Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL PIANO

Oettinger: “Google Tax europea entro il 2015”

Il Commissario all’Economia Digitale punta a imporre una fee ai motori di ricerca per la diffusione di materiale coperto da copyright. La norma verrebbe inserita nella riforma del diritto d’autore

29 Ott 2014

L.M.

L’Europa potrebbe lanciare una Google Tax entro il 2015. Günther Oettinger, neo nominato Commissario all’Economia digitale, ha annunciato un piano per riformare le attuali leggi sul diritto d’autore entro un anno, indicando il probabile inserimento, in questo contesto, di una Google Tax della Ue sul modello di quella già in vigore in Germania.

Con questa norma si richiederebbe ai motori di ricerca su Internet di versare una quota per la diffusione di materiale coperto da copyright sui propri siti.

“Se Google fa uso di opere tutelate dalla proprietà intellettuale, la Ue deve proteggerle e imporre una tassa al motore di ricerca” ha detto il Commissario, la cui nomina è stata votata dal parlamento europeo a settembre e di cui si attende solo l’insediamento ufficiale, in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt.

Il prossimo passo, ha proseguito Oettinger, sarà definire con precisione cosa far rientrare sotto la sfera della proprietà intellettuale, di cui potranno godere artisti, accademici e autori. Successivamente, ha spiegato, la Ue si occuperà di stabilire il giusto compenso.

“Alla fine è una questione di compensazione” ha argomentato l’esponente della Ue, sostenendo che le tasse per l’utilizzo di opere coperte da diritto d’autore non dovrebbero essere pagate solo dagli utenti europei ma anche da aziende americane quali Google.

Oettinger ha poi messo in guardia sugli interessi divergenti che potrebbero ostacolare la piena realizzazione del Mercato Unico Digitale. “Bisogna trovare il giusto equilibrio – ha detto – tra interessi degli utenti, temi relativi alla proprietà intellettuale e opere su internet”, aggiungendo che si tratta di “un compito che si annuncia difficile” e che lo impegnerà per tutto il 2015.

La Germania ha effettivamente fatto da apripista alla Google Tax quando l’anno scorso ha approvato il progetto di legge sul nuovo copyright online: prevede che Google o altre piattaforme paghino le royalties agli editori per la pubblicazione di contenuti, esentando però dalla tassa gli “snippets” (brevi frammenti di testo).

Diversa la presa di posizione della Francia, che invece di imporre una Google Tax ha preferito un accordo fra editori francesi e Google nel 2013, che prevede la creazione di un fondo da 60 milioni di euro finanziato da Mountain View per remunerare l’utilizzo di contenuti giornalistici sul motore di ricerca. Nel frattempo anche la Spagna starebbe pensando a una Google Tax.

Articolo 1 di 5