Pedopornografia online, Facebook & co in campo contro gli abusi - CorCom

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Pedopornografia online, Facebook & co in campo contro gli abusi

Insieme a Google, Microsoft, Twitter e Yahoo, adottato il sistema di blocco delle immagini della Internet Watch Foundation

11 Ago 2015

F.Me.

I colossi del web scendono in campo contro la pedopornografia online. Stando a quanto annunciato dalla Internet Watch Foundation (Iwf), Facebook, Google, Microsoft, Twitter e Yahoo hanno accettato di adottare un sistema che identifica e blocca le immagini degli abusi commessi ai danni di minori.

L’organizzazione con sede nel Regno Unito ha spiegato che il sistema si basa su “un’impronta digitale”, o “cancelletto”, che gli analisti assegnano alle immagini pedopornografiche e che consente così alle aziende associate al progetto di filtrarle o bloccarle.

“Questo vuol dire che le immagini delle vittime possono essere identificate e rimosse in tempi rapidi e possiamo impedire che siano messe in rete immagini già note di abusi sessuali su minori”, ha precisato Susie Hargreaves, presidente della Fondazione.

L’organizzazione tiene costantemente traccia delle immagini grazie ad un archivio privato che, per il momento, è stato condiviso esclusivamente con le cinque compagnie tecnologiche, ma in futuro sarà reso disponibile a più collaboratori dell’Iwf. Una volta implementato, il sistema permette di analizzare tutte le immagini pubblicate sui social network aderenti e, in caso di riscontro positivo, ne inibisce la possibilità di pubblicazione e, di conseguenza, la condivisione. Secondo le stime dell’organizzazione, attualmente è possibile rimuovere circa 500 pagine contenenti immagini pedopornografiche ogni giorno, un dato che aumenterà sicuramente una volta avviato il programma con aziende del calibro di Facebook, Twitter e Google.

Resta però un problema la circolazione di queste immagini all’interno del cosiddetto Deep Web, quella parte della rete non raggiunta dai motori di ricerca e accessibile in forma anonima tramite degli appositi strumenti. In questo caso i contenuti sono fuori portata e non possono essere individuati e tracciati con lo strumento dell’Iwf. Lo stesso vale, sottolineano i responsabili, per i contenuti video che non possono essere tracciati sul web in maniera altrettanto efficace. Il potenziale, però, è enorme: l’archivio di immagini in costante aumento può consentire l’individuazione e il blocco di milioni di immagini, un’operazione ora resa ancora più efficiente grazie alla partnership con i cinque colossi del settore.