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LA SENTENZA

Privacy, la Russia oscura Linkedin: effetto domino su Facebook&Co?

L’agenzia per le comunicazioni Roskomnadzor contesta la violazione delle regole sulla localizzazione dei server che ospitano i dati degli utenti. L’avvertimento del consigliere per il web di Mosca Klimenko: “La questione riguarda tutti gli operatori stranieri”

17 Nov 2016

Andrea Frollà

Il blocco di Linkedin da parte di Mosca porterà alla chiusura di altre piattaforme? L’interrogativo è d’obbligo dopo che la Russia ha deciso di impedire l’accesso al social network dei professionisti: “Il social LinkedIn è stato inserito nel registro dei siti che violano le regole per la protezione dei dati personali sulla base della sentenza di un tribunale e della sua entrata in vigore e deve essere bloccata dagli operatori”, si legge nel comunicato dell’agenzia per le comunicazioni Roskomnadzor.

Secondo una legge varata di recente da Mosca le informazioni sugli utenti devono essere conservati in server basati sul territorio russo. Lo stop dell’agenzia contro il colosso da 400 milioni di utenti al mondo è stata anticipata il mese scorso con una prima sentenza di un tribunale e la scorsa settimana il tribunale di Mosca ha respinto il ricorso di LinkedIn.

Il portavoce dell’agenzia, Vadim Ampelonsky, ha ribadito che a LinkedIn erano stati inviati due diversi solleciti per l’attuazione di quanto previsto dalla legge, entrambi rimasti senza risposta. LinkedIn, fondata nel 2002 dal vice presidente di Paypal Reid Hofman, è stata ceduta lo scorso giugno per 26,2 miliardi di dollari a Microsoft. La società ha chiesto un incontro con Roskomnadzor, ha aggiunto l’agenzia citata da Interfax. “Se LinkedIn sarà effettivamente bloccato, sarà un segnale per le compagnie che non hanno trasferito i dati personali dei russi. Questo riguarda Facebook, Twitter e tutti gli altri operatori stranieri“, ha dichiarato il consigliere del Cremlino per il web German Klimenko dopo la prima sentenza del tribunale in una intervista a Kommersant.

Il Cremlino non ritiene che il blocco del social network possa essere classificato come “censura”, ha spiegato il portavoce di Putin Dmitri Peskov sottolineando che Roskomnadzor agisce “nello stretto limite della legge”. La compagnia ha precisato che il blocco avrà effetti su milioni di persone che usano il network per fare affari, sottolineando che rinnova la sua disponibilità a discutere i metodi di stoccaggio dei dati personali con l’authority.

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