IL REPORT

Post-Covid, per il 93% degli italiani la sicurezza pubblica è questione tecnologica

Secondo una ricerca di Motorola Solutions la pandemia ha accelerato la richiesta di innovazione legata alla security. Il nostro Paese supera la media globale per propensione alle soluzioni hi-tech

01 Ott 2021

A. S.

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La tecnologia è una necessità quando si tratta di migliorare la sicurezza pubblica: ad accrescere su scala globale questa consapevolezza è stata la pandemia da Covid-19, che ha anche dato una spinta decisa all’innovazione e all’adozione della tecnologia per i servizi di emergenza e per le imprese in tutto il mondo. E’ questo uno dei risultati principali che emergono dallo studio globale “Consensus for change” condotto da Motorola Solutions in collaborazione con il team di ricerca Goldsmiths della University of London, guidato da Chris Brauer.

La ricerca, che aveva l’obiettivo di capire come le aspettative dei cittadini in tema di sicurezza e di salute stiano cambiando, generando un’accelerazione dell’innovazione sia a livello dei governi che delle imprese, ha preso in considerazione l’opinione di 12.000 cittadini e di 50 agenzie di pubblica sicurezza, organizzazioni commerciali ed esperti di Australia, Germania, Italia, Malesia, Scandinavia, Singapore, Spagna, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti.

“La pandemia ha reso urgente la necessità di utilizzare le tecnologie in modi diversi per affrontare nuove sfide in un ambiente in rapida evoluzione – spiega Mahesh Saptharishi, senior vice president e chief technology officer di Motorola Solutions – Abbiamo anche assistito a un’accelerazione nell’adozione e nella modernizzazione delle tecnologie con tempi di implementazione notevolmente compressi. Questa ricerca mette in evidenza i metodi straordinari con cui la sicurezza pubblica e le organizzazioni aziendali continuano ad adattarsi all’evoluzione delle politiche e delle esigenze”.

In questo quadro l’Italia emerge per il fatto che il 93% dei cittadini del nostro Paese, in confronto all’88% della media globale, ha espresso il desiderio che la sicurezza pubblica venga trasformata grazie all’uso di tecnologie avanzate. Allo stesso modo il 74% degli Italiani, a confronto del 71% della media globale, auspica l’utilizzo di videocamere, analisi dei dati, cybersecurity e cloud per affrontare le sfide del mondo moderno, e il 78% (contro il l70% della media globale) si dice convinto che i servizi di emergenza dovrebbero essere in grado di prevedere i rischi grazie anche alla tecnologia. Infine il 76% degli italiani, contro il 75% della media generale, sarebbe disposto a fidarsi delle organizzazioni che detengono le loro informazioni a condizione che le utilizzino in modo appropriato.

Lo studio ha anche definito i tre principali trend che spiegano in che direzione sitano andando le aspettative del pubblico in materia di sicurezza e tecnologia, che possono riassumersi nel fatto che la pandemia abbia ridefinito le nostre aspettative di sicurezza e abbia accelerato l’innovazione tecnologica, con la richiesta che però venga utilizzata in modo equo, trasparente e inclusivo.

“In tutto il mondo i cittadini si stanno rendendo conto di cosa significhi convivere con il Covid-19 e come ciò influisca sulla loro sicurezza – spiega Chris Brauer – L’esperienza condivisa della pandemia ci ha fatto capire che la tecnologia può svolgere un ruolo davvero molto importante nel tenerci al sicuro e ha aumentato la nostra comprensione del perché la sicurezza pubblica e le organizzazioni aziendali ne hanno bisogno per rispondere a nuove minacce”.

“Poiché la tecnologia continua a evolversi rapidamente, è fondamentale per le agenzie di pubblica sicurezza e per le aziende garantire che i loro progressi siano costruiti nell’ottica di avere al centro e di beneficiare la persona umana, e che come tali vengano compresi – conclude Saptharishi – Ad esempio, l’intelligenza artificiale dovrebbe essere progettata in modo da rispettare il processo decisionale umano e considerare l’input e le esigenze dei cittadini, consentendo al contempo agli utenti di prendere decisioni più informate e rispondere a minacce complesse. Progettando tecnologie avanzate capaci di garantire tutto questo, ci assicuriamo che il processo decisionale rimanga responsabilità esclusiva degli esseri umani”.

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