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IL MONITORAGGIO

Oltre 2mila le startup nate online, ma il decollo è a macchia di leopardo

La fotografia di Mise, InfoCamere e Unioncamere: in Sardegna il picco massimo di società costituite grazie alla modalità “notaio free”. Più lenta l’adozione a Bologna e Torino

17 Mag 2019

L. O.

Raggiungono quota 2.181 (a fine marzo scorso) le startup innovative nate in modalità digitale. Emerge dall’11esima edizione del rapporto trimestrale di monitoraggio del ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere. La misura, introdotta con il d.l. 3/2015 e operativa a partire dal luglio del 2016, consente rispetto alla modalità ordinaria mediante atto pubblico un risparmio medio stimato di 2mila euro per il solo atto di avvio.

Una possibilità sfruttata in 4 casi su 10, tra le startup più recenti. E con forti disomogeneità a livello locale: caso emblematico è quello della Sardegna, regione in cui oltre 8 startup su 10 tra le nate nell’ultimo anno sono state costituite online. Di particolare rilievo è il risultato della provincia di Sassari: a partire dal 1° aprile 2018 il territorio ha visto la nascita di 13 startup innovative, tutte create grazie alla nuova modalità.

In termini assoluti, Milano si conferma la provincia più popolosa con 358 startup costituite online, il 16,3% del totale nazionale, seguita da Roma (198; 9,2% totale). Nelle posizioni successive della classifica compaiono tre città non capoluogo di provincia, tutte situate nell’area lombardo-veneta: Padova (82), Verona (67), e, appaiate, Bergamo e Brescia (52). Queste province si distinguono per un elevato tasso di adozione della nuova modalità, che in tutti i casi tocca o supera il 50%.

Per contro, province con una popolazione anche importante di startup innovative presentano tassi di adozione molto bassi: particolarmente evidenti sono i casi di Bologna e Torino, che non superano il 20%.

Anche la durata media delle pratiche varia significativamente tra provincia e provincia: un indicatore dell’efficienza della Camera di Commercio nella gestione della procedura, nonché del livello di informazione degli imprenditori (e dei loro consulenti) sui requisiti di legge. A fronte di un tempo d’attesa medio di 23,6 giorni tra la costituzione e l’iscrizione nella sezione dedicata del Registro delle Imprese (peraltro in rapida diminuzione col passare dei mesi), in diverse province italiane – tra cui spiccano Pavia, Verona, Trento, Bergamo e Padova – la procedura viene completata mediamente in meno di una settimana, e non di rado in un solo giorno.

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