger ha parlato di “importanti misure per facilitare l’impiego delle small cell e del wi-fi, fondamentali per il successo del 5G“.

La standardizzazione del 5G, attesa dal 2016, è per Oettinger un altro passo essenziale per il roll-out della nuova infrastruttura, insieme a una “stretta collaborazione tra settori verticali: dobbiamo imparare a lavorare più sistematicamente tra silos industriali e creare valore aggiunto tra settori diversi”.

Il 5G però è la tecnologia del futuro e Oettinger non dimentica le esigenze del 4G, la tecnologia di oggi. Per la piena implementazione della quale occorre ancora rimuovere alcuni ostacoli. “Il 5G non si sostituirà al 4G, ma ne rappresenterà un ulteriore sviluppo. Per essere leader nell’adozione del 5G l’Europa dovrà dunque essere prima leader del 4G. E invece l’Europa resta ancora indietro su questo fronte. Ci sono tuttavia segnali incoraggianti e gli investimenti industriali pianificati nel 4G sono in aumento. Fatto ancora più incoraggiante, l’Europa occidentale è leader nelle implementazioni dell’Lte di nuova generazione, l‘Lte Advanced: circa il 50% delle reti mondiali sono in Europa. Ma ora l’Europa deve fare di più”.

Il pacchetto Juncker da 315 miliardi di euro è perciò, ha concluso Oettinger, una “enorme opportunità. L’investimento nelle infrastrutture digitali fa parte delle priorità di questa Commissione. Lavoriamo verso una rapda adozione della proposta della Commissione sullo European Fund for Strategic Investments cosicché i nuovi investimenti possano arrivare già da fine anno. Abbiamo anche lavorato con gli Stati membro per definire una serie di progetti possibili nei settori Ict e banda larga. L’interesse è vivo e incoraggio tutti gli attori del settore a dare supporto alle proposte degli Stati membro”.