Ospedali smart, si apre l'era dell'Internet of medical things: 7,4 milioni di oggetti connessi nel 2026 - CorCom

SANITA' DIGITALE

Ospedali smart, si apre l’era dell’Internet of medical things: 7,4 milioni di oggetti connessi nel 2026

Stima oltre il raddoppio rispetto ai 3,2 milioni del 2021 con una crescita del 230%. Cina e Usa fanno la parte del leone. Ruolo cruciale per le telco grazie all’avvento del 5G e ai servizi che potranno essere erogati in real time

05 Gen 2022

Patrizia Licata

giornalista

Quasi 7 milioni e mezzo di dispositivi collegati a Internet saranno utilizzati negli ospedali smart di tutto il mondo entro il 2026, pari a 3.850 device per struttura: così la Internet of things conquista la sanità con una sua declinazione specifica, la IoMT, gli oggetti connessi per l’e-health. Alla fine del 2021 sono 3,2 milioni i device connessi impiegati per i servizi di smart hospital e il dato del 2026 rappresenta una crescita del 231% rispetto all’anno appena passato.

A dare la misura del mercato è il nuovo studio di Juniper research, “Smart hospitals: technologies, global adoption & market forecasts 2021-2026”, che individua la Cina e gli Stati Uniti come i Paesi dove la diffusione sarà maggiore.

La digitalizzazione aveva già dato l’avvio al mercato della IoMT, ma la pandemia ha accelerato le iniziative per la sanità digitale. I servizi di monitoraggio remoto sono il centro dell’offerta degli smart hospital e richiedono la qualità e le prestazioni delle nuove reti 5G: per questo Juniper evidenzia il ruolo centrale che giocano gli operatori Tlc.

Il 62% dei device impiegato in Usa e Cina

Il concetto della IoMT (Internet of medical things) indica l’utilizzo da parte delle strutture sanitarie di dispositivi connessi che vanno dai sensori per il monitoraggio remoto dei pazienti ai robot-chirurghi, passando per una serie di strumenti che puntano a migliorare sia l’assistenza alle persone che la produttività del personale medico e l’efficienza operativa delle strutture.

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Gli smart hospital di Stati Uniti e Cina guidano l’adozione globale dei dispositivi connessi per la sanità: rappresenteranno rispettivamente il 21% e il 41% dei device connessi entro il 2026.  Il loro posizionamento è legato, afferma Juniper, all’alto livello di digitalizzazione delle strutture sanitarie già raggiunto negli scorsi anni e al potenziamento delle iniziative digitali in risposta alla pandemia di Covid-19.

La collaborazione con gli operatori di rete è cruciale

Uno degli impieghi centrali della connettività negli ospedali è il monitoraggio remoto dei pazienti e qui appare fondamentale la collaborazione del mondo sanitario non solo con i vendor tecnologici ma anche con le telco, perché la qualità dei servizi dello smart hospital è strettamente dipendente dalla qualità dei servizi di telecomunicazione mobile.

Per garantire l’efficacia e l’efficienza dei servizi smart nella sanità occorre la rete 5G, grazie alla bassa latenza e alla velocità e affidabilità nella trasmissione dei dati che permette una comunicazione in tempo reale. Juniper conclude che per i fornitori di tecnologie destinate al mondo sanitario sarà fondamentale collaborare con gli operatori di rete per offrire, in particolare, edge computing multi-accesso, che è capace di gestire la mole ingente di dati generata dagli oggetti connessi nella sanità.

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