L'EMERGENZA

Passaporto Covid-19 in dirittura d’arrivo. Iata: “App pronta tra poche settimane”

L’annuncio della International Air Transport Association: l’applicazione certificherà che i passeggeri si siano realmente sottoposti a test o a vaccini. Gartner: “Interoperabilità e facilità d’uso fattori di successo”

Pubblicato il 24 Feb 2021

Airplane travelers taking luggage from a conveyor belt at baggage claim line terminal of the international airport.

Sarà pronto entro poche settimane il “passaporto Covid”. L’annuncio arriva dall’ International Air Transport Association (Iata), l’associazione internazionale del trasporto aereo: il Covid Travel Pass è una app che verifica se i passaggeri si sono sottoposti a un test per il Covid-19, con una garanzia sulla attendibilità dell’ente dove è stato effettuato, o sono stati vaccinati contro il coronavirus.

Iata ritiene che questo tipo di app sia essenziale per riaprire il traffico aereo, soprattutto perché molti Paesi hanno regole molto stringenti per gli ingressi e per la quarantena. “La chiave è la fiducia. I passeggeri devono avere fiducia che i test a cui si sono sottoposti siano accurati e gli consentano di entrare nel Paese”, ha dichiarato alla Bbc il direttore regionale per gli aeroporti e le relazioni esterne della Iata Vinoop Goel.

“E conseguentemente i governi devono essere fiduciosi che i test che i passeggeri dicono di aver fatto siano accurati e rispettino le loro regole“, ha aggiunto.

Iata il passaporto di viaggio è realizzato in modo “modulare” e può interfacciarsi con altre soluzioni digitali allo studio nel mondo. L’app sarà disponibile su iOs e Android e sarà gratuita.

Singapore Airlines è stata la prima compagnia aerea ad avviare una fase di trial del pass a dicembre. Etihad, Emirates, Qatar Airways, Air New Zealand stanno conducendo attualmente la sperimentazione.

“Stiamo lavorando con diverse compagnie aeree nel mondo” e l’obiettivo è di “partire a marzo” quindi il sistema “sarà pienamente operativo in poche settimane”, ha aggiunto.

L’equivalente più vicino a quello che dovrebbe essere il Travel pass è la Yellow Card, un documento dell’Organizzazione mondiale della sanità che conferma se i passeggeri sono stati vaccinati.

E’ usata spesso per le vaccinazioni per la febbre gialla, richieste per l’ingresso in alcuni paesi, ma è una carta fisica e non digitale. Secondo la Iata, però, un documento cartaceo sottopone il sistema a un rischio troppo alto di frode.

L’Europol ha recentemente rivelato un giro fraudolento di test negativi in Francia, venduti a passeggeri in partenza dall’aeroporto Charles de Gaulle. Anche la polizia della Malaysia ha arrestato sei cittadini pachistani sospettati di aver contraffatto i test.

Ma nonostante il rischio di frodi molti governi continuano a chiedere che i documenti siano cartacei ponendo ostacoli all’avvio dell’iter dell’app Iata. “Abbiamo il caso della Corea del Sud che chiede un certificato cartaceo quindi stiamo lavorando con il governo per garantire che anche quelli digitali vengano accettati”, ha concluso Goel.

Secondo Gartner i passaporti digitali che attestano l’avvenuta vaccinazione dei viaggiatori possono contribuire a raggiungere una nuova normalità a patto che si adottino strategie che ne consentano l’adozione su larga scala.  

Ecco i 10 fattori di successo identificati da Gartner:

1.    Fare riferimento a un caso d’uso convincente, che descriva dove e come verranno utilizzati i passaporti digitali dei vaccini;

2.    Adottare politiche che spieghino quando e dove saranno richiesti i passaporti per i vaccini e quali eccezioni ci saranno;

3.    Adottare passaporti digitali adatti allo scopo, in modo tale che l’approccio tecnologico corrisponda al singolo caso d’uso;

4.    Facilità d’uso, in modo che i passaporti siano utilizzabili senza che siano necessarie competenze particolari;

5.    Il design e il contenuto del passaporto digitale deve addattarsi al contesto in cui verranno utilizzati;

6.    Definire i vantaggi per le aziende e gli utenti: dall’accesso a luoghi limitati ai benefici per la salute;

7.    Fiducia e disponibilità: bisogna offrire agli utenti finali la possibilità di scegliere se ottenere o meno un passaporto vaccinale digitale. Stabilire requisiti di sicurezza, privacy e condivisione dei dati per acquisire e verificare il consenso dell’utente;

8.    Accessibile: il passaporto deve basarsi su tecnologie e dati che possono essere consultati e condivisi da chiunque lo desideri, anche per gli utenti disabili;

9.    Standard e interoperabilità per dati e scambio di dati;

10. Ricorrere a fornitori che operano in un ecosistema in grado di offrire sviluppo, implementazione e supporto.

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