Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL SONDAGGIO

Presidenziali Usa, Trump tradito anche dal web

I dati di Social Politico: barcolla la reputation online del candidato repubblicano dopo il “pussygate”. Hillary Clinton esce più forte dal secondo confronto televisivo e su Twitter e Facebook recupera terreno rispetto all’avversario

11 Ott 2016

A.S.

La corsa alla Casa Bianca di Donald Trump diventa sempre più difficile, soprattutto dopo o scandalo delle frasi “sessiste” del candidato repubblicano alla Casa Bianca pubblicate nei giorni scorsi, e dopo l’esito del secondo dibattito televisivo con la candidata democratica Hillary Clinton, che sta ormai recuperando terreno anche sui social, in cui era in svantaggio rispetto all’avversario. Tanto che la “caduta” di Trump inizia a emergere con decisione anche dal Web e dai social network, su cui il tycoon ha goduto finora di grandissima popolarità. A fotografare la situazione a poce settimane dalle elezioni negli Stati Uniti è il Social Politico, “social magazine” che indaga sull’attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali.

Il secondo dibattito tv tra Hillary Clinton e Donald Trump è stato un evento molto virale, che ha scritto una pagina da record per quanto riguarda i numeri della rete. Negli Stati Uniti, il giorno del duello televisivo, secondo i dati di il Social Politico, sono state condotte più di 10 milioni di ricerche sull’argomento “presidential debate”, che a fine giornata è risultato il tema più popolare in assoluto su Google. Molte delle ricerche correlate al dibattito riguardano la curiosità degli utenti su chi avrebbe vinto il duello televisivo. Anche sulla rete la vittoria viene data all’ex segretario di Stato: è il nome di Hillary Clinton quello che ricorre più spesso vicino alla domanda “Chi ha vinto il dibattito”.

Su Twitter il “pussygate”, lo scandalo che ha inchiodato Trump nei giorni scorsi, non è passato inosservato: si è imposto in maniera dirompente l’hashtag #MoreElectableThanTrump (più eleggibile di Trump), creato dagli utenti per rimarcare in maniera ironica la scarsa eleggibilità del magnate americano, fino a diventare il 9 ottobre, a fine giornata, l’ottavo argomento più twettato nel mondo, mettendo a dura prova la web reputation del candidato.

“La caduta del candidato repubblicano su Twitter – analizzano da Il Social Politico – è molto importante per Hillary, visto che sul social dei 140 caratteri deve rimontare rispetto allo sfidante. Donald Trump è infatti molto più popolare su Twitter: grazie ai suoi 12,3 mln di follower stacca di netto Hillary ferma a 9,56 mln di seguaci. Il candidato repubblicano ha inoltre una media di circa 10mila retweet ogni 100 messaggi pubblicati contro i 7mila retweet ottenuti da Hillary. Anche se la Clinton deve recuperare terreno su Twitter, certo non si può dire che abbia scelto male gli influencer su chi puntare. A fare da volano alla sua popolarità ci ha pensato Kate Perry, la più influente Twitter-star del pianeta. La pop star americana, che sostiene la candidata democratica, è l’influencer più popolare ad aver twettato su #debates, l’hashtag ufficiale del dibattito tv”.

Quanto a Facebook, il trend è simile a quello registrato su Twitter. Il candidato repubblicano si dimostra più popolare, mentre quello democratico recupera maggiore consenso in termini percentuali. Donald Trump ha una fanpage che registra un totale di 11.149.642 “mi piace” e si piazza cosi davanti a Hillary che ottiene 6.856.439. La Clinton, però, sembra andare più forte in questi giorni e riesce a recuperare parte del gap: nell’ultima settimana i suoi fan di facebook sono cresciuti del 4,2%, contro il 2,6% ottenuto da Donald Trump. “Sul versante dell’interazione con i propri fan non c’è però storia – prosegue il Social Politico – Trump è un personaggio molto forte e suscita un coinvolgimento maggiore rispetto alla Clinton. L’immobiliarista americano sugli ultimi 100 post ha una media di engagement pari a 8mila commenti, 77mila like e 17mila condivisioni. La media del coinvolgimento degli ultimi messaggi di Hillary registra invece 3mila commenti, 34mila like e 6mila condivisioni. Insomma questi numeri ci dicono che se la Clinton vorrà davvero mettere ko Trump, almeno su facebook, dovrà aumentare il livello di coinvolgimento con i propri fan digitali”.

Articolo 1 di 2