GIORNATA MONDIALE ACQUA

Perdite idriche, 900 milioni per digitalizzare le reti

Fa leva sulle nuove tecnologie il piano da 3,8 miliardi del Mims per mettere in sicurezza le strutture primarie del Paese e ridurre le inefficienze nella distribuzione. Il ministro Giovannini: “Investimenti programmati anche con l’obiettivo di colmare il divario Nord-Sud”

22 Mar 2022

Domenico Aliperto

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Per ridurre le perdite di acqua nelle reti di distribuzione il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) ha previsto interventi per una cifra di poco inferiore a 1,4 miliardi di euro: 900 milioni dal Pnrr, utilizzati anche per la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti, e 482 milioni dal programma europeo React Eu attraverso il Piano Operativo Nazionale (Pon) Infrastrutture e Reti.

Ambrosetti: pesa la scarsa digitalizzazione delle infrastrutture

L’iniziativa, in linea con La Giornata Mondiale dell’acqua, risponde a un’esigenza concreta: in Italia le perdite idriche, reali e apparenti, nella sola fase di distribuzione sono il 42% del totale, con una quota ridotta di investimenti: 46 euro per abitante all’anno nel Servizio idrico integrato, poco più della metà della media europea, pari a 82 euro. Sono alcuni dei dati contenuti nel Libro Bianco 2022 “Valore Acqua per l’Italia” presentato da The European House – Ambrosetti.

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Secondo il documento, il nostro Paese sconta una cronica carenza, vetustà e scarsa digitalizzazione delle infrastrutture. Pesa inoltre l’uso improprio della risorsa: un terzo dei consumi domestici di acqua potabile viene usato per lavare auto, irrigare giardini e lavare strade. Il rapporto sottolinea poi la frammentazione del settore e la tariffa idrica ridotta (2,11 euro/metri cubi che, a livello medio nazionale, è tra le più basse d’Europa, la metà di quella francese e il 40% di quella tedesca).

Gli investimenti complessivi del Mims

Nel complesso ammontano a oltre 3,8 miliardi di euro gli investimenti previsti dal Mims per mettere in sicurezza le strutture idriche primarie del Paese e per ridurre le perdite d’acqua nella rete di distribuzione.

“Grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e alle altre risorse nazionali sarà possibile mettere in atto una serie di investimenti basati su una visione integrata, per potenziare e modernizzare le infrastrutture strategiche per l’approvvigionamento idrico a scopo civile, irriguo, industriale e energetico e per attuare in questo modo un’azione di contrasto ai cambiamenti climatici”, sottolinea il Ministro Enrico Giovannini. “Gli investimenti sono stati programmati anche con l’obiettivo di colmare il divario infrastrutturale tuttora esistente tra Nord e Sud del Paese e quindi ridurre le disuguaglianze. La loro realizzazione consentirà di rendere le infrastrutture idriche primarie (grandi adduttori, invasi, grandi derivazioni) efficienti e resilienti, effettuare gli indispensabili interventi di manutenzione, ridurre le perdite anche nelle reti di distribuzione, completare e eventualmente riprogettare in un’ottica più moderna i grandi sistemi idrici ancora incompiuti, soprattutto al Sud”.

Gli interventi sulle infrastrutture idriche primarie

In particolare, il complesso degli investimenti sulle infrastrutture idriche primarie per migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento ammonta a oltre 2,4 miliardi di euro di cui 2 miliardi provenienti dal Pnrr e 468 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione (Fsc) 2014-2020. I 2 miliardi di euro, di cui il 40% è destinato al Mezzogiorno, sono stati indirizzati su 124 interventi. I lavori, nel rispetto delle regole dettate dalla Commissione europea, dovranno essere aggiudicati entro il 30 settembre 2023 e completati entro il 31 marzo 2026. Intanto gli uffici del Mims hanno acquisito i progetti e ora stanno svolgendo la fase istruttoria. Per i 468 milioni del Fsc sono in corso le verifiche per far sì che i lavori possano partire entro il 31 dicembre di quest’anno.

I 900 milioni in arrivo dal Pnrr, destinati al 40% per il Sud e utilizzati come detto anche per digitalizzare le reti, saranno assegnati attraverso un avviso pubblico lanciato dal Mims il 9 marzo scorso e rivolto agli Enti di Governo d’Ambito presenti sul territorio nazionale. Per illustrare obiettivi e modalità di partecipazione al bando, il 24 marzo alle 10:00 si terrà un webnar online per approfondimenti con gli enti interessati.Gli interventi finanziati attraverso il React Eu, che devono essere conclusi entro dicembre 2023, si rivolgono ai soggetti che operano nelle regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

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